mark knopfler

Oggi Mark Freuder Knopfler compie 71 anni. Nato a Glasgow il 12 agosto del 1949, diverrà celebre alla fine degli anni ‘70 come cantante, chitarrista e compositore dei Dire Straits. E a metà anni ‘90 inizierà una prolifica carriera solista, tra album e colonne sonore.
Con questo post voglio soffermarmi particolarmente sull’era post Dire Straits, che è quella a cui sono maggiormente legato.

Il gruppo fondato da Knopfler insieme al fratello David pubblicherà sei album in studio tra il 1978 e il 1991, tutti di grande e inaspettato successo.
La formula è abbastanza semplice: rock molto orecchiabile, con chitarre morbide e venature folk e blues. L’apice del successo viene raggiunto nel 1985 con “Brothers in Arms” stupendo album che vende oltre 30 milioni di copie e che contiene capolavori come “Money for Nothing”, “So Far Away”, la title track e “Walk of Life”, quest’ultima una delle mie canzoni preferite di sempre. Una delle canzoni manifesto degli anni ‘80.
Sei anni dopo (quindi nel ‘91), esce “On Every Street” trainato dal singolo di successo “Calling Elvis” e maggiormente influenzato dal country rock americano. Vende molto meno del precedente ma riesce comunque a raggiungere il traguardo delle 10 milioni di copie.

Dopo un lungo tour che li vede impegnati per due anni, i Dire Straits si sciolgono.

La carriera solista di Mark Knopfler inizia ufficialmente nel 1996 con la pubblicazione del bellissimo album “Golden Heart”. Il disco si apre con la stupenda ballata “Darling Pretty” in cui l’intro di trenta secondi suonato interamente alla cornamusa ci lascia intendere che siamo in altri territori. Knopfler sembra voler sottolineare in maniera esplicita che sono ben lontane le atmosfere dei Dire Straits. “Darling Pretty” diventa il singolo di lancio, ed è una bellissima ballata dal sapore celtico; questi toni vengono ripetuti in canzoni come “A Night in a Summer Long Ago”, altra ballad da pelle d’oca che sembra proiettarci in epoca medievale, e altri brani come “Done With Bonaparte”, “Je Suis Désolé”. Pochissime le canzoni rockeggianti: “Imelda”, un rock tirato e orecchiabile, posizionato furbamente in seconda posizione, e “Cannibals”. Quest’ultima ebbe un discreto successo ma è stata troppe volte paragonata alla ben più celebre “Walk of Life”. In effetti la ricorda ma solo per il giro di tastiera. Knopfler le renderà giustizia proponendola in una memorabile versione live contenuta nel dvd “A Night in London” del 1996.
L’album vende la rispettabile cifra di 1.6 milioni di copie, non male anche se il nostro era abituato a numeri ben più alti.

golden heart

Bisogna attendere quattro anni per un nuovo album, e infatti nel 2000 esce “Sailing to Philadelphia” che, grazie al singolo apripista “What it is”, diventa l’album di Knopfler solista più venduto con 3.500.000 copie. L’album si mantiene su atmosfere totalmente country rock e tra le tredici tracce spicca il duetto con Van Morrison “The Last Laugh”. Una canzone stupenda.

Nel 2002 viene dato alle stampe il terzo lavoro solista “The Ragpicker’s Dream”, album dai toni più intimi che non riesce a replicare il successo del predecessore. Ottiene comunque il disco d’oro in 8 paesi (tra cui Regno Unito e Francia) e un disco di platino in Norvegia.

Nel 2004 è la volta di “Shangri-La”, lanciato dal singolo rockeggiante “Boom, like that” ispirata alla figura di Ray Kroc, fondatore della catena McDonald’s. La canzone è l’unica veramente movimentata dell’album che contiene altre tredici ballate molto intime e melodiche.
Tra queste voglio segnalare la stupenda “Stand Up Guy” che trovo sia una delle canzoni più belle di Knoplfer solista.

Due anni più tardi dà alle stampe “All the Roadrunning” realizzato in collaborazione con la cantante country statunitense Emmylou Harris. I due coccolavano da tempo l’idea di realizzare qualcosa insieme, e dopo diverse sessioni distribuite nell’arco di sette anni finalmente ecco il disco congiunto. Knopfler è l’autore di dieci delle dodici canzoni presenti, mentre le altre due portano la firma della Harris. Paradossalmente l’album sembra essere stato apprezzato di più in Italia dove raggiunge la terza posizione, mentre negli Stati Uniti, patria del country, non va oltre la 17esima posizione. Tra le canzoni migliore troviamo “I Dug Up a Diamond”, “Red Staggerwing” e “Belle Star”.

all the road

L’anno dopo Knopfler torna con “Kill to Get Crimson”, con cui abbandona le sonorità “americane” in favore di melodie impregnate di valzer, polke e sapore medievale. Sono lontanissimi gli anni dei Dire Straits; Knopfler è intenzionato ora più che mai di assecondare solo ed esclusivamente le sue ispirazioni senza dover per forza strizzare l’occhiolino al suo glorioso passato.
L’Italia si conferma tra i paesi con i fan più fedeli, portando l’album al secondo posto della classifica, il posizionamento più alto ottenuto insieme alla Norvegia e la Germania, altre due roccaforti Knopfleriane. Negli Stati Uniti non va oltre la 26esima posizione e nel Regno Unito si ferma al nono posto.

Nel 2009 esce “Get Lucky” che non si discosta troppo dal precedente album se non per qualche pennellata celtica. Italia e Germania si confermano fedelissime al cantante spingendo l’album in seconda posizione, mentre l’unico paese in cui raggiunge la vetta è la Norvegia.

Nel 2012 Knopfler raggiunge il massimo della prolificità pubblicando per la prima volta dopo 35 anni di carriera, un album doppio. “Privateering” è infatti composto da venti tracce. Venticinque nella versione Deluxe. La risposta del pubblico è favorevole più che mai, e l’album raggiunge la Top 5 in 14 paesi; in Austria, Germania e Norvegia si spinge addirittura al primo posto.
Privateering” contiene dei veri e propri capolavori come “Haul Away”, “Corned Beef City” e “Miss You Blues”.

privateering

Rispettando il periodo di tempo che non va oltre i tre anni tra un album e l’altro, nel marzo del 2015 esce “Tracker”, ottavo album solista del cantante.
Qui ritroviamo le solite atmosfere folk e celtiche che raggiungono il massimo della loro espressività in bellissimi brani come “Laughs and Jokes and Drinks and Smokes” e “Basil”.
L’apprezzamento del pubblico rimane invariato, e l’album raggiunge la Top 5 in ben 18 paesi.

Nel novembre del 2018 pubblica quello che ad oggi è l’ultimo lavoro in studio “Down the Road Wherever”, una raccolta di 16 pezzi dal sapore country, folk e blues.
Il solito vecchio Mark, insomma, che ormai non ha più bisogno di fuochi d’artificio per attirare l’attenzione del suo pubblico. All’album seguiranno ben 7 concerti in Italia tra maggio e luglio, che si concluderanno magistralmente con un concerto all’Arena di Verona.

Ho sempre preferito la carriera solista di Knopfler alla sua storica band per un semplice motivo: i Dire Straits mi danno l’impressione di essere un grande festa piena di persone e alla quale è certamente bello parteciparvi almeno una volta nella vita, mentre Knopfler solista è come se stesse parlando direttamente a me, e quando ascolto le sue canzoni è come se ci fossimo soltanto io e lui e nessun altro. Ecco, le sue canzoni toccano quel genere di intimità che rende l’ascolto molto più emozionante.

Tanti auguri, Mark.

…e grazie.

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