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Segue da “1995: l’anno in cui mi innamorai del cinema“.

Come scrivevo nel post precedente, il 1995 è stato l’anno in cui mi sono innamorato del cinema, grazie alla visione di film stupendi. Vi ho parlato dei film che ho visto al cinema, mentre nel post di oggi vorrei parlare di tutti gli altri titoli che ho visto nel corso degli anni, sempre e rigorosamente datati 1995.

Heat – la sfida (di Michael Mann) – Il miglior film d’azione degli anni ‘90, fonte di ispirazione per numerosi registi tra cui Christopher Nolan che lo ha palesemente citato ne “Il cavaliere oscuro”. Per la prima volta Al Pacino e Robert De Niro condividono la stessa inquadratura.

Waterworld (di Kevin Reynolds) – La coppia Costner – Reynolds torna dopo il successo d “Robin Hood – Principe dei ladri“, in un film che all’epoca fu il più costoso mai realizzato. Non ebbe il successo sperato, ma la colpa è da attribuire al budget davvero troppo alto. “Waterworld” è un buon film d’avventura tipicamente anni ’90, con un Costner nel pieno del suo fulgore e scene d’azione ben girate.

Casinò (di Martin Scorsese) – Scorsese torna ai fasti di capolavori come “Quei bravi ragazzi” e “Toro scatenato”. Un cast superbo composto dal protagonista De Niro, la bellissima Sharon Stone e il sempre ottimo Joe Pesci.

Il primo cavaliere (di Jerry Zucker) – Dopo aver diretto due ottimi film demenziali come “L’aereo più pazzo del mondo” e “Top secret”, Jerry Zucker dimostra di saper gestire anche il dramma sentimentale prima con “Ghost” e poi con questo film storico con protagonisti Re Artù, Lancillotto e Ginevra. Il film non è invecchiato troppo bene, ma all’epoca era delizioso.

Jumanji (di Joe Johnston) – Una di quelle commedie che mettono d’accordo tutti, grandi e piccini. Ricordo che il rullo di tamburi provocato dal gioco, al cinema metteva una certa ansia. Robin Williams come sempre strepitoso.

I soliti sospetti (di Bryan Singer) – Uno di quei thriller che hanno fatto storia, con uno dei colpi di scena più belli della storia del cinema. Cast eccezionale composto da Kevin Spacey, Chazz Palminteri, Gabriel Byrne e Pete Postelthwaite.

Seven (di David Fincher) – Capolavoro di David Fincher con due magistrali Brad Pitt e Morgan Freeman. Uno dei thriller più belli degli anni ‘90.

I ponti di Madison County (di Clint Eastwood) – Insolita incursione nel sentimentale per l’ex pistolero senza nome, che qui fa coppia con Meryl Streep. L’impresa si rivela più che riuscita e critica e pubblico hanno premiato il film.

L’esercito delle 12 scimmie (di Terry Gilliam) – Uno dei pochi successi di pubblico del geniale Terry Gilliam. Un grande film che ha ispirato anche una serie televisiva prodotta nel 2005. Nel cast Bruce Willis, Brad Pitt e Madeleine Stowe.

La scuola (di Daniele Luchetti) – Una bellissima commedia con un ottimo Silvio Orlando, che in quel periodo era presente in gran parte delle produzioni italiane. Un magnifico ritratto della scuola, anche se in chiave umoristica. Due anni più tardi uscì il seguito “Auguri, professore”, anch’esso molto delizioso.

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Pronti a morire (di Sam Raimi) – Insolita parodia dello Spaghetti Western con trovate interessanti e ottime interpretazioni di Gene Hackman e Sharon Stone, ma che non ha trovato l’interesse del pubblico.

Corsari (di Renny Harlin) – Uno dei più grandi flop di tutti i tempi che mise in cantiere, per un certo periodo, il filone piratesco. Il regista Harlin e la moglie Geena Davis (protagonista del film) sperperano sui costi di produzione per soddisfare i loro capircci. Anche per questo fu difficile rientrare nei costi. Il film comunque si lascia guardare.

Dredd – la legge sono io (di Danny Cannon) – Un Sylvester Stallone più robotico che mai interpreta Dredd, giudice freddo e spietato. Visto all’epoca era una figata colossale, oggi è imbarazzante.

Assassins (di Richard Donner) – Il regista di “Arma letale” dirige Sylvester Stallone, Antonio Banderas e Julianne Moore in un ottimo thriller sottovalutato sia da critica che da pubblico.

Die hard – duri a morire (di John McTiernan) – L’episodio più adrenalinico della saga. Non bello quanto il primo, ma tiene incollati davanti allo schermo fino alla fine grazie all’azione sempre presente e alla riuscita alchimia tra Bruce Willis e Samuel L. Jackson. In certe sequenze si ride a crepapelle.

Rob Roy (di Michael Caton-Jones) – Liam Neeson interpreta l’eroe scozzese Robert Roy McGregor. Un riuscito film di cappa e spada con un senso classico dell’avventura.

Dead man (di Jim Jarmusch) – Western crepuscolare e introspettivo con un ottimo Johnny Depp. Un altro tassello nell’interessante filmografia del regista indipendente americano.

Ragione e sentimento (di Ang Lee) – Tratto dall’omonimo romanzo di Jane Austen, Ang Lee dirige un cast eccezionale composto da Emma Thompson, Alan Rickman, Kate Winslet e Hugh Grant, in una riuscita trasposizione del romanzo.

Il profumo del mosto selvatico (di Alfonso Arau) – Remake del film italiano “Quattro passi tra le nuvole” di Alessandro Blasetti, è una gradevole commedia sentimentale.

L’odio (di Mathieu Kassovitz) – Film francese di successo con protagonista Vincent Cassel. Girato in bianco e nero, è un atto d’accusa contro la violenza urbana e la polizia. Generò diverse controversie.

Viaggi di nozze (di Carlo Verdone) – Dopo alcune pellicole più introspettive, Verdone torna a seguire lo schema già collaudato grazie a vecchi successi come “Un sacco bello” e “Bianco rosso e Verdone”. L’attore romano, infatti, interpreta tre diversi personaggi. Grande successo di pubblico.

Underground (di Emir Kusturica) – Capolavoro del regista serbo. Una tragicommedia musicale che racconta 40 anni di storia della Jugoslavia.

French kiss (di Lawrence Kasdan) – Commedia simpatica con due ottimi Meg Ryan e Kevin Kline. Il film non ha fatto storia come “Harry, ti presento Sally” ma regala sorrisi e buonumore.

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Terra e libertà (di Ken Loach) – Pellicola a sfondo politico per il grande regista britannico. Il film accusa il partito comunista spagnolo e l’Unione Sovietica di aver distrutto la sinistra anarchica.

Al di là delle nuvole (di Michelangelo Antonioni e Wim Wenders) – Quattro episodi ambientati in quattro diverse città europee. Due grandi registi si incontrano e realizzano un film suggestivo. Tra i protagonisti il grandissimo Marcello Mastroianni.

Goodbye Mr. Holland (di Stephen Herek) – Commedia sentimentale che racconta trent’anni (dai ‘60 ai ‘90) della vita di un aspirante compositore che si dedica alla scuola. Richard Dreyfuss è il protagonista.

Get shorty (di Barry Sonnenfeld) – Tratto da un romanzo di Elmore Leonard, è una brillante commedia con un ottimo cast composto da John Travolta, Danny DeVito e Gene Hackman.

Allarme rosso (di Tony Scott) – Colossal subacqueo del compianto Tony Scott, interpretato da Gene Hackman e Denzel Washington. Lo spettacolo c’è e intrattiene.

The Net – Intrappolata nella rete (di Irvin Winkler) – Thriller informatico di successo con l’allora stella nascente Sandra Bullock.

Poeti dall’inferno (di Agnieszka Holland) – Prima di affermarsi con “Titanic”, Di Caprio ha interpretato il poeta Arthur Rimbaud che vive un’amicizia che poi sfocia in amore con Paul Verlaine, interpretato da David Thewlis.

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La lettera scarlatta ( di Roland Joffé) – Tratto dall’omonimo romanzo di Nathaniel Hawthorne, il film vede nel cast Demi Moore, Gary Oldman e Robert Duvall. Una trasposizione più che riuscita.

L’uomo delle stelle (di Giuseppe Tornatore) – Bellissimo film in cui Sergio Castellitto, nella Sicilia del 1953, truffa la gente del paese illudendola di partecipare a dei provini per il cinema.

Venerdì vi parlerò degli altri film del 1995 che ho visto.

Non mancate…

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