Clint Eastwood tra il 1993 e il 2004

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Clint Eastwood ha iniziato la sua carriera registica con Brivido nella notte (Play Misty for me) nel 1971, stesso anno del primo episodio della serie dell’ispettore Callaghan. Da qualche anno era già entrato nell’immaginario collettivo grazie a Sergio Leone e alla Trilogia del dollaro, in cui la figura del pistolero silenzioso con sigaro e poncho l’avrebbe inserito tra le icone cinematografiche del novecento; mentre alla fine degli anni sessanta era iniziata la collaborazione con quello che, insieme a Leone, sarebbe stato il suo maestro: Don Siegel, che lo ha diretto appunto nel primo episodio della serie Dirty Harry e altri titoli.

Lo stile registico asciutto ed essenziale di Eastwood ha fatto sì che egli venisse definito come l’ultimo dei registi classici americani; e se tra gli anni settanta e ottanta ha saputo offrire pellicole pregevoli come Il texano dagli occhi di ghiacchio, L’uomo nel mirino, Gunny e Bird, è invece nel 1992 che ottiene la definitiva consacrazione registica con quello che forse è l’ultimo capolavoro western: Gli spietati. Film che gli valse quattro premi oscar, tra i quali miglior film e miglior regia, e un successo unanime di pubblico e critica.

Da questo momento il ruolo di Clint Eastwood regista assume un pregio maggiore, e sebbene tra il 1993 e il 2004 abbia proposto pellicole che non sempre gli hanno garantito ottime performance al botteghino, non si può certo dire che esse si siano rivelate anonime.
L’anno dopo de Gli spietati uscì nelle sale Un mondo perfetto, con Kevin Costner nei panni di un ladro e lo stesso Eastwood nel ruolo di un ranger. Seppur di successo inferiore alla pellicola precedente, il film ebbe comunque un buon incasso, confermando il momento d’oro della carriera del lanciatissimo Costner e la garanzia di qualità offerta dalla regia di Eastwood.
Io personalmente ho sempre amato alla follia questo film, e ogni tanto sento il bisogno di rivederlo.
Amo il modo in cui viene descritta la psicologia dei personaggi e il rapporto di affetto che si instaura tra il delinquente Costner e il bambino preso in ostaggio che trova il suo apice nel triste epilogo.

Due anni dopo, nel 1995, Eastwood fa ancora centro al botteghino con una pellicola insolitamente romantica: I ponti di Madison County, in cui l’attore regista viene affiancato da una bravissima Meryl Streep (che ottenne una nomination all’oscar come migliore attrice poi andato a Susan Sarandon per Dead man walking).
Nonostante il genere romantico non sembrasse trovarsi nelle corde dell’ex pistolero dagli occhi di ghiaccio, il film convinse tutti, sia critica che pubblico e ad oggi è considerato tra i cento migliori film romantici della storia.

Nei quattro anni successivi Eastwood dirige film minori, ma non per questo meno interessanti, che però non troveranno la stessa fortuna in termini di incassi.
Nel 1997 dirige e interpreta Potere assoluto in cui divide la scena con Gene Hackman a quattro anni di distanza da Gli spietati. Nel film Clint Eastwood è un ladro che assiste a un omicidio da parte del presidente interpretato da Hackman. Il film è un onesto thriller che si lascia guardare con grande piacere, ben diretto e ottimamente interpretato. Nonostante la pregevolezza degli attori, a cui si aggiunge la presenza del sempre grande Ed Harris, il film non ebbe molto successo riuscendo a malapena a recuperare i 50 milioni spesi per realizzarlo.

Nello stesso anno si occupa esclusivamente della regia di quello che forse è considerato il film minore della sua filmografia da regista: Mezzanotte nel giardino del bene e del male, thriller dall’impostazione teatrale interpretato da Kevin Spacey e John Cusack. Film non particolarmente memorabile ma che riesce comunque a risultare interessante nonostante le due ore e mezza abbondanti.

Nel 1999 dirige e interpreta Fino a prova contraria, pellicola anch’essa considerata tra le prove minori. Il film in realtà è un buon thriller che vede Eastwood nel ruolo di un giornalista convinto dell’innocenza di un ragazzo di colore accusato di omicidio e condannato a morte. Anche questa volta l’esito al botteghino è deludente: 16 milioni di incasso a fronte dei 55 spesi nella realizzazione.

Nel 2000 il nostro ritrova il successo di pubblico con quello che sicuramente è il film più divertente della sua carriera: Space cowboys. Nel film Eastwood interpreta praticamente lo stesso ruolo, un uomo incazzato e rude, ma l’intuizione che ha fatto la fortuna di questo film è nel dividere la scena con tre vecchie glorie quali Tommy Lee Jones, Donald Sutherland e James Garner.
L’alchimia tra i quattro vecchietti rende il film spassoso e godibile. Il film ha incassato più delle due precedenti pellicole messe insieme.

Nel 2002 torna al genere poliziesco con Debito di sangue, tratto da un romanzo di Michael Connelly. Qui l’attore regista interpreta un detective dell’FBI che, a seguito di un infarto, subisce un trapianto di cuore dopodichè decide di occuparsi dell’omicidio della donna che gli ha donato il cuore. Nonostante ci fossero tutti gli ingredienti per un buon successo, il film ha deluso le aspettative trovando una tiepida accoglienza da parte della critica e uno scarso successo di pubblico.

Bisogna aspettare l’anno successivo (il 2003) per vedere Clint Eastwood tornare alla ribalta in qualità del grande regista che è sempre stato, grazie al capolavoro Mystic river.
Il film, tratto da un romanzo di Dennis Lehane, trova il suo punto forte nella superba recitazione del trio di attori composto da Sean Penn, Tim Robbins e Kevin Bacon, i primi due vincitori dell’Oscar rispettivamente in qualità di miglior attore e miglior attore non protagonista.
Nel film troviamo anche un cameo di Eli Wallach, che aveva lavorato con Eastwood 37 anni prima nell’indimenticabile Il buono il brutto e il cattivo.
Mystic river viene acclamato dalla critica e ottiene un buon successo di pubblico e si rivela essere l’inizio di un periodo di forte ispirazione creativa per il regista, che da qui in poi difficilmente sbaglierà un colpo, come confermano i quattro oscar principali ottenuti l’anno dopo con l’indimenticabile Million dollar baby e quello che forse è considerato il suo capolavoro assoluto del nuovo millennio: Gran Torino, uscito nel 2008.

Clint Eastwood in questi giorni è tornato agli onori della cronaca grazie all’uscita del nuovo film Sully, interpretato da Tom Hanks che vedremo sui nostri schermi dall’1 dicembre; in America è già uscito e si è rivelato un buon successo. Nei mesi scorsi è stato una delle poche star di Hollywood che si è schierato, non a sorpresa, a favore di Donald Trump, nuovo presidente eletto.

Da sempre di fede repubblicana, Eastwood ha talvolta trattato nei suoi film temi insolitamente progressisti e contro corrente rispetto a un modo di pensare tipicamente conservatore; come ad esempio l’eutanasia in Million dollar baby e l’assurdità della pena di morte in Fino a prova contraria.

Tra la consacrazione de Gli spietati e la rinascita creativa di Mystic river è passato un decennio, e abbiamo visto che in questo periodo il nostro ha proposto pellicole, alcune minori, sempre interessanti e degne di attenzione. E soprattutto abbiamo avuto la conferma di come Clint Eastwood meriti a pieno titolo di essere definito come l’ultimo grande regista classico americano.

Un altro decennio è passato dalla notte in cui Million dollar baby trionfò alla notte degli oscar, e fino ad oggi la filmografia dell’ex ispettore Callaghan si è arricchita ulteriormente con pellicole pregevoli, talvolta controverse ma pur sempre di ottima fattura.
Ma questa è un’altra storia, e forse ne parleremo più avanti.

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7 comments

  1. Non amo Eastwood, non mi piaceva il tipo di personaggio e di cultura che interpretava, “Un mondo perfetto” l’ho apprezzato ma lui continuo a sentirlo lontanissimo da me; gli altri film da lui diretti non li ho visti, ogni tanto penso che forse dovrei (e il tuo bell’articolo contribuisce a questo) ma alla fine nessuno mi attira più di tanto, nemmeno I Ponti di Madison County, nonostante la mia stima per Meryl Streep. Vedremo…

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    1. Se non ti fa schifo il genere western ti consiglio di guardare almeno Gli spietati. È un gran film ottimamente interpretato oltre che da Clint, da Gene Hackman, Morgan Freeman e Richard Harris che qui ha un ruolo davvero brillante. È un film che riflette sulle radici americane fondate sul sangue, ed è bello vedere come il cattivo del film forse è meno cattivo di quello che dovrebbe essere il buono. Altrimenti, stando sempre tra il ’93 e ’04 ti consiglio Space cowboys che è molto divertente.

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