Via-Col-Vento

Oggi parleremo di dieci film usciti negli anni ’30, ed è inutile dire che, anche questa volta, scegliere un solo titolo per anno è stata dura. Sono tantissimi i capolavori che hanno segnato la storia del cinema e che si fanno ricordare ancora oggi a distanza di ottant’anni. Prima di proporvi i film voglio spendere due parole sulla situazione cinematografica dell’epoca nei vari stati:
Negli anni ’30 il cinema sonoro si afferma completamente; in America il regista Frank Capra descrive il paese che tenta di risollevarsi dalla crisi. Gli Studios hanno il pieno controllo sullo star system; i divi del cinema vengono esaltati ma sono intrappolati in personaggi stereotipati. Gli attori vengono visti come vere e proprie divinità, basti pensare a Clark Gable, Greta Garbo, Douglas Fairbanks, Rodolfo Valentino. In Italia (come in Germania) il regime intuisce la potenza del mezzo cinematografico e lo usa come mezzo di propaganda.

Viene creato l’Istituto Luce, che si occupa principalmente di cinegiornali volti a elogiare il regime, e nel 1937 venne inaugurata Cinecittà. Vengono realizzati film di propaganda (si ricorda il regista Alessandro Blasetti come uno dei principali sostenitori del regime) e film di evasione, questi ultimi riconducibili al fenomeno del “Cinema dei telefoni bianchi”. Si tratta di pellicole che rifiutano qualsiasi problematica sociale che hanno alla base una storia d’amore con protagonisti agiati e fortunati, che creavano un’immagine di benessere che il regime voleva trasmettere dell’Italia. In Francia mancava un’industria cinematografica ben strutturata come quella italiana o americana, quindi ebbe luogo una maggiore sperimentazione. Si sviluppò così il realismo poetico francese rappresentato da registi come Julien Duvivier, Marcel Carné e Jean Vigo.

Dopo questa breve introduzione, vediamo i dieci film che ho scelto per rappresentare il loro anno di uscita.

1930) All’ovest niente di nuovo (di Lewis Milestone)

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Il film più importante dell’anno è senza dubbio questo capolavoro del cinema bellico. È uno dei film che hanno saputo esprimere, con grande forza, un messaggio pacifista e antimilitarista. Osteggiato dalle censure di tutta Europa, uscì in Italia soltanto nel 1956. Gli esponenti del partito nazista in Germania cercarono di bloccarne la visione lanciando topi morti in platea, durante l’anteprima. La sua forza sta nel realismo della regia, la spettacolarità delle scene di battaglia e il lirismo dei dialoghi. Vinse due premi Oscar: film e regia.
In quell’anno va ricordato il primo film sonoro italiano: La canzone dell’amore, di Gennaro Righelli, tratto da un soggetto di Pirandello.


1931) Frankenstein (di James Whale)

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Un film diventato un vero e proprio mito. Tra i numerosi remakes e adattamenti del romanzo di Mary Shelley, questo è sicuramente quello che più di tutti è entrato nell’immaginario collettivo (insieme alla parodia di Mel Brooks, Frankenstein Junior). Il volto di Boris Karloff fa parte ormai dell’iconografia cinematografica. È il primo adattamento del romanzo, quindi, e un capolavoro del cinema Horror che evita le immagini troppo cruente o gli effetti troppo facili in favore della scenografia e all’atmosfera gotica. Fu un grande successo e influenzò fortemente le successive pellicole del cinema horror.


1932) La Mummia (di Karl Freund)

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Anche quest’anno Boris Karloff interpreta un mostro memorabile; la mummia del sacerdote Imhotep. È il primo lungometraggio incentrato sul mito della mummia, ma non la prima trasposizione cinematografica. Prima di questa ci sono state un paio di incursioni da parte del cinema muto, che però erano perlopiù delle parodie, e nel 1918 Ernst Lubitsch diresse Gli occhi della mummia, un film muto di 63 minuti, che non rientra tra le opere migliori del regista tedesco.
È un film in linea con l’espressionismo tedesco, ed è diventato un classico della Universal.
L’ultimo remake risale al 2017 per la regia di Alex Kurtzman e con protagonista Tom Cruise.


1933) King Kong (di Merian C. Cooper ed Ernest B. Schoedsack)

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Un classico del cinema fantastico, soggetto a numerose imitazioni e rifacimenti. L’antico tema della bella e la bestia rivive in questa storia che vede al centro una bella attrice e uno scimmione gigantesco. Stupenda la scena finale ambientata a New York sull’Empire Stata Building.
Nel film compaiono anche diverse creature come dinosauri e insetti giganti.
È indubbiamente uno di quei film che ha contribuito a rendere grande il cinema.
Sempre nel ’33 uscirono L’uomo invisibile, Piccole donne, Zero in condotta, La guerra lampo dei fratelli Marx e uno dei capolavori della coppia Laurel e Hardy, Fra Diavolo.


1934) Accadde una notte (di Frank Capra)

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Questo classico di Frank Capra è stato il primo film a vincere i cinque premi Oscar maggiori (film, regia, attore e attrice protagonisti e sceneggiatura). Nonostante venga considerata come una delle più celebri commedie hollywoodiane di tutti i tempi, ebbe una produzione travagliata. L’attrice Plaudette Colbert non fu affatto felice di lavorare insieme a Gable, ed ebbe a dire che quello fu il peggior film che aveva mai fatto. La commedia, però, ebbe un grande successo di pubblico e contribuì a fare di Clark Gable un sex symbol.


1935) Riccioli d’oro (di Irving Cummings)

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È il film che ha reso la piccola Shirley Temple una star. La pellicola esce in una dei periodi più bui della storia americana, ovvero la grande depressione. L’America è devastata sia dal punto di vista finanziario che psichico. Questo film contribuì a dare speranza al popolo americano attraverso le vicende di due orfanelle che vengono sottratte dalla povertà grazie a un filantropo benestante.
Riccioli d’oro è un film intriso di buoni sentimenti ed eccessivamente zuccheroso, ma che nel bene e nel male è lo specchio di un paese che vuole risollevarsi dalla crisi diffondendo ottimismo.
Altri titoli prodotti quell’anno: Cappello a cilindro, Il club dei 39 (di Alfred Hitchcock), Darò un milione (di Mario Camerini) e La moglie di Frankenstein, sequel del capolavoro di quattro anni prima sempre diretto da James Whale.


1936) Tempi moderni (di Charlie Chaplin)

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Nonostante in America non abbia avuto un successo immediato, questo capolavoro di Chaplin fu il più alto incasso della stagione in Inghilterra. E l’immagine di Charlot intrappolato tra gli ingranaggi è diventata una delle immagini più celebri della storia del cinema. Specchio di una civiltà sempre più meccanizzata ed inumana, il film affronta i problemi sociali della modernità. Il film è ancora legato alla tecnica del muto, sebbene sia arricchito con rumori e qualche canzone. Tempi moderni procurerà a Chaplin una fama di “comunista” che lo seguirà a lungo, e venne bollato come sovversivo nella Germania nazista. Rimane uno dei più grandi capolavori di Chaplin.
Fu anche l’anno di Furia (di Fritz Lang) e È arrivata la felicità, che fece vincere a Frank Capra il suo secondo Oscar.


1937) Biancaneve e i sette nani (di David Hand)

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Primo e indimenticabile lungometraggio Disney. Un classico che nonostante gli anni continua a non perdere il suo fascino. È una sagace mescolanza di toni, dal comico al pauroso. Nel corso dei decenni è stato riproposto più volte nelle sale, sempre con grande successo. I sette anni continuano ad essere personaggi molto celebri e amati e di grande successo nel campo del merchandising.
Non il miglior film Disney, ma giustamente, uno dei più popolari e immortali. Si percepiscono una grazia e una delicatezza nei disegni oggi introvabili.


1938) La leggenda di Robin Hood (di Michael Curtiz e William Keighley)

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Tra i sei attori che hanno portato il celebre arciere sul grande schermo, probabilmente Errol Flynn è il più celebre. Forse contribuisce il fatto che per rivedere Robin Hood al cinema, dopo questo lungometraggio, bisognerà attendere 33 anni (L’arciere di fuoco, con Giuliano Gemma, del ’71), quindi in tutti quegli anni l’immagine del fuorilegge è stata legata a Errol Flynn. Il film propone gli elementi tipici delle pellicole di cappa e spada dell’epoca, e il clima goliardico ben si addice alle avventure dell’arciere e i suoi compagni della foresta. Questa versione di Robin Hood è considerata la migliore, forse perché tra tutte è quella che ha saputo cogliere meglio l’essenza del personaggio, lontana dai toni cupi del Robin Hood anni ’90 di Kevin Costner (film al quale sono molto legato), e ancora più lontano dal più recente Russell Crowe. Vincitore di tre Oscar: Scenografia, montaggio e colonna sonora. Gli altri film impedibili di quell’anno sono: Gli angeli con la faccia sporca, La città dei ragazzi, Il porto delle nebbie. Il primo a portare sul grande schermo Robin Hood fu Douglas Fairbanks nel 1922, e dopo Flynn toccò a Giuliano Gemma, Sean Connery (nel bellissimo Robin e Marian del ’76), Kevin Costner nel ’91 e Russel Crowe nel 2010.


1939) Via col vento (di Victor Fleming)

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Gli anni ’30 si concludono con uno dei grandi capolavori della storia del cinema. È il film hollywoodiano per eccellenza; la storia d’amore più appassionante dello schermo, nella cornice storica della guerra di secessione. Spesso si scherza sulla lunghezza di questo film (ben 230 minuti) ma la verità è che non c’è niente che non funzioni durante queste quattro ore. I protagonisti sono indimenticabili, i personaggi di contorno pure, la guerra è ben descritta e i paesaggi sono mozzafiato. La colonna sonora poi è qualcosa che ti toglie il fiato. È al primo posto della classifica per numero di spettatori paganti. Vincitore di dieci premi Oscar (record dell’epoca), tra cui: film, regia, attrice, attrice non protagonista (Hattie McDaniel, prima attrice di colore a vincere un Oscar).
Via col vento è un capolavoro che bisogna vedere almeno una volta nella vita.
Sempre nel ’39 sono usciti capolavori come: Il mago di Oz (sempre di Victor Fleming), Ombre rosse, Ninotchka, Alba tragica.

Dopo questo viaggio nel cinema degli anni ’30, siete d’accordo anche voi che il cinema di questo decennio sia stato particolarmente avvincente? Se siete d’accordo con le scelte che ho fatto fatemelo sapere nei commenti. Le vostre opinioni sono per me importantissime perché mi danno la possibilità di conoscere il vostro punto di vista e cogliere aspetti su questi film che mi sfuggono.
E ora, amici miei lettori, inizia la mia ricerca sui film degli anni ’20
Sono sicuro che ne vedremo delle belle anche lì.

A presto…

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