ciclon

Dopo aver dedicato tre post al 1995, mi è venuta voglia di scrivere di tutta la seconda metà degli anni ’90. Perché se è vero che nel ’95 scoprii di amare il cinema, è anche vero che da quel momento è iniziato un periodo particolarmente felice a livello cinematografico; quindi credo valga la pena di scrivere anche di tutti i film che ho visto dal ’96 al ’99. Oggi vi parlo del 1996: all’inizio del post troverete tutti i film che ho visto al cinema quell’anno, e di seguito tutti gli altri titoli, molti dei quali noleggiati da Blockbuster o visti in tv.
FILM CHE HO VISTO AL CINEMA

gobbo

Il gobbo di Notre Dame
Regia: Gary Trousdale e Kirk Wise

Dopo “Pochaontas”, che non aveva entusiasmato quanto i precedenti lungometraggi animati, la Disney torna alla grande con questa storia tratta dal celebre romanzo di Victor Hugo. Animazione eccellente, effetti speciali mozzafiato, e colonna sonora da urlo. Impressionante la mimica del campanaro deforme e la bellezza della zingara Esmeralda. Riuscitissimi anche i personaggi di contorno come i tre simpatici gargoyles, e il giudice Frollo è uno dei cattivi più riusciti della storia dei film d’animazione. Le voci italiane sono di Massimo Ranieri, Mietta e Eros Pagni.


evita

Evita
Regia: Alan Parker
Con: Madonna, Antonio Banderas, Jonathan Pryce

Può sembrare strano che un bambino di nove anni si possa appassionare a un film del genere, e invece è così. “Evita” è uno dei miei musical preferiti. Il tema non sarà leggero, ma le canzoni sono una più bella dell’altra. Su tutte “Oh What a circus” e la celebre “Don’t cry for me Argentina”. Banderas interpreta il “Che”; anche se non viene mai nominato espressamente con quel nome, rappresenta la coscienza critica del popolo argentino, e si vocifera che inizialmente il ruolo era stato proposto a Bruce Springsteen. Sarebbe stato bellissimo sentire le canzoni del “Che” con la voce del Boss.


ciclone

Il ciclone
Regia: Leonardo Pieraccioni
Con: Leonardo Pieraccioni, Lorena Forteza, Massimo Ceccherini, Alessandro Haber

Dopo il brillante esordio con “I laureati”, il comico toscano fa il boom con questa commedia leggera e spensierata, che ha il merito di lasciarti con un senso di benessere alla fine della visione. Purtroppo Pieraccioni non sarebbe mai più riuscito a replicare questa formula. Fu il più alto incasso in Italia di quella stagione.


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La carica dei 101 – questa volta la magia è vera
Regia: Stephen Herek
Con: Glenn Close, Jeff Bridges, Joely Richardson

Quando ancora gli adattamenti in live action non andavano di moda, questa trasposizione del celebre lungometraggio suscitò un notevole interesse. Piacque a grandi e piccini e l’interpretazione di Glenn Close convinse tutti. Fu realizzato anche un seguito, sempre con la Close protagonista, ma finito presto nel dimenticatoio.


piume

Piume di struzzo
Regia: Mike Nichols
Con: Robin Williams, Gene Hackman, Nathan Lane, Dianne Wiest

In quel periodo cercavo di vedere al cinema tutti i film di Robin Williams, e sono contento di aver visto anche questo che è uno dei suoi titoli meno noti. In Italia non compare nella top 20 degli incassi di fine anno, ma negli Usa è al 13esimo posto della classifica con ben 185 milioni di incasso. È una commedia divertente, e un’occasione unica di vedere insieme due mostri sacri del cinema: Robin Williams e Gene Hackman. Il primo era già allora il mio attore preferito, il secondo ho imparato ad amarlo negli anni, e ad oggi è uno degli attori che amo di più.


io ballo

Io ballo da sola
Regia: Bernardo Bertolucci
Con: Liv Tyler, Jeremy Irons

Avevo solo nove anni, ma mi sentivo già un esperto di cinema navigato grazie anche alla visione di film insoliti per un pubblico più piccolo, come questo film del nostro Bertolucci.
Insolitamente provai interesse per questa pellicola, nonostante non fossero presenti bambini in sala, e non so perché i miei genitori decisero di portarmi a vederlo. Ricordo molto bene l’ambientazione toscana e la bellissima Liv Tyler.


spia e lascia

Spia e lascia spiare
Regia: Rick Friedberg
Con: Leslie Nielsen, Nicollette Sheridan, Andy Griffith, Marcia Gay Harden

Eravamo in tre in sala a vedere questo filmaccio: io e i miei genitori. Andammo a vederlo su mia insistenza, sperando di ritrovare le atmosfere e la comicità di “Una pallottola spuntata”. Il film fu una delusione totale. Uno dei più grandi flop nella carriera di Leslie Nielsen. Una solo sequenza è da ricordare: quella che vede la partecipazione di Ray Charles alla guida di un autobus.


mcrocosmos

Microcosmos – Il popolo dell’erba
Regia: Claude Nuridsany, Marie Perennou

Questo bellissimo documentario francese, costato appena 4 milioni, fu un grandissimo successo che arrivò a incassarne 52. Il mondo degli insetti non è mai stato così bello e affascinante, e visto sul grande schermo fu un’esperienza da pelle d’oca.


TUTTI GLI ALTRI FILM CHE HO VISTO

A spasso nel tempo (di Carlo Vanzina) – De Sica e Boldi in un film leggero leggero che non è neanche tra i loro peggiori. Il trailer, però, era molto più divertente del film.

Ancora vivo (di Walter Hill) – Il regista de “I guerrieri della notte” dirige questo gangster movie con sfumature western, con protagonista Bruce Willis. In America fu un mezzo flop.

Dal tramonto all’alba (di Robert Rodriguez) – Rodiriguez è la versione più splatter di Tarantino, e questo film è uno dei suoi “manifesti”. Il sangue abbonda e il divertimento anche.

Daylight – trappola nel tunnel (di Rob Cohen) – Periodo particolarmente redditizio per Sylvester Stallone, che grazie a questo film e ai precedenti “Assassins” e “Dredd” portò a casa una notevole somma.

Dragonheart (di Rob Cohen) – I film sui draghi non sono quasi mai stati una garanzia al botteghino. Questo bel film non trovò pubblico in Italia, mentre in America dovette “accontentarsi” di un 27esimo posto nella classifica di fine anno (con un incasso comunque superiore alle spese di produzione). La CGI allora era ottima; vista oggi appare inevitabilmente superata. La voce del drago è di Sean Connery, mentre da noi lo doppia Gigi Proietti.

L’eliminatore (di Chuck Russell) – Buon film d’azione con Arnold Schwarzenegger nei panni di un Us Marshal che “cancella” alcuni testimoni per portarli al sicuro.

Fargo (di Joel e Ethan Coen) – Considerato uno dei migliori film dei fratelli, è il film con cui si affermarono definitivamente presso la critica. Il celebre critico Roger Ebert lo definì “Uno dei film più belli che abbia mai visto”.

Ferie d’agosto (di Paolo Virzì) – Il regista livornese propone il ritratto di due famiglie in ferie divisi da ideologie politiche opposte. Prevale il disorientamento.

La freccia azzurra (di Enzo D’Alò) – In pochi, forse nessuno, nel mondo del cinema aveva mai reso omaggio al personaggio della Befana fino ad allora. Ci ha pensato D’Alò, con questo delizioso cartone animato tutto italiano tratto da un racconto di Gianni Rodari. Da vedere sotto le feste è una pura delizia. Dario Fo doppia il perfido Scarafoni.

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Fuga da Los Angeles (di John Carpenter) – Sequel del capolavoro “1997: Fuga da New York”. Purtroppo Carpenter non riesce a replicarne lo spessore, tanto meno il successo di pubblico. Potrebbe sembrare una buffonata, ma ha dei guizzi di genio notevoli.

Hamlet (di Kenneth Branagh) – Opera mastodontica in cui Branagh rimarca nuovamente il suo amore per Shakespeare. Durata folle (242 minuti) in cui compaiono molti volti noti, tra cui Robin Williams, Billy Crystal, Charlton Heston, Jack Lemmon, Gerard Depardieu e Kate Winslet.

Independence day (di Roland Emmerich) – Campione di incassi in America, quell’anno il film di Emmerich era sulla bocca di tutti. Patriottico ai massimi livelli, si lascia vedere ancora oggi con molto piacere. Insieme a “Bad boys” lanciò la carriera di Will Smith.

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Jack Frusciante è uscito dal gruppo (di Enza Negroni) – Tratto dal folgorante esordio letterario del giovane Enrico Brizzi, è una delicata e deliziosa commedia giovanile, con protagonista Stefano Accorsi.

James e la pesca gigante (di Henry Selick) – Selick torna alla regia dopo il capolavoro “Nightmare before christmas”. Questo film tratto da una fiaba di Roald Dahl non ebbe, però, lo stesso successo ed è stato purtroppo dimenticato. Peccato perché è un film gradevole e ha delle sequenze memorabili.

Jerry Maguire (di Cameron Crowe) – Tom Cruise difficilmente ha sbagliato un film, e questa deliziosa commedia non fa eccezione. Valse a Cuba Gooding Jr. l’oscar come Miglior Attore non protagonista.

Kansas city (di Robert Altman) – Un film di Altman vale sempre la pena di vederlo. Un noir dalle sfumature jazz, considerato uno dei titoli minori del regista, ma è pur sempre un’opera di livello.

Mars attacks! (di Tim Burton) – Piccolo capolavoro incompreso di Burton, probabilmente offuscato da “Independence day”. Infatti fu un flop nonostante il cast all-star composto da Jack Nicholson, Danny DeVito, Pierce Brosnan, Natalie Portman, Glenn Close, Annette Bening, Martin Short, Michael J. Fox e Tom Jones.

Mary Reilly (di Stephen Frears) – Julia Roberts è Mary Reilly, la domestica del Dottor Jekyll. Grandi ambizioni e grande flop al botteghino.

Luna e l’altra (di Maurizio Nichetti) – Il regista di “Ratataplan” pur non recuperando i fasti delle opere prime, si dimostra uno dei talenti più interessanti e incompresi del panorama italiano. La pellicola purtroppo non andò bene al botteghino.

Michael (di Nora Ephron) – John Travolta è un angelo rozzo e ubriacone, ma dal cuore grande. Completano il cast Andie MacDowell William Hurt e Bob Hoskins.

Michael Collins (di Neil Jordan) – Liam Neeson interpreta con carisma il patriota irlandese che si batté per l’indipendenza del proprio paese. Ben diretto dall’esperto Neil Jordan e ottimamente interpretato tra gli altri da Julia Roberts, Alan Rickman e Stephen Rea, attore feticcio di Jordan.

Mission: impossible (di Brian DePalma) – Primo film della saga, che ha avuto il merito di non ripetersi e cambiare registro a ogni episodio. Il primo è certamente quello che approfondisce di più l’aspetto spionistico, e a livello registico il più riuscito.

Moll Flanders (di Pen Densham) – Robin Wright interpreta la sfortunata Moll Flanders alla quale gliene capitano di tutti i colori. Verrà aiutata da un maggiordomo interpetato da Morgan Freeman. Film strappalacrime da vedere in un pomeriggio d’inverno davanti a un tè caldo.

Il momento di uccidere (di Joel Schumacher) – Durante la pausa tra “Batman Forever” e “Batman & Robin” Schumacher dirige questo bel film tratto dall’ottimo romanzo di John Grisham. Nel cast Sandra Bulloch, Matthew McConaughey e Samuel L. Jackson.

Nome in codice: Broken arrow (di John Woo) – Fortunata trasferta hollywoodiana per il regista cinese particolarmente abile nel cinema d’azione. Con John Travolta e Christian Slater.

Papà dice messa (di Renato Pozzetto) – Film abbastanza tragico in cui vediamo per la penultima volta (al momento) Pozzetto in qualità di regista e protagonista. Le gag sono stanche e senza ritmo, e il comico milanese (che tanto ha dato negli anni ’80) appare più svogliato che mai. Da salvare l’interpretazione di Teo Teocoli nei panni di un travestito, e l’affiatamento tra i due attori, amici dai tempi del Derby di Milano.

Il paziente inglese (di Anthony Minghella) – Bel dramma sentimentale che portò a casa nove Oscar, tra cui quelli come Miglior Film, Regia e attrice non protagonista a Juliette Binoche. Successo di critica e pubblico.

Phenomenon (di John Turtletaub) – John Travolta è un meccanico che dopo aver visto una luce assume poteri telecinetici. Queste abilità, però, sono frutto di un tumore cerebrale.

Il professore matto (di Tom Shadyac) – Eddie Murphy dopo alcuni flop torna ai primi posti degli incassi con questa commedia sguaiata e un po’ godereccia, ma che ha alcuni momenti davvero esilaranti; come la cena in famiglia, che vede il protagonista interpretare ben 8 personaggi diversi.

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Una promessa è una promessa (di Brian Levant) – Divertente incursione nella commedia per famiglie per il granitico Schwarzenegger, che a differenza del collega rivale Stallone, ebbe molta più fortuna in questo genere.

Ransom – Il riscatto (di Ron Howard) – Tensione e angoscia permeano il film che vede protagonisti Mel Gibson e Rene Russo nei panni di due ricchi coniugi ai quali rapiscono il figlioletto. Gary Sinise è il poliziotto che segue l’indagine. Un gran bel film.

The Rock (di Michael Bay) – Secondo lungometraggio di Bay, che si conferma un grande talento nel genere action. Cast stellare con Sean Connery, Nicolas Cage e Ed Harris. Uno dei migliori film d’azione degli anni ‘90.

Romeo + Giulietta (di Bazz Luhrmann) – Versione moderna e sgargiante, ma con dialoghi fedeli, del dramma shakesperiano. Leonardo Di Caprio non aveva ancora fatto il botto con “Titanic” ma già stava diventando l’idolo delle ragazzine. Fece storcere il naso alla critica più purista, ma al pubblico piacque.

Il rompiscatole (di Ben Stiller) – Dopo i grandi successi dei due “Ace Ventura”, “Scemo e più scemo” e “The mask”, Jim Carrey torna con questa commedia meno comica e più grottesca e al pubblico piacque molto meno.

Schegge di paura (di Gregory Hoblit) – Richard Gere è un avvocato che deve difendere Edward Norton, chierichetto balbuziente. Colpo di scena finale.

Scream (di Wes Craven) – Il creatore di “Nightmare” torna alla ribalta con questo primo film di una fortunata saga che mescola gli stilemi tipici di alcuni horror con elementi comici.

Segreti e Bugie (di Mike Leigh) – Uno dei più bravi registi inglesi in una delle sue opere più riuscite. Uno dei più bei film drammatici di metà anni ’90. Palma d’oro a Cannes nel ’96 e Premio per la miglior interpretazione femminile a Brenda Blethyn.

Shine (di Scott Hicks) – Geoffrey Rush interpreta magistralmente il pianista David Helfgott, che nonostante il talento, è vittima delle violenze del padre. Un film da vedere.

Sleepers (di Barry Levinson) – Un cast d’eccezione composto da Robert De Niro, Dustin Hoffman, Brad Pitt, Kevin Bacon, Jason Patric e Vittorio Gasman, per un film emozionante e commovente. Non fu particolarmente elogiato dalla critica, ma al botteghino andò discretamente bene.

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Sono pazzo di Iris Blond (di Carlo Verdone) – Dopo il campione di incassi “Viaggi di nozze”, Verdone torna a una dimensione più intima con questo film minore che, a detta dello stesso regista, è uno dei suoi preferiti. Anche a me piace particolarmente. E l’ambientazione belga è particolarmente suggestiva.

Sospesi nel tempo (di Peter Jackson) – Prima di fare cassa con la saga de “Il signore degli anelli”, Jackson dirige questo piccolo gioiello che non riscuote particolare successo, ma a mio avviso è uno dei migliori film con protagonista Michael J. Fox. Visto e rivisto, non annoia mai.

Space jam (di Joe Pytka) – I Looney Tunes dividono lo schermo con i campioni dell’NBA e attori celebri come Bill Murray. Michael Jordan interpreta se stesso e divenne, grazie a questo film, molto amato anche dai bambini.

La stanza di Marvin (di Jerry Zaks) – Film che ha trovato un certo pubblico dopo l’uscita di “Titanic”, quando esplose la Di Caprio mania. È un dramma tutto sommato riuscito, con un cast di tutto rispetto che vede tra i protagonisti Diane Keaton e Robert De Niro.

Striptease (di Andrew Bergman) – Probabilmente molti andarono a vedere il film solo per vedere Demi Moore senza veli. Furono in parte accontentati. Il film non brilla per la trama, ed è solo un pretesto per mostrare il corpo dell’allora celebre attrice.

Trainspotting (di Danny Boyle) – Uno dei film più rappresentativi degli anni ‘90. Primo film che racconta in modo esplicito la vita dei drogati dal loro punto di vista.

Twister (di Jan De Bont) – Tra i film sui disastri atmosferici è forse uno dei più celebri. Il protagonista è il compianto Bill Paxton, mentre il regista dopo aver fatto il boom con questo film e “Speed” si è lentamente eclissato.

L’ultimo appello (di James Foley) – Il romanzo di John Grisham da cui è tratto è bellissimo; peccato che il film non abbia un briciolo del valore del libro. Gene Hackman sprecato.

Che ne dite? non male come annata, vero? se avete visto qualcuno di questi film (e sono sicuro di sì) fatemelo sapere nei commenti.

Ci vediamo nel 1997