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Segue da “1995 (seconda parte)

Se non ne ho dimenticato qualcuno, questi sono i restanti film datati 1995 che ho visto nel corso degli anni. Nel primo post parlavo dei film visti al cinema in quell’anno, mentre nel secondo e in questo terzo post vi riporto tutti gli altri titoli che ho noleggiato da Blockbuster, visto in tv e alcuni (ma in casi rari) visti di recente.

I laureati (di Leonardo Pieraccioni) – Esordio alla regia per il comico toscano con questa simpatica commedia. L’anno dopo avrebbe fatto il boom con “Il ciclone”.

Goldeneye (di Martin Campbell) – Inizia l’era di Pierce Brosnan con alcuni dei film più dimenticabili della saga. Questo episodio è sicuramente il migliore dei quattro girati da Brosnan. Il regista Martin Campbell si dimostra abile nelle scene d’azione, e lo dimostrerà anche nelle pellicole successive, tra le quali “Casino Royale”.

Il padre della sposa 2 (di Charles Shyer) – Sequel della pellicola datata 1991, che a sua volta era un remake di un film del 1950. È un film divertente e scaccia pensieri; più esile del primo ma sempre molto godibile.

Johnny Mnemonic (di Robert Longo) – Il “Cyberpunk action” degli anni ‘90 è un genere che purtroppo è invecchiato male, dovuto ovviamente ai limiti tecnologici. Nonostante questo, certi film si lasciano guardare ancora oggi con una certa tenerezza, come questo film con Keanu Reeves protagonista.

Mortal Kombat (Paul W.S. Anderson) – Uno di quei film che all’epoca sembravano delle figate pazzesche, e che adesso sono finiti nel dimenticatoio. Ho ricordi vaghi di questo film. Ricordo solo che tra noi bambini era molto popolare, e molti dei miei compagni che lo videro al cinema ne furono entusiasti. Io lo vidi in tv. Non mi fece impazzire ma mi divertì abbastanza.

Four rooms (di Alison Anders, Alexandre Rockwell, Robert Rodriguez, Quentin Tarantino) – Film a episodi che regala momenti divertenti, ma tutto sommato dimenticabile.

Bad boys (di Michael Bay) – Primo indimenticabile lungometraggio di uno dei Re Mida di Hollywood. Prima della saga di Transformers, Bay ha sempre saputo coniugare qualità con intrattenimento. Le qualità di questo film le ritroviamo nel sequel del 2005, e si spera che anche il terzo episodio annunciato per il 2020 si mantenga sulla stessa lunghezza d’onda.

Nine months (di Chris Columbus) – Uno dei film più sottovalutati di Chris Columbus (Mrs. Doubtfire, Mamma ho perso l’aereo 1 e 2, Harry Potter 1 e 2). Io l’ho sempre trovato un film adorabile e le due scene in cui compare Robin Williams nei panni di un dottore imbranato mi hanno sempre fatto sbellicare dalle risate.

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Il presidente – Una storia d’amore (di Rob Reiner) – Commedia sentimentale filo democratica. Un cast d’eccezione composto da Michael Douglas, Annette Bening, Martin Sheen e Michael J. Fox, rendono appetibile anche agli spettatori oltre oceano questa storia d’amore.

In viaggio con Pippo (di Kevin Lima) – Primo lungometraggio dedicato a Pippo. Non un capolavoro, ma visto a 8 anni era assai piacevole.

Desperado (di Robert Rpdriguez) – Dopo El Mariachi, Rodriguez realizza questo sequel con a disposizione un budget più elevato. Tra il pulp e il western, questo film consacrò Antonio Banderas e vide il debutto di Salma Hayek sul grande schermo.

Showgirls (di Paul Verhoeven) – Il bravo regista olandese (Robocop, Basic Instinct, Atto di forza) realizza questo buon thriller che all’epoca fu un flop colossale, e stroncò la carriera della protagonista Elizabeth Barkley. Fece incetta di Razzie Awards, ma andrebbe rivalutato.

Vampiro a Brooklyn (di Wes Craven) – Il protagonista Eddie Murphy e il regista Wes Craven erano entrambi reduci da due flop: il primo con il terzo episodio di “Beverly Hills Cop”, il secondo da “Nightmare: Nuovo incubo”. Il sodalizio non funzionò, perché il film fu un flop. Wes Craven ha certamente fatto di meglio.

Matrimonio a 4 mani (di Andy Tennant) – Simpatica commediola per famiglie con le gemelline Mary Kate e Ashley Olsen, e i simpatici Steve Guttenberg e Kirstie Alley.

Ace Ventura: Missione Africa (di Steve Oederek) – Secondo capitolo dell’esuberante ed eccessivo acchiappanimali. Se nel primo il livello di demenzialità era particolarmente alto, qui si supera qualsiasi barriera. Una comicità talmente stupida e demenziale che non può non essere contagiosa.

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Smoke / Blue in the face (di Paul Auster, Wayne Wang, Harvey wang) – Due film usciti lo stesso anno. Il secondo è stato realizzato in cinque giorni utilizzando materiale scartato dal primo film. Un bel gruppo di attori tra i quali spiccano Harvey Keitel, William Hurt, Michael J. Fox e comparse gustose come Lou Reed e Jim Jarmusch.

Gli intrighi del potere: Nixon (di Oliver Stone) – Film impegnativo e lungo (183 minuti), ma se vi appassionano i film a sfondo politico, “Nixon” è il film giusto. Varrebbe la pena vederlo anche solo per il cast composto da Anthony Hopkins, Ed Harris, Paul Sorvino, Bob Hoskins e James Woods.

Io no spik inglish (di Carlo Vanzina) – Divertente commedia con Paolo Villaggio. Non fu uno dei più grandi successi di Vanzina, ma ancora oggi passa regolarmente in tv.

Ivo il tardivo (di Alessandro Benvenuti) – Il bravo e sottovalutato Benvenuti realizza questa commedia ispirandosi a “Forrest Gump” e “Qualcuno volò sul nido del cuculo”. Non una delle sue opere migliori, ma si lascia guardare.

Mollo tutto (di José Maria Sanchez) – Dopo “Non più di uno”, Pozzetto torna a un ruolo più serio rispetto ai suoi canoni, ma il risultato non è tra i più felici. L’idea di partenza era buona, ma Pozzetto risulta spaesato e la scelta del cast non è azzeccata.

Palermo Milano solo andata (di Claudio Fragasso) – Una buona produzione italiana (che ha saputo distinguersi tra i vari Vanzina & Co.), che riesce a mantenere alta la tensione per tutta la durata del film. Ottimo cast composto da Raoul Bova, Giancarlo Giannini e Ricky Memphis.

Palla di neve (di Maurizio Nichetti) – Maurizio Nichetti, qui nelle vesti di solo regista, dopo i bellissimi “Ratataplan”, “Ho fatto splash” e “Volere volare”, realizza una favoletta per bambini. Peccato che non riesce a raggiungere i livelli delle pellicole precedenti. Ad ogni modo possiede quel tocco di originalità che lo ha saputo distinguere dalle altre produzioni italiane. Nel cast troviamo Paolo Villaggio, Alessandro Haber, Leo Gullotta e Monica Bellucci.

Selvaggi (di Carlo Vanzina) – Filmaccio che nel tentativo di voler offrire un quadro dell’italiano medio volgare e cafone, finisce anch’esso per essere voglare e cafone. Visto allora (a 8 anni) divertiva; ma è necessaria un’impegnativa regressione cerebrale per farselo piacere.

Sostiene Pereira (di Roberto Faenza) – Tratto dall’omonimo romanzo di Antonio Tabucchi, il grande Marcello Mastroianni (in uno dei suoi ultimi ruoli) interpreta l’anziano cronista Pereira. Da vedere.

Vacanze di natale ‘95 (di Neri Parenti) – Indigeribile come gran parte dei film di questa saga, ha però il merito di proporre una colonna sonora di tutto rispetto, nella quale spicca la bellissima “No more I love you’s” di Annie Lennox. La partecipazione straordinaria internazionale questa volta è toccata al compianto Luke Perry.

La dea dell’amore (di Woody Allen) – Uno dei film minori del prolifico Allen. Quando lo vidi la prima volta non ci capii niente. Anni dopo, invece, apprezzai certe idee e certi dialoghi.

Pensieri pericolosi (di John N. Smith) – La bellissima Michelle Pfeiffer è un insegnante (ex marine) che dovrà vedersela con una classe difficile. Riuscirà a farsi accettare.

Forget Paris (di Billy Crystal) – Simpatica commedia di e con Billy Crystal accompagnato da Debra Winger.

Via da Las Vegas (di Mike Figgs) – Quando Nicolas Cage girava ancora film decenti, e riusciva perfino a vincere un Oscar come Miglior Attore. Questo film non trovo sia uno dei migliori, ma la sua interpretazione si fa ricordare.

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Strange days (di Kathryn Bigelow) – Scritto e prodotto da James Cameron, fu acclamato dalla critica ma un disastro al box office, incassando 8 milioni essendone costati 42.

L’isola dell’ingiustizia – Alcatraz (di Marc Rocco) – Una delle storie più strazianti ambientate ad Alcatraz. Kevin Bacon è un detenuto che subisce diverse torture dal condirettore interpretato da Gary Oldman. Christian Slater è l’avvocato che deve difenderlo. Un film bellissimo e dimenticato, che andrebbe rivalutato.

Guantanamera (di Tomas Gutierrez Alea e Juan Carlos Tabio) – Non so in quanti conoscano questo titolo. Ricordo che fu il secondo film che noleggiai da Blockbuster nel ‘96 (il primo fu “Waterworld”). Ovviamente lo trovai noioso, ma lo ricordo con un certo affetto.

Questi sono tutti i film del 1995 che ricordo di aver visto. Spero di non essermene dimenticato neanche uno. Certo è impressionante vedere come in un solo anno siano usciti così tanti bei film. Alcuni hanno certamente un gran valore affettivo, ma obiettivamente si tratta di titoli per niente banali e non credo che al giorno d’oggi riuscirei a stilare un elenco così corposo per quanto riguarda i film di questi ultimi anni.

Visto l’entusiasmo che si è venuto a creare con questi tre post, ho in mente di scrivere altri articoli simili dedicati alla seconda metà degli anni ’90. Quindi continueremo il nostro viaggio con tutti i film che ho visto dal 1996 al 1999.

Stay tuned…