Tra i miei attori preferiti, Mel Gibson detiene un interessante primato: è l’attore che più di tutti ha partecipato solo ed esclusivamente a film che mi sono piaciuti. L’unico ad esserci andato vicino è Tom Cruise (che però non è tra i miei attori preferiti), finché non ha toppato nel 2017 con “La mummia” che trovo essere un film totalmente dimenticabile.
Guardando la filmografia di Mel Gibson, dal 1977 al 2021, ho scoperto quindi che tutti i suoi film mi sono piaciuti, sebbene negli ultimi dieci anni abbia cercato in ogni modo di perdere questo primato partecipando a pellicole discutibili (che io stesso avevo paura a guardare), ma che poi si sono rivelate tutte godibilissime.
Un discorso a parte merita la carriera registica di Gibson: io trovo che i 5 film da lui diretti (“L’uomo senza volto”, “Braveheart”, “La passione di Cristo”, “Apocalypto” e “La battaglia di Hacksaw Ridge”) si dividano tutti tra il “Bellissimo” e il “Capolavoro”.

Il periodo d’oro di Gibson non è stato affatto breve, poiché praticamente tutti i film usciti tra il 1987 (anno del primo “Arma letale”) e il 2002 (anno di “Signs”) hanno avuto un ottimo riscontro al botteghino, tra vette assolute come la saga di “Arma letale”, “Braveheart”, “Il patriota”, “What Women Want”, e film dagli incassi inferiori ma comunque apprezzati come “Il Bounty”, “Amleto”, “Amore per sempre”,“The Million Dollar Hotel”e “Payback”.
Per non parlare della trilogia di Mad Max diretta da George Miller, uscita tra il 1979 e il 1985, diventata un vero e proprio punto di riferimento nel genere fantascientifico.
Gibson, prima di diventare famoso, ha collaborato due volte con il regista australiano Peter Weir, che poi sarebbe esploso con “L’attimo fuggente”, “Witness” e “Master & Commander”.
I due hanno realizzato due film che vale la pena ricordare: “Gli anni spezzati” e “Un anno vissuto pericolosamente”. Il primo è un vero e proprio capolavoro sottovalutato che narra dell’amicizia di due giovani corridori trovatisi catapultati nella battaglia di Gallipoli. Un film che dimostra gli anni che ha, ma nonostante questo risulta ancora oggi toccante e avvincente.

Dal 2002 in poi si può dire quindi che la carriera d’attore di Mel Gibson subisce una frenata. Ma non quella da regista, perché “La passione di Cristo” uscito nel 2004 incassa 612 milioni di dollari a fronte di un budget di 30 milioni, “Apocalypto” nel 2006 ne guadagna 120 essendone costati 40, e “La battaglia di Hacksaw Ridge” nel 2016 porta a casa 180 milioni con una spesa di 40 milioni.
Come attore però, Gibson non ha avuto altrettanta fortuna: nel 2010 torna in un ruolo da protagonista dopo 8 anni con il bel thriller “Fuori controllo”, che però incassa in tutto il mondo 80 milioni di dollari, l’equivalente di quello che è costato. Con il successivo “Mr. Beaver”, diretto dall’amica Jodie Foster avviene il crollo definitivo; il film è un fiasco senza precedenti, che incassa 7 milioni di dollari essendone costati 21.
Da quel momento fino ai giorni nostri, Gibson prende parte ad altri 10 film (“Viaggio in paradiso”, “Machete Kills”, “I mercenari 3”, “Blood Father”, “Daddy’s home 2”, “Dragged across concrete”, “Il professore e il pazzo”, “La forza della natura”, “Fatman”, “Boss Level – Quello che non ti uccide”) e tra questi solo la commedia natalizia “Daddy’s Home 2” incassa bene. Ed è un peccato perché tra questi titoli si trovano alcuni grandi film come “Dragged across concrete” e “Il professore e il pazzo”, quest’ultimo fortemente voluto da Gibson, che coccolava l’idea di dirigerlo già dagli anni ‘90. Altri titoli usciti direttamente On Demand, sulla carta sembravano delle boiate pazzesche, e invece si sono rivelati piccole sorprese come “Blood Father”, “Fatman” e l’ultimo divertentissimo “Boss Level” in cui Gibson ricopre il ruolo del cattivo.

Nel futuro di Mel Gibson ci sono ben 5 film nuovi, le quali date però non sono ancora state annunciate. Speriamo che la media si mantenga alta come da 44 anni a questa parte.

Qui sotto vi segnalo 5 film fondamentali di Gibson, e altri 5 da riscoprire.

5 FILM FONDAMENTALI

Interceptor (1979)

Nel film che lo ha lanciato, Gibson interpreta Mad Max, un poliziotto solitario che tornerà nei due sequel successivi, mentre nel quarto film della saga, sempre diretto da George Miller, verrà interpretato da Tom Hardy. Grande successo per un budget ridotto al minimo.

Arma Letale (1987)

Gibson è l’agente Martin Riggs in questo primo indimenticabile episodio della saga diretta dal recentemente scomparso Richard Donner. È il film che ha ridefinito il concetto di Buddy Movie e che vanta innumerevoli tentativi di imitazione.

Braveheart (1995)

Il ruolo dell’eroe scozzese William Wallace consacra Gibson, non solo come attore ma più che altro come regista, che al suo secondo lungometraggio dimostra grande abilità a dirigere epiche scene di battaglia e spazi aperti nella migliore tradizione americana. Fu protagonista agli Oscar del 1996 con ben 5 statuette vinte (miglior film, miglior regia, miglior fotografia, migliori effetti sonori e miglior trucco). Indimenticabile.

Il Patriota (2000)

Può essere considerato una sorta di Braveheart ambientato in America questo film del regista tedesco Roland Emerich reduce dai successi di “Stargate”, “Independence day” e “Godzilla”.
Gibson interpreta Benjamin Martin, un colono americano rimasto vedovo al quale uccidono il primogenito. Tornerà a imbracciare le armi per vendicarsi del colonnello inglese che gli ha ucciso il figlio. Ottimo intrattenimento e belle scene di battaglia rendono i 165 minuti scorrevoli.

Signs (2002)

Nel suo ultimo film campione di incassi, Gibson interpreta Graham Hess, reverendo protestante che ha abbandonato la professione dopo la morte della moglie, e che ora vive col fratello (Joaquin Phoenix) e i due figli. Un giorno nel campo di mais della tenuta in cui vive compaiono strani simboli. Terza regia per M. Night Shyamalan che anche questa volta fa centro dopo i successi de “Il sesto senso” e “Unbreakable”. Qui la tensione è ottimamente dosata e accompagna lo spettatore per tutta la durata del film.

5 FILM DA RISCOPRIRE

Gli anni spezzati (1981)

Prima delle due collaborazioni col regista Peter Weir. Qui Gibson interpreta il giovane atleta australiano Frank, che insieme all’amico Archy decide di arruolarsi nell’esercito britannico. Insieme si troveranno a far parte della Battaglia di Gallipoli, uno dei massacri più cruenti della Prima guerra mondiale. Grande successo in Australia per questo bellissimo film che vede al centro l’amicizia tra i due protagonisti, tema che ricorre anche nel più famoso “Momenti di gloria” uscito lo stesso anno.

Un anno vissuto pericolosamente (1982)

Seconda collaborazione tra Weir e Gibson. Qui l’attore interpreta il giornalista Guy Hamilton, che nel 1965 vola da Sydney a Giacarta per raccontare l’imminente rovescimanento del partito nazionalista. Qui farà la conoscenza di Jill (Sigourney Weaver) di cui resterà affascinato. Riuscito dramma socio-politico a sfondo sentimentale. Da riscoprire.

Il Bounty (1984)

Quinta versione cinematografica del più famoso ammutinamento della storia avvenuto nel 1789.
La regia è di Roger Donaldson, discreto regista che ha nel curriculum titoli come “Senza via di scampo” e “Dante’s Peak – La furia della montagna”. Qui Mel Gibson interpreta Fletcher Christian, un membro dell’equipaggio. Il punto di forza del film è senza dubbio l’ottimo cast, infatti Gibson condivide la scena con attori giganteschi come Anthony Hopkins, Daniel Day-Lewis, Liam Neeson e Laurence Olivier. Non un capolavoro, come era lecito aspettarsi, ma visto oggi è ancora godibile.

Dragged Across Concrete (2018)

Mel Gibson interpreta Brett Ridgeman, poliziotto sospeso dal servizio che insieme al collega interpretato da Vince Vaughn tenta di riscattarsi cercando di accaparrarsi una somma di denaro in maniera illecita. Il film è stato distribuito direttamente su piattaforme digitali, e anche per questo è passato inosservato. Ed è un peccato perché si tratta di uno dei migliori polizieschi degli ultimi anni. Mel Gibson è più in forma che mai, e Vince Vaughn non è da meno.
S. Craig Zahler, qui al suo terzo lungometraggio, firma un’opera incredibile che riesce a non annoiare mai nonostante i 160 minuti.

Fatman (2020)

Dopo essere stato uno dei maggiori divi di Hollywood, dopo essersi dimostrato un eccellente regista e dopo aver dimostrato di sapersela cavare benissimo nel ruolo del cattivo (“Machete Kills” e “I mercenari 3”), Mel Gibson si cimenta niente di meno che nel ruolo di… Babbo natale.
Santa Klaus non ha quindi l’aspetto rassicurante che siamo abituati a vedere, ma qui lo vediamo conn il volto rude di Gibson, una pistola sotto il letto e un assegno firmato dal governo.
“Fatman” vuole quindi proporre un ragionamento sulle contraddizioni e sul fallimento di un intero sistema che ha venduto ogni valore morale alla logica del profitto, prendendo come spunto un ragazzino che, dopo essere stato punito con un pezzo di carbone, decide di mettere sulle tracce di Babbo Natale un killer interpretato da Walton Goggins.
Distribuito direttamente On Demand, c’era il rischio di trovarsi di fronte a una trashata senza precedenti, e invece il film è sorprendente. Da vedere assolutamente.