Probabilmente la mia credibilità di cinefilo ne risentirà, ma devo comunque esternare questo episodio. Ci sono diversi modi di vedere la faccenda, e come al solito la medaglia presenta due facce; se da una parte questa storia potrà servire a sottolineare la mia ingenuità e ribadire un antico concetto, ovvero: “Non giudicare ciò che non conosci”, dall’altra parte c’è lo stupore della scoperta. Quanti di voi vorrebbero tornare indietro nel tempo per poter vedere per la prima volta un film come “C’era una volta in America” solo per provare quelle emozioni che avete provato durante la prima visione? Ebbene, io ho scoperto un film che in vita mia avevo sempre sottovalutato, e probabilmente ero l’unico a non averlo ancora visto.

Sto parlando de “I guerrieri della notte” di Walter Hill.

Erano anni che molti amici e conoscenti cercavano di convincermi a guardarlo, e io non mi ero mai deciso nonostante dal loro sguardo fuoriusciva un autentico entusiasmo.
E non erano solo i miei coetanei a parlarne bene, ma anche persone più adulte, e questo aspetto cominciava a incuriosirmi.
Io mi chiedevo come fosse possibile che un film che ha per protagonista una gang notturna venisse considerato un capolavoro. Cosa c’era di tanto interessante nel vedere dei tizi che vanno in giro di notte a fare casino? Certo anche “Arancia meccanica” ha per protagonisti dei criminali stupratori, ma qui stiamo parlando di Stanley Kubrick, uno che ha fatto praticamente solo capolavori. Walter Hill non credevo fosse degno della stessa considerazione, e poi avevo visto pochi suoi film e nemmeno tutti mi erano piaciuti.
Ma poi alla fine ho deciso: essendo il film disponibile su Netflix e vedendo che la durata era di un’ora e mezza mi sono buttato. Ed è stato amore a prima vista.
Più i minuti scorrevano e più io mi sentivo un idiota per aver aspettato così tanto a vedere “The Warriors”, titolo originale di questa pellicola del 1979.

A colpirmi di questo film è stato praticamente tutto: fotografia, ambientazione, attori, tensione, regia e colonna sonora.
Ciò che stupisce de “I guerrieri della notte” è il suo essere senza tempo. Anche se ormai ha superato i quarant’anni si percepisce ancora la sua modernità, nonostante l’impostazione classica. Ho letto infatti che si ispira a un romanzo che a sua volta si è ispirato all’Anabasi di Senofonte, un’opera risalente al IV secolo.
Senofonte faceva parte di un’armata di diecimila mercenari greci assoldata da Ciro il giovane, con lo scopo di usurpare il trono di Persia al fratello Artaserse II.
Ed è appunto a Ciro il giovane che si ispira il personaggio di Cyrus, il leader dei Riffs (la banda più numerosa della città) che organizza il raduno di tutte le gang.

Il film funziona meravigliosamente anche, e soprattutto, grazie alle immagini e alle trovate visive. Come la ruota panoramica che troviamo all’inizio del film, ambientato di notte, e che ritroviamo poi quando l’azione si conclude all’alba. Una delle trovate più geniali riguarda il personaggio della DJ. Il regista sceglie di inquadrare solo le labbra vicino al microfono a inquadratura fissa, e il personaggio scandisce l’azione dei Guerrieri, senza che essi possano ascoltarla.
Grazie all’utilizzo di questo personaggio Walter Hill evita soluzioni stilistiche come la voce fuori campo.

Come quasi tutti i film di Hill, anche questo ha un’impostazione da film western, genere che il regista esplorerà “a nudo” nel successivo “I cavalieri dalle lunghe ombre”, e più avanti con “Geronimo” (1993), “Wild Bill” (1995) e nella miniserie “Broken Trail” (2006.
Una delle scene più emozionanti si svolge alla fine, quando la DJ annuncia un’ultima canzone, e poi partono le note di “In the city” dei The Eagles mentre i Guerrieri camminano in riva al mare. Una scena memorabile.

Dopo aver visto questo film ho voluto approfondire la filmografia di Walter Hill, e ho così scoperto un regista di enorme talento troppo spesso sottovalutato.
Il mio interesse verso la sua filmografia è cresciuto a tal punto che ho deciso di scrivere un post incentrato sulle sue opere, a partire dal primo film “L’eroe della strada” (1975) fino ad arrivare all’ultimo “Nemesi” (2016).

Sono quasi sicuro che coloro che mi leggeranno avranno già visto “I guerrieri della notte”. Se così non fosse cosa aspettate? Correte a vederlo. Non ve ne pentirete.

Alla prossima…