ruggeri

Su Facebook sta girando questo simpatico giochetto che consiste nel pubblicare sulla propria pagina la copertina di dieci dischi (uno al giorno) che sono stati importanti nella nostra vita e in qualche modo utili alla nostra formazione musicale.

Si pubblica però solo la copertina del disco, accompagnato dal nome dell’artista, titolo e anno di pubblicazione. Nient’altro. Ed è un peccato perché a me verrebbe voglia di sapere che ricordi hanno i miei contatti con gli album in questione, quando li hanno acquistati, cosa hanno provato durante il primo ascolto e tante altre curiosità.

Per questo io ho deciso di partecipare a questo gioco non su Facebook, ma qui sul mio blog dove ho la possibilità di dilungarmi un po’ di più e raccontare qualche aneddoto.

C’è da chiarire subito una cosa: dieci dischi sono pochi data la quantità enorme di cd presenti nella mia collezione musicale, e poiché io ho dei gusti che rasentano la schizofrenia dal momento che passo da Springsteen a Zucchero, dai Pink Floyd ai Nomadi, è davvero difficile scegliere solo dieci album. L’ordine in cui li proporrò è assolutamente casuale, non ho voluto stilare una classifica perché non sono ancora in grado di farlo. C’è davvero troppa carne al fuoco nel mio bagaglio musicale.

Bene… possiamo cominciare:

Chi mi conosce bene tra i miei amici, parenti ma anche coloro che hanno avuto modo di leggere qualche mio articolo in cui parlavo di musica, sa bene che amo particolarmente il rock americano (Bruce Springsteen su tutti), nonostante nella mia playlist personale ci siano anche tantissimi artisti italiani, in particolare cantautori.
Quindi potrebbe risultare insolito il fatto di aver scelto l’album Antologia di Enrico Ruggeri per iniziare questa rubrica.

Il motivo è presto spiegato: si tratta del primo compact disc che mi fu regalato.
Ero in un negozio coi miei genitori, un pomeriggio del 2000, e tra i tanti album presenti in negozio pescai questo doppio cd di Ruggeri che attirò la mia curiosità. Di lui conoscevo una manciata di canzoni, una su tutte Peter Pan che mi faceva impazzire.
Ogni volta che ascoltavo Radio Italia speravo passassero quella canzone perché adoravo la musica, il testo e mi divertivano le rime.

Quindi uscii dal negozio con quel cd tra le mani e una volta salito in macchina insieme ai miei genitori iniziammo ad ascoltarlo. E ci fece da colonna sonora anche per i viaggi successivi poiché mio padre aveva da poco cambiato macchina e l’impianto stereo era provvisto di cd e non più di musicassette, e all’epoca di cd ne avevamo ancora pochi. Antologia credo fosse il mio primo cd personale che aprì le porte a una nuova era relegando ai giorni di ieri le numerose musicassette.

Quel disco (anzi quei due dischi) mi fecero scoprire alcune tra le più belle composizioni di Ruggeri.
Oltre alla già citata Peter Pan, che apriva le danze del primo cd, è doveroso ricordare gioielli come Notte di stelle (Questa notte è un messaggio che libero va, che prende coraggio e sorvola città).
Una bella melodia accompagnata da un testo poetico e di spessore come spesso ci ha abituati Ruggeri.

Sì perché la cosa che mi è sempre piaciuta di Ruggeri è che i testi sono quasi sempre di alto livello (a volte forse un po’ troppo colti, e quell’immagine quasi da professore che si è costruito forse lo tiene lontano da una fetta di pubblico), quindi l’ascolto non si limita solo alla musica ma è molto bello anche soffermarsi ad ascoltare bene i testi.

Tra le trenta canzoni che compongono i due cd ci sono alcune canzoni che non conoscevo e che ora trovo siano fondamentali nella carriera di Ruggeri:
Nuovo swing, Che temperamento, Polvere, L’amore è un attimo, L’altra madre, Rien ne va plus, Poco più di niente, Senorita, Il futuro è un’ipotesi, Ti avrò, Il portiere di notte e poi la famosissima Mistero e la sublime Il mare d’inverno che fu portata al successo da Loredana Bertè.

Queste erano le canzoni che mi entrarono subito nel cuore e divennero parte fondamentale del mio bagaglio musicale. Alcune altre canzoni ho faticato a capirle subito e non mi convincevano pienamente a livello musicale, ma direi che i titoli che ho citato sopra possano bastare per offrire un’idea del talento di Ruggeri.

Da quel momento ho sempre seguito con interesse il cantautore milanese, anche se stranamente non ho mai acquistato i suoi vecchi album di inediti; gli unici due che ho acquistato sono Gli occhi del musicista, del 2003 e La ruota del 2010.
Il primo trovo sia un album stupendo con sonorità folkeggianti e testi che sono dei piccoli romanzi.
Il secondo invece uscì dopo la partecipazione a Sanremo col brano La notte delle fate, e devo confessare che mi sono limitato soltanto a un paio di ascolti e a parte un paio di canzoni non mi ha lasciato il segno.

Antologia, dunque, è stato il mio primo cd.
E mi sembrava doveroso iniziare questo percorso con questo cd che ha un posto di rilievo tra i miei ricordi.

Consiglio a tutti l’ascolto di questo album se non conoscete a fondo Enrico Ruggeri; un cantautore di talento talvolta sottovalutato, e grande talento compositivo.

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