Alle ore 16 del 24 settembre 2020, in Italia, è andato in rotazione su tutte le piattaforme musicali il nuovo singolo di Bruce Springsteen “Ghosts”.

Un paio di settimane prima abbiamo avuto modo di sentire il primo singolo “Letter to you” dell’omonimo album che uscirà il 23 ottobre, il primo di inediti con la E Street Band al completo dai tempi di “Working on a dream” del 2009.

Il primo singolo non è niente male; un inizio tipicamente E Street con chitarre, batteria e organo, ma onestamente non mi ha fatto gridare al miracolo.
Con “Ghosts” invece le cose sono andate diversamente.

I primi secondi sono scanditi dalla batteria di Max Weinberg, poi si sente la voce di Bruce senza musica in sottofondo “I hear the sound of your guitar”, e poi la band esplode con quell’inconfondibile sound che i fan conoscono bene. Sono bastati quei primi secondi a farmi innamorare subito della canzone. Il testo è come al solito ben scritto e riesce a dosare entusiasmo e nostalgia al punto giusto. Ascoltando la canzone con le immagini del video, la nostalgia sale ancora di più, perché vediamo le immagini di Bruce e la Band in studio di registrazione, in un bellissimo bianco e nero, alternate a sequenze tratte da vecchi live in cui compaiono gli indimenticabili Clarence Clemons (sax) e Danny Federici (tastiere).
Alla fine sentiamo anche un accenno di sax (marchio di fabbrica del sound della E Street Band) suonato per la prima volta in studio da Jake Clemons, nipote del Big Man deceduto nel 2011.

Vedere Jake nel video mi ha fatto provare sentimenti contrastanti: da una parte ho provato nostalgia per l’assenza di Clarence, ma dall’altra parte è stato come vedere una band ringiovanita e rinnovata nonostante il passare del tempo; e il fatto che a 71 anni Bruce proponga ancora canzoni del genere è semplicemente un miracolo.
Dal 2009, anno dell’ultimo album con la Band, il Boss non è stato certo con le mani in mano.

Nel 2012 ha pubblicato il bel “Wrecking Ball”, album dal sapore folk rock, in cui però la E Street band suonava solo in tre pezzi su 13 (Wrecking ball, Land of hope and dreams e la bonus track American land), poi meno di due anni dopo è arrivato “High Hopes”, che si può considerare sì un album con la Band ma rappresenta un episodio a sé stante poiché conteneva cover, rivisitazioni di vecchi brani e outtakes scritte negli ultimi 15 anni. E qui la Band non suona mai compatta.

Poi nel 2019 arriva finalmente un nuovo album di inediti “Western Stars”, lavoro solista in cui Springsteen vuole omaggiare il pop californiano degli anni ‘60. Album ottimamente accolto dalla critica e dal pubblico ma la reazione dei fan è stata più o meno la stessa; “Ah, chissà come sarebbe “Tucson Train” suonata con la band”.
In poche parole il pubblico aveva voglia di sentire Bruce con la sua storica band, e subito dopo l’uscita di “Western Stars” già si parlava di un imminente nuovo album full band.

Il nostro è stato di parola, e così il 23 ottobre, a un anno e quattro mesi dall’ultimo album di inediti, uscirà “Letter To You”, album in cui per la prima volta da tantissimo tempo la band suonerà compatta senza sovraincisioni.
Sono, quindi, ormai lontani i tempi di Brendan O’Brien, produttore con il quale Springsteen ha lavorato negli anni 2000 dando alle stampe quattro album (The Rising, Devils & Dust, Magic e Working on a dream). I fan hanno sempre rimproverato al produttore di aver reso gli arrangiamenti troppo pomposi e non aver saputo valorizzare la band. In parte è vero, e se ascoltiamo oggi un album come “Magic” possiamo sentire come la produzione sia eccessiva e la voce di Springsteen sembri impastata.

Una delle cose più interessanti di “Letter To You” è che conterrà 9 canzoni nuove e 3 brani scritti negli anni ‘70 e mai pubblicati, ma che i fan duri e puri conoscono bene.
Si tratta di “Janey Needs a Shooter”, “If I Was the Priest” e “Song to Orphans”.
Io conosco bene queste tre canzoni e ho sempre amato in particolar modo la prima, e se la nuova versione sarà fedele alla versione che circola su youtube allora sarà una bomba.

Probabilmente prima del 23 ottobre sentiremo un’altra canzone tratta dall’album, ma per ora direi che “Ghosts” ha già scaldato i nostri cuori. Più che altro perché era da tanto, troppo tempo che Bruce e la E Street Band non suonavano compatti una canzone del genere. L’ultima volta che abbiamo sentito qualcosa del genere è stato con “My Lucky Day” secondo singolo di “Working on a dream”. Poi però uscì l’album e capimmo che quella era l’unica canzone dell’album in cui si sentiva tutta la band. Qui però si sente che il suono e la produzione sono diversi. Più autentici e meno elaborati.

Aspettiamo fiduciosi il 23 ottobre.
Non vedo l’ora di pubblicare la mia recensione di “Letter To You”.

Alla prossima…