Negli ultimi due anni ho pubblicato due post dedicati ai film che celebravano il trentesimo anniversario dall’uscita nei cinema, e li ho scritti nel mese di dicembre. Dovremo quindi attendere un po’ per il post dedicato ai film del 1991, e per questo motivo ho deciso di ingannare l’attesa scrivendo questa volta dei film che quest’anno compiono vent’anni.
La scelta non è affatto casuale, perché il 2001 è stato per me un anno molto importante, protagonista di momenti memorabili e grandi angosce. Sì perché il 2001 è stato un anno di transizione e grandi cambiamenti che segnò il passaggio dalla scuola media alle superiori. Da una parte ci sono i bellissimi ricordi legati a quegli amici che dopo le medie avrei frequentato sempre meno, dall’altra parte c’è l’angoscia legata all’esame di terza media e l’inizio delle superiori, che si trovavano dall’altra parte di Milano e in cui non avrei ritrovato nessuno dei miei vecchi amici. Fu però l’inizio di una nuova epoca, che diede vita a momenti che porterò sempre nel cuore e nella quale conobbi i miei amici più importanti, su tutti sicuramente Andrea, che ancora oggi è il mio migliore amico. E in quell’anno iniziammo ad andare al cinema con una certa frequenza, ed è anche per questo che sono particolarmente legato al cinema del 2001, perché da allora la visione dei film in sala senza i genitori non era più una rarità, ma una piacevole costante. E inoltre, cosa molto importante, nel 2001 sono usciti una quantità enorme di film bellissimi. Andando a fare una ricerca in rete mi sono accorto che i film usciti in quell’anno sono davvero tanti, e riportarli tutti in un solo articolo è praticamente impossibile. Mi sono limitato quindi a riportare quelli che ricordo con maggior affetto. Inoltre il 2001 è un anno ben impresso nella mente dei cinefili più accaniti grazie all’Odissea nello spazio di Kubrick; immagino che molti di quelli come me, nati verso la fine degli anni ‘80, abbiano a lungo immaginato l’arrivo del 2000 come qualcosa di futuristico con macchine volanti o addirittura macchine del tempo. Tutto questo non è avvenuto, e ora ci rendiamo conto che dall’inizio del nuovo millennio sono passati ben vent’anni. Ma nonostante questo il 2000 rappresenta ancora una certa idea di futuro. Ma ora veniamo al cinema del 2001.

Andiamo a vedere quali sono i film che ho scelto per ricordare questo bellissimo anno, pieno di titoli che ricorderemo a lungo.

A Beautiful Mind: La vita del matematico John Nash è al centro del capolavoro di Ron Howard, che grazie a questo film portò a casa ben 4 oscar. Miglior film, regia, attrice non protagonista Jennifer Connelly e Miglior sceneggiatura non originale. Superba l’interpretazione di Russell Crowe, reduce dal successo de “Il Gladiatore”.

A.I. – Intelligenza artificiale: Questo progetto coccolato da Stanley Kubrick dalla metà degli anni ‘90, vide la luce grazie a Steven Spielberg, poiché il regista di “Arancia meccanica” decise di rimandarlo dedicandosi a “Eyes wide shut” morendo subito dopo le riprese. Il film fece molto parlare all’epoca, ma il successo fu al di sotto delle aspettative.

Alì: Il regista Michael Mann, reduce da un decennio di film memorabili come “L’ultimo dei Mohicani” e “Heat – la sfida”, offre a Will Smith il suo primo ruolo drammatico nell’interpretazione del pugile Mohammed Alì. Il film funziona, ma non è riuscito a diventare il “Toro scatenato” del nuovo millennio.

American Pie 2: Torna la banda di collegiali che due anni prima aveva sbancato i botteghini, segnando a suo modo un’epoca. Questa volta le gag sono ancora più esplicite e il primo episodio resterà di sicuro quello più memorabile. Ma si lascia guardare con un certo affetto.

Black Hawk Down: Dopo essere “rinato” artisticamente nel 2000 grazie a “Il gladiatore”, Ridley Scott si è dimostrato molto produttivo, dirigendo una media di un film all’anno. Il 2001 è l’anno di questo giocattolone bellico con un ottimo cast nel quale spiccano Ewan McGregor, Orlando Bloom e Josh Hartnett. Ogni tentativo di ridurre la retorica militarista va a farsi benedire per via di un finale propagandistico.

Blow: Il compianto regista Ted Demme (scomparso l’anno successivo) dirige Johnny Depp e Penelope Cruz in questa pellicola ancora oggi molto amata. Ambientata tra gli anni ‘70 e ‘80, è la vera storia del trafficante George Jung.

Codice: Swordfish: Hugh Jackman e Halle Berry, che avevano già lavorato insieme in “X-Men”, sono i protagonisti di questo thriller di spionaggio informatico, che all’epoca fece molto parlare per il notevole topless della protagonista. John Travolta negli insoliti panni del cattivo di turno.

Concorrenza sleale: Dopo “La vita è bella” di Benigni, qualsiasi film che avesse trattato il dramma dell’olocausto, da quel momento in avanti avrebbe dovuto prendersi in carico il peso ingombrante di quel capolavoro premio Oscar. Ci prova Ettore Scola, grande regista allora finito nel dimenticatoio, ma che in passato ha diretto capolavori come “C’eravamo tanto amati” e “Una giornata particolare”. Qui dirige gli ottimi Sergio Castellitto e Diego Abatantuono, due rivali in affari che vedranno la loro rivalità venire meno quando vivranno sulla propria pelle il dramma delle leggi razziali. Il taglio televisivo della pellicola non lo rende minimamente paragonabile al capolavoro di Benigni, ma è un film che si fa apprezzare e commuove.

Donnie Darko: Sebbene nelle nostre sale sia arrivato soltanto nel 2004, questo piccolo film indipendente, divenuto di seguito un cult, è datato 2001. Il film prende come modello di riferimento gli anni ‘80, par raccontare le paure dell’America post 11 settembre. Superbo il protagonista, l’allora 21enne Jake Gyllenhaal.

Evolution: Ivan Reitman, padre dei “Ghostbusters”, dirige questa sgangherata ma spassosissima commedia fantascientifica che vede al centro il tema, più volte trattato, dell’invasione extraterrestre.
Il protagonista è David Duchovny, reduce dal successo della serie “X-files”, ma che al cinema non ha mai avuto fortuna, Julianne Moore e Dan Aykroyd.

Fantasmi da Marte: Il maestro John Carpenter dirige uno dei suoi titoli meno apprezzati, ma che comunque risulta divertente. Si tratta di un western vestito da film di fantascienza, che all’epoca poteva sembrare anacronistico, ma che invece ancora oggi spicca per alcuni momenti geniali e il buon utilizzo degli effetti speciali. E poi Carpenter è sempre Carpenter.

Fast and Furious: Chi se lo sarebbe mai immaginato che questo filmetto, praticamente un remake di “Point break” con le automobili al posto delle tavole da surf, sarebbe diventato un franchise di tutto rispetto, unico a saper rivaleggiare coi Marvel Studios? Sì, perché la saga di “F&F”, non solo è andata avanti migliorando (specialmente dal quarto capitolo in poi), ma ha registrato incassi sempre più crescenti, arrivando addirittura a superare il miliardo di dollari con il settimo e l’ottavo episodio.

Gosford Park: Con una filmografia che copre sei decenni, e con pochissimi veri e propri campioni di incassi, Robert Altman aggiunge un altro tassello alla sua prolifica carriera, dimostrando di non aver ancora perso lo smalto. A sorpresa, si rivelò essere il secondo più grande successo di Altman dopo “M.A.S.H” del 1970.

Hannibal: Ridley Scott dirige il sequel de “Il silenzio degli innocenti”, lo stesso anno che lo vide presente in sala con “Black Hawk Down”. Il film ebbe un buon successo in Italia, dove fu in parte girato, grazie anche alla presenza di alcuni volti noti del nostro cinema come Giancarlo Giannini e Francesca Neri. Anthony Hopkins torna a interpretare Hannibal Lecter, ma nei panni di Clarice non troviamo più Jodie Foster ma Julianne Moore. Il film purtroppo non raggiunge i vertici e la tensione del suo predecessore.

Harry Potter e la pietra filosofale: Inutile dire che il vincitore del 2001, in termini di incassi, è il primo film dedicato al maghetto di Hogwarts, diretto da Chris Columbus che negli anni ‘90 ha diretto pellicole immortali come “Mamma ho perso l’aereo” e “Mrs. Doubtifre”. Il film divenne un vero e proprio caso e fu il capostipite di una saga terminata nel 2011.

I cavalieri che fecero l’impresa: Il cinema italiano prova a difendersi grazie a Pupi Avati, che firma qui il suo film più ambizioso e costoso. Il regista ha sempre cercato di cimentarsi in generi non comuni nel nostro cinema, come l’horror e il fantasy. L’eccessiva durata appesantisce una pellicola che comunque va lodata per il suo coraggio.

I Tenembaum: Wes Anderson, giunto al suo terzo lungometraggio, traccia con fermezza la sua cifra stilistica, proponendo il ritratto di una memorabile famiglia interpretata da un ottimo cast che comprende Gene Hackman, Angelica Houston, Gwyneth Paltrow, Ben Stiller e Owen Wilson. È anche una delle ultime occasioni per vedere il grandissimo Gene Hackman protagonista dopo il ritiro avvenuto nel 2004.

Il colpo: Come scrivevo poco più su, Gene Hackman si è ritirato dalle scene nel 2004, e il 2001 è stato l’anno che lo ha visto protagonista di due pellicole. Insieme a “I Tenembaum” troviamo questo interessante thriller scritto e diretto da David Mamet, ottimo sceneggiatore che nel suo curriculum annovera un capolavoro come “The Untouchables – Gli Intoccabili”. Il film andrebbe visto anche solamente per il duo Gene Hackman – Danny DeVito.

Il destino di un cavaliere: Come tutti sappiamo, Heath Ledger ottenne la consacrazione definitiva grazie al suo Joker ne “Il cavaliere oscuro”, e purtroppo verrà a mancare alla fine delle riprese. Questo insolito film che mescola i tornei medievali alla musica rock, è di sicuro uno dei più rappresentativi della sua carriera.

Il diario di Bridget Jones: Il film che consacrò l’attrice Renee Zellwegger, che grazie a questo ruolo è riuscito a farsi amare per la sua goffaggine e la bellezza non convenzionale. Humor tipicamente british, nonostante la protagonista sia statunitense, per una commedia divertente che ha dato vita a due sequel.

Il favoloso mondo di Amélie: Nel 2001 il cinema francese fece parlare di sé grazie a questa insolita e deliziosa commedia che, grazie soprattutto alla sua protagonista, è entrata nell’immaginario collettivo. Purtroppo l’attrice Audrey Tatou non otterrà più un ruolo altrettanto iconico.

Il mandolino del Capitano Corelli: Tratto dall’omonimo romanzo di Louis de Bernières, il film annovera nel cast volti noti come Nicolas Cage, Penelope Cruz, John Hurt, Irene Papas e Christian Bale. Il regista John Madden, però, non riesce a replicare lo straordinario successo avuto tre anni prima con “Shakespeare in love”, e il film si rivela un sonoro flop. Nonostante tutto è un dramma romantico che si lascia guardare molto volentieri.

Il mestiere delle armi: Ermanno Olmi ancora una volta si dimostra uno dei più grandi e sottovalutati registi italiani. A 8 anni dal suo ultimo film per il cinema “Il segreto del bosco vecchio”, Olmi porta sullo schermo gli ultimi giorni di vita del condottiero Giovanni delle Bande Nere, un soldato di ventura italiano al servizio dello Stato Pontificio durante le guerre d’Italia nella prima metà del XVI secolo. Il film è un poema cavalleresco reso convincente dall’ottima ricostruzione storica e dalla splendida fotografia. Vincitore di ben 9 David di Donatello, tre Nastri d’argento e due Globi d’oro, non fu altrettanto fortunato al botteghino.

Il patto dei lupi: Kolossal francese costato 200 milioni di franchi (pari a 29 milioni di dollari), è un riuscito insieme di generi che va dall’horror all’avventura, arrivando al genere storico. In Italia fece parlare di sé per la presenza di Monica Bellucci, allora moglie di Vincent Cassell, anch’egli presente nel cast. La sua performance è imbarazzante, ma il resto del film si salva.

Il principe e il pirata: Quinto film diretto e interpretato da Leonardo Pieraccioni, è quello che rappresenta il suo periodo di fiacca, dopo il mega flop de “Il mio west” (diretto però da Giovanni Veronesi) e il parziale insuccesso de “Il pesce innamorato” che non incassò nemmeno lontanamente le cifre dei precedenti “Il ciclone” e “Fuochi d’artificio”. Divertono i duetti con Massimo Ceccherini, ed è azzeccata la colonna sonora di Edoardo Bennato, ma sembra più un film pensato per la tv che per il grande schermo.

Il signore degli anelli – La compagnia dell’anello: A dare del filo da torcere a “Harry Potter” troviamo l’opera monumentale di Tolkien, con questo primo episodio di una trilogia che si rivelò una vera e propria gioia per gli occhi. È l’opera grazie alla quale il regista Peter Jackson ottenne la consacrazione definitiva, consegnando alla storia uno dei kolossal più affascinanti e maestosi del nuovo millennio. L’imponente durata del film non frenò minimamente il pubblico che accorse in massa, decretando lo straordinario successo del film.

Jurassic Park III: A dirigere il terzo episodio della saga troviamo Joe Johnston (“Tesoro, mi si sono ristretti i ragazzi” e “Jumanji”) al posto di Spielberg, e la differenza di vede. Non basta il ritorno di Sam Neill nei panni di Alan Grant (assente nel secondo episodio) per risollevare le sorti di una saga che mostra segni di stanchezza. Nonostante abbia incassato quattro volte le spese di produzione, gli incassi rimangono di gran lunga inferiori ai due episodi precedenti.

L’uomo che non c’era: Dopo tre capolavori come “fargo”, “Il grande Lebowski” e “Fratello, dove sei?” i fratelli Coen dirigono un magistrale Billy Bob Thornton in questo splendido noir in bianco e nero che sembra provenire da un’altra epoca. Non di facile presa come i titoli precedenti, ma comunque una delle migliori opere dei due fratelli.

La maledizione dello scorpione di Giada: Il primo decennio degli anni 2000 non si apre nel migliore dei modi per Woody Allen, che ottiene una serie di flop dietro l’altro. Questa commedia thriller è tuttavia piacevole e divertente, ma non paragonabile ai lavori di Allen degli anni ‘70.

La Mummia – il ritorno: Torna il cast al completo del primo film del ‘99 che ottenne un grande successo, rispolverando il mito della mummia dopo decenni di oblio. Questo secondo episodio si rivela molto più movimentato e fracassone del primo, e visto con gli occhi di un 14enne risulta un vero e proprio spasso. Il terzo episodio uscirà fuori tempo massimo nel 2008 e segnerà la fine del franchise. Perfino il remake con Tom Cruise del 2017 non andò particolarmente bene.

La promessa: Tratto dal piccolo ma stupendo romanzo di Friederich Durrenmatt, Sean Penn dirige un grande Jack Nicholson nei panni di un detective sulle tracce dell’assassino di una bambina di nove anni. È la prova con la quale Sean Penn regista raggiunge la maturità, e uno dei suoi film migliori.

La rivincita delle bionde: Commediola frivola e un po’ stupida, ma che fece da trampolino di lancio alla bellissima protagonista Reese Whiterspoon, che cinque anni più tardi vincerà l’Oscar nei panni di June Carter in “Quando l’amore brucia l’anima”.

La spina del diavolo: Terzo film del regista messicano Guillermo Del Toro, che propone questo fanta horror sullo sfondo della guerra civile spagnola. Un tema simile tornerà qualche anno più tardi nel più riuscito “Il labirinto del fauno”. Un film affascinante che vale la pena vedere.

La vera storia di Jack lo squartatore: Johnny Depp interpreta l’ispettore sulle tracce di Jack lo squartatore, in questo affascinante thriller che si ispira a un romanzo a fumetti di Alan Moore.

Le fate ignoranti: Tra i titoli di punta del cinema italiano del 2001 c’è sicuramente questa terza prova del regista di origine turche Ferzan Ozpetek. È un riuscito dramma che vede protagonisti una convincente Margherita Buy e Stefano Accorsi in un ruolo difficile. Vinse ben 4 Nastri d’argento.

Le follie dell’imperatore: Dopo i kolossal degli anni ‘90 che segnarono la sua rinascita, la Disney fatica a replicare il successo del decennio precedente, e alcuni titoli si rivelano dei sonori flop al botteghino. Uno di questi è “Le follie dell’imperatore”, che all’epoca dell’uscita in sala non registrò grandi incassi, ma negli anni successivi è riuscito a crearsi una nutrita fetta di fan, grazie alla simpatia dei protagonisti e agli spassosi numeri comici presenti del film che lo rendono uno dei lungometraggi d’animazione Disney più divertenti di sempre.

Monsters & Co.: Quarto lungometraggio Pixar che dopo i grandi successi dei primi due Toy Story e “A bug’s life”, offre un nuovo spassosissimo film pieno di idee geniali, pieno di momenti altamente comici ma anche teneri e commoventi.

Moulin Rouge!: Il visionario regista Bax Luhrman, vero paladino dallo sfarzo scenografico, mette in scena il suo omaggio alla Belle Époque francese con questo musical barocco ed eccessivo che si fa apprezzare per la ricercatezza delle scenografie, ma che a lungo andare risulta ridondante. Ebbe un grande successo.

Mulholland Drive: Il regista David Lynch firma quello che forse è il suo capolavoro, considerato da molti il migliore film del nuovo millennio. E vedendolo è facile trovarsi d’accordo.
Un’opera onirica e maestosa in ogni singolo dettaglio. Ogni parola è superflua, posso solo dirvi di guardarlo. Non ve ne pentirete.

Nella morsa del ragno: Torna l’ispettore Alex Cross, creato dalla penna di James Patterson, che era stato già protagonista nel 1997 del convincente “Il collezionista”. A vestire i panni dell’investigatore troviamo di nuovo Morgan Freeman. Un thriller semplice semplice ma che si lascia guardare con gran piacere.

Ocean’s eleven: George Clooney è a capo di un cast all star che comprende volti celebri come Brad Pitt, Matt Damon, Julia Roberts e Andy Garcia. Puro intrattenimento Hollywoodiano furbo ma ben oliato.

Pearl Harbor: Il regista di convincenti action movies come “Bad Boys” e “The Rock” torna con questo drammone bellico di tre ore, che fece versare fiumi di lacrime. Nonostante la retorica e l’eccesso di zucchero è un film convincente, ottimamente girato specialmente durante le sequenze aeree. Ottimo il trio di protagonisti Ben Affleck, Josh Hartnett e Kate Beckinsale.

Planet of the apes: Se finora la filmografia di Tim Burton era stata praticamente perfetta, con questo remake dell’omonimo film del 1968 qualcosa inizia a scricchiolare. Il trucco di Rick Baker è stupendo, ma il regista sembra non trovarsi particolarmente a suo agio con genere action, e il suo genio visionario qui non riesce a emergere.

Santa Maradona: Come abbiamo visto, il cinema italiano si difende piuttosto bene grazie anche a questa deliziosa commedia interpretata da due ottimi Stefano Accorsi e Libero De Rienzo. Purtroppo la pellicola è finita nel dimenticatoio, ma andrebbe recuperata.

Save the last dance: Uno dei primi Teen Movie a sfondo Hip-Hop, fu uno dei casi dell’anno essendo costato appena 13 milioni e avendone incassati quasi 100. Fu un vero e proprio caso, specialmente in America. Notevole la volontà di trattare temi importanti come le relazioni interrazziali, e per un pubblico adolescente è senza dubbio una delizia.

Scary Movie 2: Sequel della commedia demenziale che l’anno prima si era rivelata un vero e proprio caso, facendo impazzire orde di adolescenti. Questo secondo episodio è più fiacco e decisamente meno divertente del primo. Andrà meglio col terzo.

Serendipity: Deliziosa commedia sentimentale con due ottimi protagonisti: John Cusack e Kate Beckinsale, quest’ultima particolarmente lanciata in quel periodo. Il film si inserisce nel filone della tradizionale commedia americana, e si lascia guardare sempre con piacere, specialmente nel periodo natalizio.

Shrek: Uno dei cartoni che ha cambiato il modo di percepire l’animazione, perché è riuscito a divertire i più piccoli ma anche i più grandi grazie a citazioni e riferimenti ad altre opere.
In America fu un grande successo mentre in Italia uscì in estate un po’ in sordina, ma più tardi il fenomeno sarebbe esploso anche da noi.

Spy Game: Brad Pitt e Robert Redford sono i protagonisti di questo spy movie diretto da Tony Scott. Il regista si dimostra a proprio agio nell’offrire intrattenimento senza troppe pretese.

The Majestic: Le premesse per un film di successo c’erano tutte: il regista Frank Darabont era reduce da due film stupendi come “Le ali della libertà” e “Il miglio verde”, probabilmente le due trasposizioni cinematografiche più amate tratte da un’opera di Stephen King. E il protagonista Jim Carrey aveva dato prova di essere un ottimo attore drammatico in “The Truman Show” e “Man on the moon”. Il film purtroppo fu un fiasco al botteghino, forse perché si rifà troppo esplicitamente a un certo modo di fare cinema in America prendendo come riferimento Frank Capra, e agli occhi del pubblico deve essere sembrato un po’ troppo anacronistico. Rimane comunque una delle migliori prove di Jim Carrey e un film che celebra la magia del cinema.

The Others: Se due anni prima “Il sesto senso” ci aveva mostrato uno dei colpi di scena più sorprendenti della storia del cinema, questa opera del regista spagnolo Alejandro Amenabar riesce a fare altrettanto, dimostrando che il genere horror avrebbe ancora tanto da dire. Inutile dire che questo film, con protagonista Nicole Kidman, verrà preso come punto di riferimento in tutto il cinema horror successivo.

The Score: Questo thriller diretto da Frank Oz non compie il minimo sforzo per distinguersi dalla massa, probabilmente perché consapevole che il suo punto di forza sta nella presenza nel cast di due mostri sacri come Robert De Niro e Marlon Brando, qui alla sua ultima apparizione. Il film è consigliato, quindi, solo per la presenza dei due attori.

Training Day: Grazie a questo film, Denzel Washington è riuscito finalmente a portare a casa la tanto attesa statuetta come Miglior attore. Il film non è particolarmente originale, ma vale la pena vederlo per le ottime sequenze d’azione e l’interpretazione del grande attore che condivide la scena col bravo Ethan Hawke.

Vajont: Cast metà italiano e metà francese, per questa opera di Renzo Martinelli, che rievoca la tragedia della diga del Vajont, situata tra il Friuli-Venezia Giulia e il Veneto, avvenuta nell’ottobre del ‘63. All’epoca della sua realizzazione risultò essere il film italiano più costoso di sempre, con un budget di 18 miliardi di lire. Tale sforzo fu ripagato dal pubblico che rese il film il terzo più visto del 2001.

Vanilla Sky: Cameron Crowe dirige un grande cast composto da Tom Cruise, Cameron Diaz, Penelope Cruz e Kurt Russell, in questo dramma confuso tra reale e onirico, complesso ma affascinante.

Vidocq: Un’altra pellicola francese interessante, dopo “Il patto dei lupi” e “Il favoloso mondo di Amelie”. Vidocq è il nome dell’ispettore interpretato da Gerard Depardieu, sulle tracce del temibile “Alchimista”, un assassino di vergini. Un film affascinante che sembra però più interessato a sottolineare gli effetti speciali piuttosto che la trama.

Zoolander: Nonostante l’insuccesso al botteghino, il film diretto e interpretato da Ben Stiller è diventato col tempo un vero e proprio cult. Demenziale e ai limiti dell’assurdo, sia nei dialoghi che nelle vicende, ma comunque ben calibrato e godibile, grazie anche alle comparse eccezionali come quella di David Bowie nei panni del giudice della sfida tra i due protagonisti Stiller e Owen Wilson, e Donald Trump. Avrà un fiacco seguito nel 2016.

Che ne pensate di questo tuffo nel 2001? immagino che alcuni di questi film vi abbiano fatto tornare a galla molti ricordi (piacevoli spero); se è così aspetto di saperlo nei commenti.

A presto…