Da divoratore di musica quale sono, anche quest’anno (come tutti gli altri) ho deciso di seguire il Festival di Sanremo. Perché al di là delle polemiche che puntualmente avvolgono la kermesse canora, a interessarmi sono le canzoni, e nonostante io non sia un fan accanito dei cantanti che solitamente vi partecipano, trovo sia inevitabile che in tutto quel calderone qualcosa di buono debba pur saltare fuori. E anche quest’anno non sono mancate le sorprese.
Vediamo di seguito le canzoni dei 26 Big e le mie prime impressioni:

Aiello – Ora

Avevo sentito parlare di questo ragazzo ma non avevo mai sentito una sua canzone. Aiello è riuscito in una insolita impresa: quella di starmi sulle palle e poi starmi simpatico nel giro di trenta secondi.
Quel look da chi vuole apparire a tutti i costi un ragazzaccio non mi andava molto a genio, ma poi ho sentito la canzone e ne sono rimasto colpito. Sarà perché ho provato simpatia verso quella voce sporca che ben si intona con il testo tormentato, sta di fatto che la canzone mi è arrivata subito, anche se lui ha l’atteggiamento di chi passa tutto il giorno fuori di casa a cercare un lavoro, e quando torna a casa, per scaricare la tensione, prende a botte la fidanzata. Scherzi a parte, il pezzo è buono.

Annalisa – Dieci

Grazie a quel corpicino niente male e generose scollature, probabilmente sono più le persone che la seguono sui social che quelle che ascoltano la sua musica. Annalisa ci riprova al Festival per la sesta volta, e finora non è mai riuscita a raggiungere il tanto ambito primo posto. Complici soprattutto canzoni non sempre riuscite e che non hanno reso giustizia alle sue capacità. Questa volta la canzone c’è. Certo, siamo più dalle parti delle ultime trascurabili produzioni, che non agli episodi più interessanti degli esordi, ma la canzone si fa ascoltare volentieri. Che sia la volta buona che Sanremo si decida a premiare Annalisa?

Arisa – Potevi fare di più

La cantante vincitrice tra i Giovani nel 2009 e tra i Big nel 2014, ci riprova con un brano scritto da Gigi D’Alessio. Arisa ha sempre alternato canzoni allegre (Sincerità, Malamorenò, Mi sento bene) a ballate intense (Controvento, La notte). Questa canzone appartiene alla seconda categoria, e non è affatto male. La voce di Arisa ancora una volta è da pelle d’oca e il cantautore napoletano si è dimostrato abile a saper confezionare una canzone su misura per la cantante genovese. L’orchestra è uno dei punti forti del brano.

Bugo – E invece sì

Dopo la baraonda che lo ha visto coinvolto l’anno scorso in compagnia di Morgan, questa volta Bugo torna in gara da solo per scrollarsi di dosso tutti i meme che lo hanno visto protagonista nell’ultimo anno. La canzone non è male, anche se forse non è abbastanza forte.
Un inizio alla Battisti che poi prosegue in bilico tra Vasco e Grignani. Io provo simpatia per Bugo, con quell’aria da eterno outsider. Non credo, però, che la giuria lo piazzerà ai piani alti della classifica.

Colapesce e DiMartino – Musica leggerissima

All’inizio erano i favoriti, quindi ero curioso di ascoltare questi due artisti di cui non avevo mai sentito parlare. La canzone però non mi piace per niente. Trovo insopportabile quell’andamento da canzonetta scema degli anni ‘70. Andrà sicuramente forte in radio, ma io sarò tra quelli che cambieranno stazione.

Coma_Cose – Fiamme negli occhi

La prima vera sorpresa del Festival. Loro sono un duo musicale formatosi a Milano nel 2017, e sono una coppia anche nella vita privata. La canzone è deliziosa e ben costruita. Gioca molto sull’alchimia tra i due, e il testo è tutt’altro che banale. Non mi dispiacerebbe vederli sul podio.

Ermal Meta – Un milione di cose da dirti

Dopo la vittoria nel 2018 insieme a Fabrizio Moro, torna in solitaria il cantante di origini albanesi con una classica ballata che al momento pare essere la favorita. Un brano che a Sanremo ci sta come la panna sulle fragole; classico, forse ruffiano, ma efficace. Niente di nuovo, insomma.

Extraliscio Feat. Davide Toffolo – Bianca luce nera

Gli Extraliscio sono un gruppo che unisce il punk rock con il liscio, e si presentano insieme a Davide Toffolo, frontman dei Tre Allegri Ragazzi Morti.
La canzone è la classica mosca bianca del Festival. Pensata apposta per chi cerca qualcosa di nuovo.
La contaminazione tra pop italiano e musica balcanica è gustosa, e sono sicuro che crescerà ad ogni ascolto. Una bella scoperta.

Fasma – Parlami

Ecco a voi il trionfo dell’Autotune. Se è vero che il Festival di Sanremo è nato per celebrare il bel canto italiano, allora personaggi come Fasma dovrebbero essere esclusi a priori. Scusate l’acidità, ma nonostante io cerchi di incuriosirmi alle nuove leve della musica, faccio davvero fatica a trovare qualcosa di buono in personaggi come Fasma.

Francesca Michielin e Fedez – Chiamami per nome

La canzone è gradevole, ma non certo grazie a Fedez che sul palco dell’Ariston appare notevolmente a disagio. La Michielin dimostra ancora una volta di avere una gran bella voce e un buon talento compositivo. Il rappettino di Fedez non aggiunge niente alla canzone che avrebbe funzionato bene anche senza il suo contributo.

Francesco Renga – Quando trovo te

Renga torna a Sanremo per la nona volta (otto da solista e una con i Timoria). Stesso look, stessi capelli e stessa canzone. Dopo la vittoria con “Angelo” nel 2005, il cantante non ha saputo proporre brani che valga la pena ricordare. Peccato perché l’esordio da solista nel 2001 con “Raccontami” e la partecipazione l’anno successivo con “Tracce di te” furono eccezionali.

Fulminacci – Santa Marinella

Onore al merito per essersi scritto la canzone da solo. E in questa edizione è l’unico insieme ad Aiello. Il brano si inserisce nel filone del nuovo cantautorato romano. Non sembra male, bisogna solo ascoltarla più volte.

Ghemon – Momento perfetto

L’anno scorso la sua “Rose viola” era una delle canzoni più affascinanti ed ipnotiche dell’edizione. Quest’anno il cantante torna con un look più sbarazzino e durante la prima serata saltellava e si muoveva come se fosse contento di esibirsi dopo mezzanotte, quando la gente guarda Sanremo ormai tra le braccia di Morfeo. Il brano funziona. È più allegro di quello dell’anno scorso, ed è un gustoso mix tra R&B e Rap. Il finale Black con coro Gospel ti fa arrivare alla fine della canzone con un sorriso.

Gaia – Cuore amaro

La scorsa estate aveva suscitato il mio interesse con il brano “Chega” tutto cantato in spagnolo. Questa canzone non mi ha convinto particolarmente, ma ha un ritornello che entra subito in testa.
Non seguo molto la giovane cantante, ma l’impressione che ho è che sia in grado di fare sicuramente di meglio.

Gio Evan – Arnica

Con quel look sembra una versione di Caparezza di vent’anni più giovane. Purtroppo questa è l’unica cosa che si fa ricordare. La canzone dopo un po’ di ascolti ancora non riesco a ricordarla.

Irama – La genesi del tuo colore

Due anni fa mi aveva stupito con “La ragazza dal cuore di latta”, grazie a un bel testo e un ritornello con venature Gospel. Questa volta porta in gara un brano elettro pop che fa ampio uso dell’autotune. Preferisco, quindi, riascoltarmi la canzone di due anni fa.

La Rappresentante di Lista – Amare

Altra scoperta interessante. Nonostante il gruppo si sia formato nel 2011, non ne avevo mai sentito parlare. La canzone è orecchiabile, e la voce della cantante è come la sua presenza scenica: potente.

Lo Stato Sociale – Combat Pop

Ho notato che da quanto Elio e le Storie Tese stravolsero Sanremo nel 2013 con “La canzone mononota”, negli anni successivi si è sempre cercato di proporre qualcuno a cui toccasse la parte divertente del Festival. Ci avevano provato anche I soliti idioti, con risultati imbarazzanti, poi di nuovo gli Elii nel 2016, poi Lo Stato Sociale con “Una vita in vacanza” e l’anno scorso i Pinguini Tattici Nucleari. Quest’anno la band emiliana porta sul palco un vero e proprio show. La canzone è un insieme di citazioni che vanno dai Clash agli Skiantos, e il ritmo ricorda il miglior Bennato degli anni ‘70. La versione in studio è più debole, ma sul palco l’ho trovata stupenda.

Madame – Voce

La cantante diciannovenne porta in gara una canzone Urban affascinante e ottimamente cantata. Anche questa crescerà ad ogni ascolto.

Malika Ayane – Ti piaci così

Quinta volta a Sanremo per la cantante. Anche questa volta ci prova con abiti sempre vistosi, ma il brano è l’ennesima occasione persa. Anche questa canzone sarà destinata al dimenticatoio insieme a tutte le altre che la cantante ha presentato in gara.

Maneskin – Zitti e buoni

I ventenni provano a dare una scossa al Festival con un rock duro pieno di schitarrate aggressive. Loro cercano a tutti i costi di apparire brutti, sporchi e cattivi ma ormai ci vuole ben altro con cui stupire a Sanremo. La canzone non convince.

Max Gazzè e la Trifluoperazina Monstery Band – Il Farmacista

Il cantante romano ha sempre portato al festival brani interessanti (memorabili “Una musica può fare” e “Il timido ubriaco”). Anche questa volta diverte, ma alla lunga risulta ripetitivo.
Il brano, ben costruito, sarà difficilmente canticchiabile per via di tutti quei termini medici.

Noemi – Glicine

La bravissima Noemi porta in gara un brano che riesce a rendere giustizia alle sue doti vocali. Si presenta sul palco visibilmente dimagrita ma con il sorriso luminoso di sempre. (e comunque era bella anche quando aveva qualche chilo in più).

Orietta Berti – Quando ti sei innamorato

Quest’anno la parte del vecchio leone tocca a Orietta Berti, la cantante 77enne che mancava a Sanremo dal ‘92. Il brano piacerà sicuramente agli over ‘60, ma anche i più giovani converranno che a livello vocale la signora Berti se la cava meglio di alcuni giovani in gara.

Random – Torno a te

Durante l’esibizione mi chiedevo: chissà se le sue fan dodicenni continueranno a seguirlo quando gli scenderanno i testicoli e cambierà la voce.

Willie Peyote – Mai dire mai (La locura)

Quest’anno tocca a Willie Peyote la parte del rapper impegnato. Alcune rime sono ben costruite, ma quel ritornello eccessivamente cantabile è quanto di più lontano possa esserci del vero e proprio rap. Ma Willie non è stupido e lo ha dimostrato più volte, quindi glielo perdoniamo.

Sulle Nuove Proposte posso dire solo che non mi hanno convinto molto. Mi sono sembrati tutti sottotono e più vecchi di alcuni Big. Gli unici che mi sono piaciuti sono i Dellai con “Io sono Luca”, canzone allegra e con un bel testo. I due ragazzi erano simpaticissimi ma purtroppo sono stati eliminati.

E voi cosa ne pensate delle canzoni in gara?