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Chi segue il mio blog sa che tempo fa ho dedicato una serie di post ai film simbolo di ogni decennio, partendo dagli anni ‘10 del Novecento fino ai 2000. Iniziai con gli anni ‘90 perché quello è il decennio a cui sono più legato (puoi leggere i post cliccando QUI).

Non ho dedicato un post agli anni ‘10 del 2000 perché trovo sia ancora troppo presto per capire quale sia il film simbolo per ogni anno, e poi perché diciamocelo… scrivere dei film di questi ultimi dieci anni è molto meno stimolante che scrivere degli anni ‘90,’80 e via discorrendo.

Questo non vuol dire che in questi ultimi dieci anni non ci siano stati dei bei film, anzi…
Ed è per questo che ho deciso di proporre la lista dei film che mi sono piaciuti di più in questi ultimi dieci anni, partendo dal 2010 arrivando al 2019.

Per par condicio ho deciso di proporre dieci film stranieri e dieci italiani, e non saranno in ordine di preferenza ma in ordine alfabetico. Purtroppo ho dei gusti che subiscono variazioni in base ai giorni e non me la sento di stabilire quale sia il film migliore in assoluto dell’ultimo decennio. Selezionarne dieci è già più fattibile.

Partiamo quindi con i miei dieci film stranieri preferiti.

 

tintin

Le avventure di Tintin
Regia: Steven Spielberg
Con: Jamie Bell, Andy Serkis, Daniel Craig, Simon Pegg, Nick Frost
Anno: 2011

A mio parere questo film è un autentico capolavoro, e mi dispiace che non abbia avuto il successo meritato. Si tratta del primo film d’animazione di Spielberg girato interamente mediante la tecnica detta motion capture. A colpire è l’uso della tecnica e le bellissime scene d’avventura che richiamano alcuni dei migliori film del genere, tra cui Indiana Jones. Mozzafiato il piano sequenza dell’inseguimento nella casbah; una di quelle scene che ci fa capire ancora una volta che Spielberg è uno dei migliori registi viventi. Riuscitissimi tutti i personaggi di contorno, tra cui il capitano ubriacone Haddock, e irresistibili gag slapstick che fanno morire dal ridere. Doveva essere il primo capitolo di una trilogia da dirigere in collaborazione con Peter Jackson, ma gli incassi modesti hanno rimandato il progetto.


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La battaglia di Hacksaw Ridge
Regia: Mel Gibson
Con: Andrew Garfield, Teresa Palmer, Vince Vaughn, Hugo Weaving, Sam Worthington
Anno: 2016

Mel Gibson porta sullo schermo la vera storia di Desmond Doss, primo obiettore di coscienza dell’esercito statunitense ad essere premiato con la medaglia al valore.
La quinta regia di Gibson arriva a nove anni da “Apocalypto”, e ci dimostra che in questi anni l’attore regista non ha perso quel tocco di bravura che ha dato vita a capolavori come “Braveheart” e “La passione di Cristo”. L’enfasi tutta americana con cui vengono mostrate le scene di guerra non risultano tediose, ma anzi rendono il tutto più coinvolgente. Gibson sa dove mettere la macchina da presa e sa come rendere epico un film, e questo è certamente un tassello in più nella sua bellissima carriera da regista. Bravissimo il protagonista Andrew Garfield.


batman

Il cavaliere oscuro – il ritorno
Regia: Christopher Nolan
Con: Christian Bale, Tom Hardy, Marion Cotillard, Anne Hathaway, Michael Caine, Morgan Freeman
Anno: 2012

La trilogia del Cavaliere oscuro si chiude in maniera magistrale. Questa volta il cattivo è il mastodontico Bane interpretato da Tom Hardy, che riesce a rendere espressivo il personaggio nonostante indossi per tutto il tempo una maschera. Consiglio di ascoltare la voce in lingua originale che ha tutto un altro fascino.
Per il resto il film funziona alla grande con scene spettacolari e frecciatine all’attualità (vedi la rapina in borsa). Qualche lungaggine di troppo rischia di rendere il film un po’ prolisso (160 minuti non sono pochi), ma questo non lede il valore della pellicola. Spettacolare la sequenza iniziale dell’assalto all’aereo.


dunkirk

Dunkirk
Regia: Christopher Nolan
Con: Fionn Whitehead, Damien Bonnard. Harry Styles, Mark Rylance, Tom Hardy, Kenneth Branagh, Cillian Murphy
Anno: 2017

Più che un film, un’esperienza memorabile. Nolan porta sul grande schermo una pagina non troppo nota della Seconda guerra mondiale, l’evacuazione di Dunkerque nel maggio del 1940. Il film è scandito da tre elementi naturali: terra (la spiaggia di Dunkirk), aria (la cabina di un aereo) e acqua (l’imbarcazione Moonstone). Questi tre elementi sono l’occasione per descrivere tre situazioni diverse con diversi protagonisti, tant’è che risulta difficile stabilire il vero protagonista delle pellicola perché tutti i personaggi sono valorizzati al massimo. “Dunkirk” è uno dei migliori film bellici sicuramente degli ultimi anni, e forse di tutti i tempi, che riscrive i codici del genere in modo sorprendente e con attenzione ad ogni minimo dettaglio. In poco più di un’ora e mezza l’azione non viene mai a mancare, e risulta impossibile distogliere lo sguardo dallo schermo.


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Il filo nascosto
Regia: Paul Thomas Anderson
Con: Daniel Day Lewis, Lesley Manville, Vicky Krieps, Camilla Rutheford
Anno: 2017

Trai i film visti nel 2018 è quello che più di tutti mi ha emozionato. Quello che ho visto in sala è “Cinema” nel vero senso della parola, e l’impressione che ho avuto è quella di trovarmi proiettato in un altro decennio quando ancora non c’erano le tecnologie e le piattaforme di oggi. Anderson aggiunge un altro capolavoro alla sua bellissima filmografia e Daniel Day Lewis è più che mai una garanzia. Il suo magnetismo permette di tenere gli occhi incollati allo schermo nonostante la storia e i toni non siano alla portata di tutti. Con questo film si sarebbe meritato il quarto Oscar della sua carriera, ma il film ha vinto un solo premio per i costumi.


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The judge
Regia: David Dobkin
Con: Robert Downey Jr., Robert Duvall, Vera Farmiga, Billy Bob Thornton, Vincent D’Onofrio
Anno: 2014

Tra Iron man e Avengers, Robert Downey Jr. ha preso parte a questo Dramedy tra legal thriller e dramma familiare. Il personaggio che l’attore porta sullo schermo è praticamente Tony Stark versione avvocato, con grossi problemi col padre giudice di una bigotta cittadina dell’Indiana.
A sorprendere nel film è certamente la bravura dei protagonisti e quella retorica tutta americana che potrebbe infastidire molti ma che personalmente, in film come questi, io adoro. Non particolarmente esaltato alla sua uscita nelle sale, è uno dei film che più ha saputo coinvolgermi e appassionarmi.


 

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Hugo Cabret
Regia: Martin Scorsese
Con: Asa Butterfield, Ben Kingsley, Chloe Grace Moretz, Sacha Baron Cohen, Emily Mortimer, Jude Law, Christopher Lee
Anno: 2011

Hugo Cabret è un orfanello che vive nascosto in una stazione di Parigi negli anni ‘30. Egli cerca la chiave per attivare un automa lasciatogli in eredità dal padre, e si fa aiutare dalla figlioccia di un uomo misterioso: costui non è altri che George Méliès.
Scorsese alle soglie dei settant’anni realizza un autentico atto d’amore verso quella fabbrica dei sogni che è il Cinema. L’approccio del regista di “Taxi driver” è quello di un bambino appassionato e devoto verso questa meravigliosa arte. Quando sono andato al cinema a vedere questo film sapevo ben poco della trama; mi bastava il nome di Scorsese. Quando mi sono trovato davanti il personaggio di Méliès (magnificamente interpretato da Ben Kinglsey), e ho visto ripercorrere alcune sequenze che hanno fatto la storia del cinema ai suoi albori (il treno dei fratelli Lumiere e il razzo che si conficca nell’occhio della Luna) mi sono seriamente emozionato.
Perché è questo che riesce ad essere il vero cinema: pura emozione.
Visto in 3D, è il film che più ha saputo trasmettermi le qualità di questa tecnologia, più ancora di film come “Avatar”.


il ponte delle spie

Il ponte delle spie
Regia: Steven Spielberg
Con: Tom Hanks, Mark Rylance, Amy Ryan, Alan Alda
Anno: 2015

Andai a vedere questo film al cinema da solo, e all’uscita ero emozionato come non mi capitava da tantissimo tempo. Ormai Spielberg non ha bisogno di conferma; egli sa destreggiarsi magnificamente tra pellicole di puro intrattenimento e altre decisamente più impegnative, come questo titolo ambientato durante la Guerra Fredda. A funzionare è l’accurata ricostruzione storica, l’intensità degli interpreti, su tutti Mark Rylance che grazie a questo ruolo ha vinto l’Oscar come Miglior attore non protagonista (anche se mi dispiace che abbia soffiato il premio a Sylvester Stallone). Il ponte del titolo è il Ponte di Glienicke, che collega le città di Potsdam e Berlino, luogo in cui avvennero alcuni scambi di spie concordati fra la NATO e il Patto di Varsavia.


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Prisoners
Regia: Denis Villeneuve
Con: Hugh Jackman, Jake Gyllenhaal, Viola Davis, Melissa Leo, Paul Dano, Maria Bello
Anno: 2013

Film lento e lungo (153 min.), eppure, nonostante questo, l’ho visto più di una volta senza mai annoiarmi. Le storie che riguardano i bambini scomparsi le trovo sempre particolarmente coinvolgenti, in più questo film ha il merito di essere diretto in maniera magistrale e avere due protagonisti in stato di grazia: Jackman in uno dei ruoli più riusciti della sua carriera, e Gyllenhaal che sorprende per quanto sia riuscito a entrare nel personaggio. Confesso che se avessi stilato una classifica, “Prisoners” sarebbe sicuramente comparso fra i primi tre.


Il_sospetto_(film_2012)

Il sospetto
Regia: Thomas Vinterberg
Con: Mads Mikkelsen, Thomas Bo larsen, Annika Wedderkopp
Anno: 2012

Nell’anno in cui l’Oscar al Miglior film straniero andò a La grande bellezza di Sorrentino, io facevo il tifo per questo film danese. Ovviamente sono contentissimo per il risultato che abbiamo portato a casa, ma a livello di emozioni questo film lo trovo più coinvolgente e riuscito. Trovo sorprendente il modo in cui l’attore protagonista Mads Mikkelsen, che di solito siamo abituato a vederlo in ruoli da cattivo, sia riuscito questa volta a interpretare una persona talmente buona che ti fa venire voglia di abbracciarlo.
La pellicola narra di un maestro d’asilo ingiustamente accusato di aver abusato di una bambina. Nonostante non ci siano prove della sua colpevolezza, i cittadini si convincono che egli sia effettivamente colpevole. Dovrà quindi lottare con tutte le sue forze per mostrare la sua innocenza e non mettere in pericolo la sua vita. Un film sorprendente, che riesce a tenere col fiato sospeso per tutto il tempo. Gli attori sono tutti sorprendenti, e il fatto che il cinema danese non ha molto seguito qui da noi, contribuisce a rendere ancora più grande la sorpresa.


Questi erano quelli che io reputo i dieci migliori film stranieri del decennio.
Siete d’accordo con le mie scelte? Avete visto e amato in modo particolare uno di questi film? Fatemelo sapere nei commenti.

Ci vediamo lunedì prossimo con i dieci migliori film italiani.