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Gli Stati Uniti negli anni ’20 vivevano un periodo di benessere economico, a differenza dell’Europa che si trovava a pezzi dopo la grande guerra. Furono gli anni dell’emancipazione femminile, del proibizionismo e degli odi razziali. Venivano investiti ingenti capitali sul cinema, e le produzioni si moltiplicarono rispetto al decennio precedente. In Italia, invece, il cinema attraversò un periodo di crisi dovuto alla mancanza di mezzi, l’incapacità di tenere testa alle produzioni americane, e la presenza ancora massiccia di autori dalla formazione letteraria, incapaci di stare al passo con le sfide della modernità. Dai 350 film prodotti nel 1921 si arriverà a 60 nel 1924.
Per quanto riguarda il cinema italiano è dunque difficile trovare titoli che abbiano lasciato davvero il segno, mentre il discorso cambia per quel che riguarda le produzioni americane.

Oggi vediamo dieci titoli che secondo me rappresentano bene il loro anno di produzione.

 

1920) Il segno di Zorro (di Fred Niblo)

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Il decennio si apre con il primo film in assoluto dedicato al personaggio di Zorro, creato da Johnston McCulley, comparso per la prima volta nel romanzo La maledizione di Capistrano (1919).
Nel ruolo di Don Diego Della Vega/Zorro troviamo Douglas Fairbanks che all’epoca del cinema muto era il più celebre attore di film d’avventura. Egli possedeva tutte le caratteristiche del divo, nonostante non fosse considerato un grande attore. Rappresentava bene il mito statunitense del dinamismo. Fairbanks riprese il personaggio cinque anni più tardi in Don X, il figlio di Zorro.


1921) Il monello (di Charlie Chaplin)

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Primo e indimenticabile lungometraggio di Chaplin, fu il secondo più alto incasso del ’21 dietro a I quattro cavalieri dell’apocalisse. A differenza di quest’ultimo, Il monello ha resistito all’usura del tempo mantenendo inalterata la sua capacità di divertire e commuovere. Questo film è entrato nel cuore di diverse generazioni di spettatori ed è considerato uno dei più grandi capolavori del cinema. La vicenda è largamente autobiografica per quel che riguarda l’infanzia povera di Chaplin nei quartieri popolari di Londra.


1922) Nosferatu il vampiro (di Friedrich Wilhelm Murnau)

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Liberamente ispirato al romanzo Dracula di Bram Stoker con nomi e posti diversi per non pagare i diritti d’autore, Nosferatu è considerato uno dei capolavori del cinema tedesco e il più grande film vampiresco di tutti i tempi. Andando contro le convenzioni dell’espressionismo, Murnau sceglie gli scenari naturali ricorrendo a mezzi più specificatamente cinematografici e a diversi richiami simbolici e metaforici. Utilizzando un pezzo di pellicola speciale in negativo, il regista, trasforma i boschi dei Carpazi in spettrali alberi bianchi contro un cielo nero.


1923) Preferisco l’ascensore (di Fred C. Newmeyer e Sam Taylor)

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Il film è legato alla celebre immagine del protagonista appeso alle lancette dell’orologio al di sopra di una strada trafficata. Nonostante si tratti di uno dei più celebri film muti della storia (in gran parte grazie alla scena succitata) non possiede minimamente la forza delle opere di altri divi del muto quali Chaplin e Keaton. Lodevole l’interpretazione di Harold Lloyd poiché all’epoca non c’erano i mezzi di oggi per le riprese acrobatiche.


1924) La palla n° 13 (di Buster Keaton)

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Un proiezionista, lettore di gialli, si addormenta durante la proiezione di un film; entra nello schermo e, nei panni di Sherlock Holmes Jr. risolve un caso. Sherlock Jr. (questo il titolo originale) è considerato il film più geniale e surreale di Buster Keaton, vero e proprio genio del cinema muto. Massima espressione del cinema come macchina dei sogni. Per l’epoca presenta un grande virtuosismo artistico e un’opera d’avanguardia.


1925) La febbre dell’oro (di Charlie Chaplin)

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Il mito americano della frontiera viene rivisitato da Chaplin in maniera tenera e disincantata, in perfetto equilibrio tra umorismo e poesia. La storia dei cercatori d’oro è il pretesto e l’occasione per analizzare alcuni comportamenti tipici che vedono dominare il mito del denaro e della ricchezza. Il film è un concentrato di trovate comiche divenute famose: il pasto con gli stivali, la danza dei panini infilati nelle forchette, Big Jim che, per la fame, vede Charlot come una gallina e la casa in bilico su un precipizio. Un film stupendo.


1926) Gloria (di Raoul Walsh)

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Nel 1917 il capitano Flagg e il sergente Quirt si ritrovano sul fronte francese e si contendono i favori della bella Charmaine, sullo sfondo della grande guerra. È considerato uno dei migliori film di Walsh ed ebbe così tanto successo che i due personaggi vennero ripresi in I due rivali (1929) e Sempre rivali (1931). Walsh era uno dei registi più importanti all’epoca del cinema muto, e questo film inaugurò una fortunata serie di film bellici.


1927) Il cantante di Jazz (di Alan Crosland)

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Passato alla storia per essere il primo film sonoro, e non certo perché si tratti di un bel film, in realtà ne Il cantante di Jazz i dialoghi si riducono a poco più di un minuto. Le nove canzoni presenti nel film, però sono totalmente cantate e musicate. Ebbe un grande successo di pubblico, ma l’unico motivo per cui viene ricordato è per l’avvento del sonoro, altrimenti sarebbe certamente finito nel dimenticatoio. Visto oggi appare ridicolo ed eccessivamente stereotipato, specialmente nei confronti delle persone di colore.


1928) L’uomo che ride (di Paul Leni)

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Il piccolo Gwynplaine, figlio di un traditore del re, viene venduto a dei mercanti di bambini che gli sfigurano il volto costringendolo per sempre a un inquietante ghigno. Fugge dai suoi aguzzini e salva una bambina e si rifugia presso il carrozzone di Ursus, un artista ambulante.
Tratto da un romanzo di Victor Hugo, L’uomo che ride è il film più celebre del regista tedesco Paul Leni. Questa sagra di “mostri” ispirerà nel 1932 il capolavoro di Todd Browning Freaks.
Il ghigno di Conrad Veidt è diventato indimenticabile, e ha ispirato Bob Kane nella creazione del Joker, nemesi di Batman.


1929) La canzone di Broadway (di Harry Beaumont)

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Questo gradevole filmetto è stato il primo sonoro a vincere l’oscar come miglior film.
Ne fu realizzata anche una versione muta poiché all’epoca molte sale non erano ancora attrezzate per i film sonori, nonostante i film cominciarono a “parlare” nel ’27, e nel ’29 si contavano già cinquanta musical. La canzone di Broadway fu il film più visto di quell’anno.

 

Questi sono i dieci titoli che ho scelto per rappresentare il cinema degli anni ’20.
Per quanto mi riguarda trovo il cinema di quegli anni molto meno appassionante dei decenni successivi, eccezion fatta per i capolavori di Chaplin e Keaton.
Come potete vedere da questa lista, infatti, i titoli migliori appartengono indubbiamente ai due registi succitati.
Voi che ne pensate del cinema degli anni ’20? Avete visto qualcuno di questi film?
Fatemelo sapere nei commenti.

Il nostro viaggio nei decenni del cinema non è ancora finito…
Ci sono ancora un bel po’ di bei film di cui parlare quindi… non perdetevi i prossimi post.

A presto…

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