Bruce Springsteen

The ties that bind – The river collection – Tra piccoli gioielli e fondi di barile

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Le scelte possono significare molto, anzi tutto. Non basta avere il talento, a volte è necessario saper fare le scelte giuste per entrare nella storia. È quello che è successo a Bruce Springsteen quando nel 1979 consegnò alla Columbia il suo nuovo album The ties that bind, salvo poi prendere una decisione inaspettata: lo bocciò lui stesso. (altro…)

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High hopes – Speranze o delusioni?

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Siamo ormai giunti all’ultimo album di inediti (per ora) di Bruce Springsteen. Uscito il 14 gennaio 2014, a meno di due anni di distanza da Wrecking ball, il disco porta il titolo di High hopes, e si tratta dell’operazione discografica più anomala del boss.

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Wrecking ball -demolire per ricostruire

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Quella di Wrecking ball è una bella storia, di quelle con il lieto fine. Tutto ebbe inizio nel settembre del 2009 quando Bruce Springsteen, terminato il tour europeo, riprese a suonare negli Stati Uniti e in modo particolare al Giants stadium che di lì a poco sarebbe stato demolito. E proprio per rendere omaggio allo stadio propose una canzone inedita dal titolo Wrecking ball. Io quando ascoltai la canzone su youtube subito mi esaltai: dopo le atmosfere pop di Working on a dream, questa nuova canzone era una bella botta e dentro di me pensavo: “Peccato che non ascolterò mai dal vivo questa canzone(altro…)

Working on a dream – la svolta pop

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Un nuovo album di inediti a 1 anno e 4 mesi di distanza dal precedente? “Yes, we can” verrebbe da dire; perché Working on a dream, 15esimo album di inediti di Bruce Springsteen, esce proprio in concomitanza con l’insediamento di Barack Obama alla casa bianca, vedendo così dopo 8 lunghi anni un democratico alla presidenza degli Stati Uniti. Sono lontani i tempi in cui si doveva attendere 3-5 anni per un nuovo album del boss, ma la domanda che sorge spontanea è: era davvero necessario questo Working on a dream? La risposta è nì. (altro…)

Magic – l’America (poco magica) ai tempi di Bush

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I primi dieci anni del nuovo millennio vedono uno Springsteen decisamente prolifico; 4 album di inediti, due live, un album di cover e una raccolta. Io mi sono appassionato a Bruce nei primi anni del 2000 e immagino quanto debba essere stato difficile essere un fan negli anni ’90, senza album con la E Street Band (ad eccezione del mega cofanetto Tracks) due album considerati mediocri e un album acustico acclamato come capolavoro ma più letterario che musicale. In questo nuovo decennio
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We shall overcome: The Seeger sessions – Una grande festa americana

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Siamo arrivati al 17esimo appuntamento settimanale che ha come protagonista la discografia di Bruce Springsteen: oggi parliamo di We shall overcome: The Seeger sessions, album uscito nell’aprile del 2006 a un anno esatto di distanza dall’ultimo disco in studio Devils & dust.
Per la prima volta Springsteen propone un album composto interamente da cover, che hanno come filo conduttore il fatto di essere canzoni di protesta cantate (anche) da Pete Seeger.
Sono canzoni ben radicate nella cultura americana, che hanno più di cento anni di vita, e in queste nuove vesti Bruce riesce a restituire a questi “inni” nuova linfa rendendole vivaci e più vive che mai.
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Devils & Dust – la costola di Tom Joad

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…continua il nostro viaggio alla scoperta della discografia di Bruce Springsteen.
Oggi parliamo di Devils & Dust, uscito il 22 aprile 2005, ricordo perfettamente la data e ora vi spiegherò perché.
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