Spider-man: Homecoming – Il giocattolo Marvel continua a funzionare

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Il nuovo capitolo dell’Uomo ragno funziona per diversi motivi: il primo in assoluto è il cattivo.
In questo film assistiamo a quella che è probabilmente la presentazione del cattivo più veloce della storia del cinema; infatti vediamo Michael Keaton da capo cantiere in fallimento diventare l’Avvoltoio ancora prima che compaia il titolo del film.

Ho trovato geniale offrire la primissima inquadratura proprio a Michael Keaton, che con il suo ghigno da Beetlejuice nei vestiti di un operaio che deve pensare a mantenere la propria famiglia riesce a rendere l’Avvoltoio un cattivo interessante ma in certi momenti ti viene quasi da dire “Capisco il suo punto di vista”.

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Michael Keaton nei panni di Adrian Toomes/Avvoltoio

Un altro aspetto positivo del film è la comicità: Spider man: Homecoming è praticamente un film comico, con tempi comici perfetti e impeccabili e situazioni esilaranti e imprevedibili, ben dosate tra tutti i personaggi, dal protagonista ai compagni di liceo fino ai cattivi.

Una cosa da non fare durante la visione del film è pensare allo Spider man di Sam Raimi: io durante tutto il primo tempo ho continuato a pensare con nostalgia a Spider man 2 e continuavo a ripetermi “No, non ci siamo. Non ci siamo proprio”. Pensavo alle inquadrature, al Dottor Octopus del magistrale Alfred Molina, specialmente la scena che lo vede arrampicarsi sul grattacielo dopo la rapina in banca. E soprattutto (piccola parentesi) pensavo a quanto ero felice e spensierato nel 2004 mentre frequentavo le superiori, ma questo è un aspetto puramente personale che non ha niente a che vedere con il film, ed è meglio che mi fermo qui perché se lascio venir fuori il nostalgico che c’è in me non finisco più.

Quindi…sgombrate la mente e godetevi il nuovo giocattolino della Marvel, che proprio come Civil war funziona alla grande.
Finalmente non vediamo città distrutte che si ergono da terra, anzi la cosa bella del film è che tutto è ambientato nella città di Peter Parker, e il cattivo non ha ambizioni che lo porteranno a conquistare il mondo ma al massimo creare qualche danno alla città; e anche questo è un aspetto ultimamente insolito nei film Marvel.

Una cosa che potrebbe far storcere il naso a qualcuno è l’eccessiva influenza di Tony Stark.
Nonostante nel film il personaggio interpretato da Robert Downey Jr. si veda poco, la sua influenza si sente nell’aspetto narrativo, e soprattutto grazie ai numerosi gadget tecnologici che troviamo nel film; uno su tutti è la tuta di Spider man dotata di server parlante che ricorda molto da vicino il Jarvis di Iron Man.
Divertente però l’idea di far doppiare l’assistente vocale della tuta a Jennifer Connely, moglie di Paul Bettany voce di Jarvis.

Senza fare paragoni col passato, il nuovo Spider man si inserisce perfettamente nell’universo Marvel, e Tom Holland se la cava perfettamente nei panni del nerd emarginato, senza l’aspetto eccessivamente “sfigato” di Tobey Maguire e neanche l’eccessiva statura di Andrew Garfield (che comunque era un buon Spider man).

Rivedremo l’Uomo ragno in azione l’anno prossimo insieme agli Avengers.
E noi non mancheremo all’appello.

Quest’aura da eroe springsteeniano della classe operaia mi piace”. (Tony Stark)

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