hook

Ci siamo. Dopo aver dedicato dieci post (più 1) alla musica, ora è giunto il momento di dedicare spazio alla mia prima passione: il cinema.
Inizialmente volevo intitolare questi post Dieci film in dieci giorni ma data la quantità di film importanti, ho deciso che dedicherò dieci post ai film che più hanno segnato la mia infanzia e poi ne farò altri sull’adolescenza.
Dieci film sono pochissimi, tenendo conto che nella mia videoteca, tra dvd e bluray, sono presenti più di 600 titoli, senza contare le videocassette in cantina e tutti i film che ho visto in questi anni, per questo è bene dividere tra Infanzia e adolescenza. Sono sicuro che una volta terminati questi post mi verranno in mente altri titoli quindi avrò un pretesto in più per tornare sull’argomento.

Il titolo con cui voglio aprire questa serie di post è un film che è rimasto nel cuore di tutti quelli che, come me, sono stati bambini negli anni ’90: Hook – Capitan Uncino.
Mettiamo subito in chiaro una cosa: obiettivamente questo film non è un capolavoro, anzi; presenta diversi difetti sia dal punto di vista narrativo che da quello produttivo.
Lo stesso Spielberg, regista del film, si è detto poco soddisfatto della riuscita del film, ma nonostante questo ha trovato un zoccolo duro di fan che ancora oggi lo adorano.
Complice il magnifico cast, su tutti il protagonista Robin Williams, che in quegli anni era l’eroe di tutti i bambini. L’attore preferito e il padre che ogni bambino avrebbe desiderato.

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Da sinistra Julia Roberts, Steven Spielberg e Robin Williams in un’immagine dietro le quinte.

Quando vidi il film la prima volta ero alle elementari, primi anni ’90; a quei tempi quando qualcuno ti chiedeva chi era il tuo attore preferito tutti rispondevano Robin Williams, mentre il regista più popolare tra noi bambini era senza dubbio Steven Spielberg; e in questa scelta, Hook ricopre un ruolo fondamentale.

Tornando al discorso dei difetti, il film ne ha molti: all’inizio l’attenzione è posta su Peter Pan cresciuto, che adesso fa l’avvocato e si chiama Peter Banning, e del suo rapporto complicato con i figli. Lui è un uomo d’affari che non rinuncia mai a rispondere al telefono, nemmeno durante la recita della figlioletta nella quale ha ottenuto il ruolo di Wendy Moira Angela Darling, in una trasposizione di Peter Pan. I cellulari vengono enfatizzati come fossero pistole nel Far West da estrarre alla stregua di John Wayne, simbolo del potere maschile di inizio anni ’90.

Robin Williams all’inizio appare un po’ goffo nel risultare un padre distante e manchevole; le cose cambiano nel rapporto con i Bimbi sperduti. Lì Williams appare completamente a suo agio.
Mezz’ora per entrare nel vivo della storia è un po’ eccessiva, ma scorre via piuttosto veloce.
E una volta entrati nell’isola che non c’è tutto cambia, e comincia lo spasso.

isola che non c'è
L’isola che non c’è

A livello scenografico il film appare un po’ troppo artificioso: l’isola che non c’è e la nave di Capitan Uncino vengono rappresentate in maniera un po’ troppo soffocante, ma questo passa in secondo piano grazie alla verve dei protagonisti e alle situazioni esilaranti.

Dustin Hoffman è gigantesco nel ruolo del pirata monco, fa paura ma è anche terribilmente divertente, specialmente quando vengono rappresentati i suoi tentativi fallimentari di suicidio.

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“Spugna… Spugna Ho testé avuto una sublime visione. I frammenti screziati della mia vita si sono ricongiunti a formare un completo e mistico tutto. LA MIA VITA E’ FINITA.”

L’indimenticabile Bob Hoskins è magnifico nel ruolo di Spugna, spalla del villain perfettamente autonoma, e Julia Roberts è un’eccellente Trilli, che quando assume dimensioni umane è più bella che mai.

Nel film compare anche Maggie Smith nel ruolo di Wendy invecchiata e ci sono dei cameo d’eccellenza come quello di Glenn Close nel ruolo di un pirata barbuto, Phil Collins nei panni dell’ispettore di polizia, mentre lo smemorato Tootles, che vive in casa con l’anziana Wendy è Arthur Malet, che i più ricorderanno per l’interpretazione del banchiere Mr. Dawes Jr. in Mary Poppins.

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“E’ giunta l’ora… di Spugnare.”

Un’altra curiosità: quando Trilli e Peter volano da Londra verso l’isola che non c’è si vede una coppia baciarsi sul ponte che si alza in volo grazie alla polvere di fata dispersa nell’aria.
I due sono interpretati da George Lucas e Carrie Fisher, rispettivamente regista e creatore di Guerre stellari e l’indimenticabile principessa Leia.

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George Lucas e Carrie fisher si alzano in volo nella bellissima Londra notturna.

Il film è dunque un’opera spartiacque nella carriera di Spielberg, e nonostante all’epoca non avesse “spaccato” al box office, come era lecito aspettarsi, negli anni è diventato comunque un gioiello. Tenendo conto che un film di Spielberg non può essere brutto, Hook è forse quello più problematico. Ma agli occhi di noi bambini, all’epoca, questi problemi non li vedevamo.

La scena in cui Robin Williams vola verso l’isola che non c’è sotto il commento musicale del grande John Williams, resta uno dei momenti più belli della storia del cinema perché ricorda appunto la nostra infanzia; e il sorriso di Robin Williams era quanto di più bello e rassicurante ci fosse all’epoca.

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Robin Williams riscopertosi Peter Pan vola verso l’Isola che non c’è.

Grazie a questo film Robin Williams divenne il mio eroe. Lo stesso anno di Hook (’91) uscì La leggenda del re pescatore, che io vidi quando fu trasmesso in prima tv presumibilmente nello stesso periodo in cui vidi Hook, e nonostante non fosse un film per bambini mi piacque molto.
Poi al cinema vidi Jumanji, Piume di struzzo, Flubber, Al di là dei sogni e Patch Adams, e in cassetta consumai i nastri di Mrs. Doubtfire e Jack, e Williams ogni volta si confermava essere il mio eroe.

Quando morì nel 2014, fu un duro colpo, per me e per molti che come me sono cresciuti con i suoi film. Perché un pezzo della nostra infanzia se n’era andato per sempre. Un pezzo fondamentale, uno dei più belli.
E la mia infanzia senza Robin Williams non riesco proprio a immaginarla.

grazie
“Grazie per aver creduto.”