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Ieri pomeriggio, mentre ero in pausa dal lavoro, mi sono imbattuto in un film di cui non avevo mai sentito parlare: “Andata e ritorno”, uscito nelle sale nel 2003 diretto e interpretato da Alessandro Paci. Da non confondere con il quasi omonimo “A/R: Andata + ritorno” di Marco Ponti con Vanessa Incontrada e Libero De Rienzo, uscito più o meno nello stesso periodo.

Quando ho letto il nome di Paci nei titoli di testa mi aspettavo qualcosa di molto ignorante e volgare, sulla falsariga dei film di Massimo Ceccherini, storico partner di Paci; e infatti non pensavo nemmeno di arrivare fino alla fine. E invece mi sono visto il film dall’inizio alla fine, e devo ammettere che in più di una scena mi ha strappato della sane e spontanee risate.

Chiariamo subito: il film è molto esile, e l’interpretazione di alcuni interpreti lascia un po’ a desiderare. La regia è molto scolastica e la trama a dir poco banale, un gradino sotto Pieraccioni forse. Ma a funzionare è la simpatia dei protagonisti e l’alchimia che si è riuscita a creare tra di loro. Paci protagonista regge bene la scena con la sua presenza umile e quasi timida, e l’accento toscano certamente gioca a suo favore. Le protagoniste femminili Erika Bernardi e Flavia Vento sono piacevoli alla vista, mentre gli amici di Paci sono simpatici e si rendono protagonisti di alcuni siparietti divertenti. Tra gli attori si fa notare un giovane Marco Giallini, all’epoca non ancora famosissimo.

Il film è anche un’occasione per rivedere sullo schermo alcuni notevoli caratteristi del cinema italiano: Giustino Durano, che è stato l’indimenticabile zio di Roberto Benigni ne “La vita è bella”, e Enzo Andronico, già visto in molti filmetti di serie B di Franco e Ciccio. Io lo ricordo in “Assassinio sul Tevere” (del filone dedicato a “Er Monnezza”) nel ruolo di uno scanzonato avvocato. Entrambi gli attori scomparvero poco dopo la fine delle riprese. E poi c’è il grande Carlo Monni, che dal 1998 ha collaborato molte volte insieme al duo Paci – Ceccherini. Celebre il suo sodalizio comico e umano con Roberto Benigni iniziato a fine anni ‘70 col programma tv “Onda libera”. Indimenticabile il suo ruolo in “Berlinguer ti voglio bene”, sempre accanto all’amico Benigni.

Il film ha avuto diversi problemi in fase di produzione, infatti è stato girato nel 2001 ma distribuito soltanto nel 2003, e questo purtroppo ha giocato a sfavore del film perché i personaggi ragionano ancora in lire e la canzone nei titoli di testa “La mia signorina” di Neffa non era più una novità.

Insomma, “Andata e ritorno” è un filmetto facile facile che si lascia guardare senza troppi problemi; e se si parte con le più basse aspettative potrebbe rivelarsi perfino una sorpresa. Detta così non sembra troppo lusinghiero, ma non credo fosse nelle intenzioni di Alessandro Paci creare un’opera che entrasse nella storia del cinema. Però è riuscito a creare un film godibile, e questo non è poco.

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