hello-sunshine

È da quasi due mesi che non aggiorno il mio blog, ma mi sembra passata un’eternità. Questo periodo di assenza è dovuto al fatto che la quarantena non ha colpito il settore in cui lavoro, quindi mi sono ritrovato a lavorare anche più di prima, e il tempo per scrivere si è praticamente azzerato.

Oggi però ho deciso di scrivere questo piccolo post per celebrare un anniversario particolare.
Esattamente un anno fa fu lanciato in radio un nuovo singolo di Bruce Springsteen intitolato “Hello sunshine”, che avrebbe fatto da apripista all’album “Western stars” uscito il 14 giugno.

Ricordo l’emozione dell’attesa, l’aspettare la mezzanotte spaccata per ascoltare subito la canzone che arrivava a ben cinque anni di distanza da “High hopes” ultimo lavoro di inediti (o quasi) del Boss.

E infine constatare che ancora una volta Bruce aveva saputo toccare le mie corde.

Perché la canzone racconta di un uomo che dopo un lungo periodo di depressione trova finalmente uno spiraglio di luce grazie al quale ritrovare un briciolo di speranza. Egli si chiede, quasi timidamente, se quella luce sia destinata a rimanere nella sua vita: “Hello sunshine, won’t you stay?”.

Dico questo perché in quel periodo non me la stavo passando un granché bene, avevo trascinato fin troppo a lungo una situazione che mi stava logorando dentro e mi stava facendo perdere qualsiasi tipo di entusiasmo. Ma in quei giorni, molto lentamente, qualcosa stava iniziando a muoversi; avvertivo nell’aria quel cambiamento che presto sarebbe arrivato. Dovetti aspettare poco meno di due mesi per averne la conferma definitiva, in concomitanza quindi con l’uscita del nuovo album.

Hello sunshine” è dunque arrivata nel periodo giusto della mia vita. Proprio quando mi sembrava tutto ormai perduto, una piccola luce cominciava ad intravedersi.
Ora, a distanza di quasi un anno posso dire che quella luce mi sta ancora accompagnando, e quei giorni tristi sono ormai un brutto ricordo.
All’inizio la canzone mi sembrava priva di mordente, ma dopo qualche ascolto l’ho sentita tutta mia. E oggi quando la ascolto mi vengono i brividi se penso a come stavo in quei giorni, e a come invece sto adesso.

È un po’ l’effetto che mi ha fatto tutto l’album “Western stars”, quello di sembrarmi all’inizio un po’ palloso, ma che dopo diversi ascolti si è rivelato in tutto il suo splendore.

Chi segue il mio blog probabilmente saprà che ho recensito tutti gli album di Springsteen, ma “Western stars” ancora no. Il fatto è che dopo quasi un anno sto ancora cercando di trovare le parole giuste per scrivere di questo album molto importante, e che merita sicuramente un post curato e ben calibrato. Cosa che probabilmente farò quando il disco compirà un anno, quindi tra meno di due mesi.

Forse “Hello sunshine” non era la canzone adatta da far uscire come primo singolo, però ad oggi rimane per me la canzone manifesto di un determinato periodo. E ancora oggi la sento riecheggiare quando mi metto in testa di andare avanti cercando di fare il possibile affinché quella luce rimanga sempre dinanzi a me, consapevole del fatto che la sua presenza non sia per niente scontata e che potrebbe sparire da un momento all’altro. E soprattutto che le strada da percorrere è quella che abbiamo davanti, mai quella dietro.

You know I always liked that empty road
no place to be and miles to go.
But miles to go is miles away.
Hello sunshine, won’t you stay?”