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Una piccola fiamma

fiammella

Se ho imparato qualcosa nella vita, è che bisogna credere in se stessi anche se nessun altro lo fa.
Sentivo di avere una fiammella di talento, non un grande talento, ma una fiammella che dovevo alimentare regolarmente, come una specie di monaco, per impedirle di spegnersi.
(Kent Haruf)

Ho letto queste parole mentre ero in libreria e avevo tra le mani Crepuscolo, opera di Kent Haruf, terzo capitolo della Trilogia della pianura insieme a Benedizione e Canto della pianura.
La passione per la scrittura talvolta può essere frustrante, ma credo non ci sia niente di più bello e liberatorio; ma come dice Haruf bisogna alimentarla.

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La stanza magica

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Milano in autunno è la città più bella del mondo. A questo stava pensando Davide mentre si dirigeva verso il cinema Manzoni, un cinema storico della periferia di Milano che proponeva perlopiù film vecchi e rigorosamente su pellicola, poiché non ancora attrezzati per la nuova tecnologia digitale. E il signor Cesare, storico proprietario del cinema, non aveva la minima intenzione di attrezzarsi per questo progresso tecnologico. Un po’ per una questione economica e in gran parte per una questione filosofica. Davide era quasi giunto all’ingresso del cinema, ma non aveva fretta, anzi, da come camminava e si guardava intorno sembrava non volesse perdersi un particolare di quello che lo circondava.

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Niente di serio – una poesia nata per gioco

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Qualche giorno fa stavo parlando con la mia amica Giulia delle mie vicissitudini esistenziali; e al termine della conversazione ho liquidato il tutto con un “Niente di serio”.
Lei per tutta risposta mi fa notare che “Niente di serio” è il mio motto di questo mese, così mi scatta la scintilla. Le rispondo che potrei scrivere una poesia con quel titolo e lei mi sprona a farlo.

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Libero (Racconto breve)

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Sono nato a stile libero, e a stile libero morirò. È una frase che mi ripeto da sempre, un po’ per prendere in giro quelli che vogliono mostrarsi contro il sistema sostenendo di essere liberi e non dovere niente a nessuno, un po’ per ribadire il mio amore verso l’acqua.
Il mio rapporto con l’acqua è iniziato alla mia nascita, mia madre mi ha partorito in una piscina e chissà, forse è iniziato proprio lì il mio legame con questo semplice e magico liquido.
Da quando ho memoria non c’è stato un periodo che io non abbia desiderato di tuffarmi da qualche parte, che fosse inverno o estate; da piccolo ho passato certe estati indimenticabili nelle acque venete dell’Adriatico: un brodo primordiale composto da alghe, mucillagine, prodotti per l’igiene personale e talvolta anche copertoni che dalla sabbia spuntavano verso il cielo come una versione meno brillante e epica di Excalibur.

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Chiudi gli occhi (racconto breve)

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Apro gli occhi, qualche raggio di sole trafigge la tapparella semichiusa e va a conficcarsi nelle lenzuola. In camera prevale il buio e non riesco a vedere i dettagli. Guardo il soffitto dove il proiettore della sveglia manda un raggio a infrarossi ma l’orario risulta ancora appannato ai miei occhi. Dopo un attimo l’ora risulta chiara: sono le 7:65. (altro…)

Una giornata al fiume (una storia quasi vera)

 

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Fino a qualche giorno fa l’autunno era alla porte, finché quelle porte non sono state spalancate e scardinate e ora la stagione dei soldati di ungarettiana memoria si è insidiata prepotentemente nelle giornate di tutti noi. Cosi le t-shirt hanno lasciato spazio a maglioncini, felpe e giubbotti di pelle mentre le giornate hanno cambiato colore come gli occhi di una persona anziana ai quali rimane poco da vedere. Personalmente apprezzo molto le giornate autunnali, mi ricordano quando andavo a scuola e durante le ultime ore del giorno guardavo fuori dalla finestra e vedevo le foglie cadere o la pioggia picchiare contro le finestre e vedere le gocce sui vetri, ognuna a comporre un percorso diverso. Però certe sensazione come libertà e spensieratezza solo l’estate riesce a trasmetterle. Anche se le estati non sono più quelle di parecchi anni fa, quando le vacanze duravano tre mesi e si stava al mare tre settimane o anche di più. L’estate appena finita sembra aver lasciato qualcosa di incompleto, quasi avessi perso la cognizione del tempo a da un giorno all’altro qualcuno mi avesse scosso dicendomi Guarda che siamo già ad ottobre. Forse perché tra i tanti progetti che avevo in mente sono riuscito a realizzarne solo alcuni. E per i prossimi dovrò attendere ancora un anno. Ora l’unica cosa che posso fare è stare qui seduto alla mia scrivania a contemplare le foglie scosse da un leggero vento prima di cadere giù, proprio come soldati al fronte. Eppure l’altra mattina qualcosa non è andata secondo le aspettative: (altro…)