Racconti

25 aprile a Sesto San Giovanni

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Sono nato e cresciuto a Sesto San Giovanni, esattamente trent’anni fa.
Un’infanzia vissuta nella Stalingrado d’Italia coi pomeriggi d’estate passati in un parco che si chiama Carlo Marx; questo probabilmente ha influito non poco sulla mia visione romantica e nostalgica di una vita operaia che ora purtroppo non c’è più.
Ho fatto in tempo a vedere le rotaie che tagliavano le strade, che consentivano il trasporto di merci all’interno degli stabilimenti Breda, Falck e Marelli.
Quando da piccolo passeggiavo per strada con mia nonna, ricordo che ci fermavamo sempre a guardarle; in particolare ho ancora in mente le rotaie lungo via General Cantore.

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L’incontro

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Negli ultimi tempi l’unica presenza femminile che risiedeva nel mio appartamento si chiamava Monotonia. Ma per quanto le cose possano ripetersi all’infinito e tediarti fino a ridurti in stato vegetativo, c’è sempre un elemento inaspettato che attende dietro l’angolo e a sbucare fuori all’improvviso, come l’ultimo rimasto a nascondino che corre a fare tana; e non avrei mai immaginato che un giorno di quelli avrei fatto un incontro che avrebbe cambiato per sempre la mia nuvolosa esistenza. In peggio.

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Niente di serio – una poesia nata per gioco

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Qualche giorno fa stavo parlando con la mia amica Giulia delle mie vicissitudini esistenziali; e al termine della conversazione ho liquidato il tutto con un “Niente di serio”.
Lei per tutta risposta mi fa notare che “Niente di serio” è il mio motto di questo mese, così mi scatta la scintilla. Le rispondo che potrei scrivere una poesia con quel titolo e lei mi sprona a farlo.

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Vita privata

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Da qualche parte in un futuro non troppo lontano

Il ragazzo entrò in un bar a bere una coca, per ingannare un po’ il caldo di quel pomeriggio di agosto in periferia. Era anche curioso di sapere se almeno nei bar ci fosse anima viva a differenza della città che era praticamente desolata. Appoggiato al banco, sentì una voce da dietro chiamare:

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Libero (Racconto breve)

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Sono nato a stile libero, e a stile libero morirò. È una frase che mi ripeto da sempre, un po’ per prendere in giro quelli che vogliono mostrarsi contro il sistema sostenendo di essere liberi e non dovere niente a nessuno, un po’ per ribadire il mio amore verso l’acqua.
Il mio rapporto con l’acqua è iniziato alla mia nascita, mia madre mi ha partorito in una piscina e chissà, forse è iniziato proprio lì il mio legame con questo semplice e magico liquido.
Da quando ho memoria non c’è stato un periodo che io non abbia desiderato di tuffarmi da qualche parte, che fosse inverno o estate; da piccolo ho passato certe estati indimenticabili nelle acque venete dell’Adriatico: un brodo primordiale composto da alghe, mucillagine, prodotti per l’igiene personale e talvolta anche copertoni che dalla sabbia spuntavano verso il cielo come una versione meno brillante e epica di Excalibur.

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Chiudi gli occhi (racconto breve)

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Apro gli occhi, qualche raggio di sole trafigge la tapparella semichiusa e va a conficcarsi nelle lenzuola. In camera prevale il buio e non riesco a vedere i dettagli. Guardo il soffitto dove il proiettore della sveglia manda un raggio a infrarossi ma l’orario risulta ancora appannato ai miei occhi. Dopo un attimo l’ora risulta chiara: sono le 7:65. (altro…)