Una pessima caduta di stile (Luciana Littizzetto e quella gaffe sulle aperture domenicali dei centri commerciali)

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Domenica sera guardando Che tempo che fa, ormai storica trasmissione condotta da Fabio Fazio su Raitre, ho assistito al siparietto di Luciana Littizzetto, che da anni arricchisce il programma con la sua satira politico-sociale senza andare troppo per il sottile, tra punzecchiature e tirate d’orecchie.
Spesso trovo interessanti e arguti i suoi monologhi, condivisibili o meno ma quasi mai banali.
Il suo intervento di domenica sera, invece, mi ha lasciato piuttosto con l’amaro in bocca.

Facciamo un breve passo indietro: qualche domenica fa Gianni Morandi, nuovo eroe social, postava su Facebook una foto che lo ritraeva al supermercato; e il popolo del web è andato su tutte le furie criticando il ragazzo di Monghidoro per essere complice delle aperture domenicali dei centri commerciali. Ebbene sì, il popolo del web, o meglio Webeti come li definirebbe Mentana sono fatti così: quando una questione è posta in un contesto troppo grande decidono di dare la colpa a quel poco che riescono a vedere. Gianni Morandi va a fare la spesa? È colpa sua e di quelli come lui se i commessi devono lavorare di domenica. Il decreto del governo Monti sulla liberalizzazione degli orari degli esercizi commerciali? No, non è un’argomentazione valida da portare in un dibattito sui social. Meglio puntare il dito contro qualcuno riconoscendo un unico colpevole.

Da qui prende forma l’intervento di Luciana Littizzetto. L’attrice torninese è partita da questo piccolo fatto verificatosi su Facebook e ha tenuto il suo monologo; questa volta però ha toppato alla grande. E lo ha fatto in una maniera talmente becera e qualunquista che sembrava uscita dai peggiori post filo-grillini, con battute già sentite come: “Se dobbiamo chiudere i centri commerciali la domenica allora aspettiamo il lunedì ad ammalarci per non chiamare l’ambulanza di domenica”. Oppure “Pensiamo anche ai bar, i ristoranti e anche NOI che siamo qui di domenica”.
Quando ha detto NOI ho seriamente provato vergogna per lei. Posso comprendere il qualunquismo con il quale mette sullo stesso piano i centri commerciali coi ristoranti, ma per lo meno poteva avere l’umiltà di non mettere nel gruppo quelli che come lei “lavorano” in televisione di domenica.

Leggendo tra i vari post su Facebook che trattano l’argomento trovo sempre chi dice che invece di pensare solo ai supermercati bisogna pensare anche ai bar, ristoranti e cinema: e mi meraviglio dell’ignoranza e pressapochismo che si cela dietro questi commenti.
Fino a pochi anni fa le aperture domenicali dei centri commerciali erano limitate, mentre il discorso è sempre stato diverso per bar, ristoranti ecc.
Ed è sempre stato così, perché si tratta di attività che traggono maggior profitto proprio nei weekend, ed è assurdo pensare che un ristorante tenga chiuso di domenica; stesso discorso per i cinema. E se così fosse andrebbe a discapito dell’esercente, che comunque ha tutta la libertà per decidere cosa fare del suo esercizio. Ma non si possono mettere i centri commerciali sullo stesso piano, perché fare la spesa è una necessità alla quale si può provvedere con ben sei giorni a disposizione, mentre andare al ristorante è un piacere, e non penso proprio che i clienti facciano più spesa grazie a un’apertura in più. Può essere comodo, certamente. Può anche essere piacevole andare a fare un giro per i negozi di domenica piuttosto che andare in settimana di sera dopo il lavoro. Ma è davvero una necessità? Per anni e anni siamo andati avanti a fare la spesa tra il lunedì e sabato, e mi pare che ce la siamo sempre cavata bene. Non ci sono stati moti rivoluzionari affinché venissero introdotte le aperture domenicali, quindi si tratta di un’abitudine che è stata indotta: da quando hanno voluto liberalizzare le aperture domenicali molte persone hanno cambiato abitudini, ma non si tratta di una necessità che giaceva in noi. Siamo stati abituati così. Quindi la colpa non è di chi va a fare la spesa di domenica, ma a chi ha deciso di abituarci a farla di domenica.

Quindi, d’accordo che fare la spesa nei giorni festivi è comodo per molti, e talvolta anche più rilassante; ma talune volte bisognerebbe guardare anche l’aspetto umano e pensare a chi ci lavora nei supermercati.
A un genitore che si alza la domenica mattina e deve spiegare a suo figlio che quella domenica non la passerà con lui, e che invece sarà di riposo un qualsiasi mercoledì, quando il bambino è a scuola e quel giorno di riposo non servirà per godersi la famiglia.
Chi lavora in un bar o ristorante mette in preventivo fin da subito che dovrà lavorare nei weekend, ed è così da quando queste attività sono state create.

Quindi per favore non mettetemi mai MAI più sullo stesso piano un ristorante o un cinema con un fottutissimo supermercato.

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