Sai cosa ho provato quella mattina di agosto di sette anni fa quando ho ricevuto la notizia?
È stato come se qualcuno fosse entrato prepotentemente nella mia stanza, avesse preso la mia infanzia come fosse un pezzo di carta, l’avesse stracciata in mille pezzi e mi avesse detto “Tutto questo non esiste più, d’ora in poi dovrai andare avanti senza.”
Fu un dolore enorme, irreale. Uno dei più brutti che abbia mai vissuto.
So che può sembrare strano tutto questo. Molti penseranno che è impossibile provare queste emozioni per un attore, e cioè una persona che non hai mai conosciuto fisicamente.
Evidentemente loro non hanno avuto una persona come te nella loro infanzia.
Mi sono appassionato al cinema che avevo 8 anni, nel 1995, e in quel periodo tu prendevi parte a una media di due film all’anno. Non ricordo qual è stato il tuo primo film che ho visto, ma molto probabilmente è stato “L’attimo fuggente” o “Mrs. Doubtfire”. Il primo l’ho amato, ma l’avrei capito solo qualche anno più tardi, mentre il secondo divenne da subito uno dei miei film preferiti di sempre; di sicuro si trova nella Top 3 dei film che più di tutti hanno segnato la mia infanzia.
Ricordo la videocassetta (con tanto di pubblicità registrata da Canale5) che non so come ha fatto a sopravvivere a tutte quelle visioni. Gli anni ‘90 sono stati sicuramente il decennio del tuo massimo splendore, basti pensare che solamente tra il ‘95 e il ‘99 uscirono film che ancora oggi sono nel cuore di milioni di persone: “Jumanji”, “Piume di struzzo”, “Jack”, “Due padri di troppo”, “Flubber”, “Will Hunting”, “Al di là dei sogni”, “Patch Adams” e “L’uomo bicentenario”, sono tutti titoli amatissimi da chi come me è stato bambino in quel periodo. Quasi tutti questi film li vidi al cinema insieme ai miei genitori e ricordo ancora le loro risate mescolate alle mie. Chissà se eravamo consapevoli del fatto che stavamo vivendo un momento indimenticabile, che avremmo ricordato a distanza di trent’anni. I film che ho menzionato sopra sono tutti usciti nell’arco di 4 anni, mentre nella prima parte del decennio uscirono quei due film che praticamente tutti i bambini dell’epoca conoscevano più o meno a memoria: “Hook – Capitan Uncino” uscito nel 1991 e il succitato “Mrs. Doubtfire” del 1993. Grazie ai numerosi passaggi televisivi di questi due film tu, Robin Williams, diventasti l’eroe di noi bambini. Ricordo che quando andavo alle elementari, se chiedevi a un bambino chi fosse il suo attore preferito, la risposta era quasi sempre la stessa: Robin Williams. Quel sorriso dolce mentre sorvola l’Isola che non c’è sulle note composte da John Williams, quel padre che non può stare un minuto senza vedere i suoi bambini, tanto da sottoporsi a ore di trucco per entrare nei panni di una sessantenne inglese, bastarono a renderti l’amico che tutti noi bambini avremmo voluto avere.
Una volta entrato nell’adolescenza andai alla scoperta di tutta la tua filmografia, scoprendo gioielli come “Good Morning Vietnam”, “Risvegli”, “Tempi migliori” e il tanto vituperato “Popeye” di Robert Altman. Senza dimenticare la voce del Genio di “Aladdin“. Quante risate che ci hai fatto fare.
Quando ho scoperto che in “Good morning Vietnam” gran parte dei tuoi dialoghi sono improvvisati, non ho più saputo guardare il film con gli stessi occhi; guardando attentamente si vede come anche a te scappasse da ridere mentre parlavi, e le risate degli attori che ti circondano sono sincere e spontanee.
È incredibile cosa sia in grado di fare il potere del cinema: con una manciata di film è in grado di cambiare la vita a una persona, e tu non sei stato un semplice attore, sei stato molto di più.
Sei quello che mi ha fatto volare sull’Isola che non c’è a combattere i pirati, insieme ai bimbi sperduti che avrebbero voluto avere un padre come te. Sei stato colui che più di tutti ha saputo farmi ridere e piangere anche solo con uno sguardo. Sei quello che ha reso la mia infanzia memorabile. Perché se penso ai miei ricordi più belli da bambino, tra i primi posti ci sei tu e quell’irripetibile magia che hai saputo donare a tutti quei film.

Oggi avresti compiuto 70 anni. Dico “avresti” perché fisicamente non sei più qui, ma mi rendo conto che questa è una sciocchezza. Già trent’anni fa, quando molti bambini impararono a volare insieme a te, ti eri acquistato presso di loro l’immortalità. Quindi oggi ti faccio gli auguri, perché oggi tu hai 70 anni, e se sarò fortunato tra trent’anni sarò qui a farti gli auguri per i tuoi 100 anni.

Tanti auguri, Robin.
E grazie per quella polvere di fata che hai gettato su di me quando ero un bambino, e che ancora oggi mi accompagna.

“È stato un gran bel gioco, veramente”.