C’era una volta il west – tra i 5 film più belli della storia

cera_una_volta_il_westNon ho mai stilato una classifica dei miei dieci film preferiti. Dentro di me vige una sorta di insicurezza che mi rende impossibile prendere una decisione ferma e sincera verso una questione di così vitale importanza; ma se dovessi scegliere dove collocare C’era una volta il west, se non tra i primi tre posti, di sicuro lo metto tra i primi cinque. Sicuro, sicuro, sicuro.
Per un semplice motivo: questo film è cinema.

In molti momenti della mia vita ho pensato che Il buono, il brutto, il cattivo fosse il mio film preferito in assoluto. Quel film possiede quelle peculiarità che non ho mai più ritrovato in altri film. La storia che, a differenza di altri western, è più arricchita e meno banale, l’interpretazione memorabile anche delle comparse che appaiono per pochi secondi, la colonna sonora, le idee registiche, tutto. C’era una volta il west invece non ha lo stesso ritmo de Il buono, il brutto, il cattivo, e in alcuni momenti potrebbe anche annoiare; non ha una trama altrettanto ricca, anzi è sicuramente meno impegnativa. Ma a livello registico lo trovo insuperabile.
Per non parlare della colonna sonora del maestro Ennio Morricone che trovo sia una delle cose più belle mai partorite nella storia dell’umanità. Insieme al commento musicale di Mission, è forse la più riuscita in assoluto.
È semplicemente emozionante sentire quella musica che parte in un determinato momento della storia, quando non succede niente oppure quando un personaggio dice una certa battuta e ha un certo sguardo. Anche qui i protagonisti sono tutti memorabili:

Charles Bronson interpreta Armonica, un pistolero silenzioso in cerca di vendetta che parla poco e accompagna sempre la sua entrata in scena col suono della sua inseparabile armonica.
Claudia Cardinale nel ruolo della vedova Jill McBain, ha regalato con la sua bellezza iconografica e le forme abbondanti un ruolo indimenticabile. Basta pensare all’immagine di lei affacciata al finestrino di un treno e credo che a tutti noi ritorni in mente quella scena scolpita nella storia del cinema. Un sorriso e uno sguardo come non se ne sono visti mai più in tutto il cinema.
Jason Robards, attore semisconosciuto in Italia, qui ha un ruolo pazzesco. Un personaggione chiamato Cheyenne che ha il pregio di pronunciare alcune delle battute migliori del film.
E infine quello che io reputo uno dei cattivi migliori della storia del cinema: Henry Fonda, nel ruolo di Frank, un sicario spietato.

Si racconta che il primo giorno di riprese Henry Fonda si sia presentato con delle lenti a contatto scure, per incutere più timore, ma Sergio Leone si oppose a questa sua scelta perché voleva che il cattivo del suo film avesse un aspetto spiazzante. Gli occhi azzurri di Fonda dovevano creare un contrasto con la natura spietata del suo personaggio; e credo sia stata una decisione geniale.

Leone con la sua regia inimitabile ci regala alcune scene di un fascino e magnetismo incredibile.
La scena in cui Armonica ricorda l’uccisione del fratello maggiore, per opera dell’allora già crudele bandito Frank, che costrinse il giovane Armonica a tenere sulle proprie spalle il fratello mentre questi si trovava appeso a una corda. Durante il film, Armonica ricorda spesso quel momento, e nei ricordi si vede una figura sfocata che avanza verso di lui. Alla fine la figura prende forma e troviamo lo sguardo di ghiaccio di Henry Fonda. Ecco, quella è una scena che trovo davvero magnetica, da brividi.
Il duello finale, quando Frank ormai morente chiede un’ultima volta ad Armonica di svelargli la sua identità, questi anziché rispondere gli mostra la sua armonica e gliela infila tra i denti lasciandolo morire.

Dopo la trilogia del dollaro composta da Per un pugno di dollari, Per qualche dollaro in più e Il buono, il brutto, il cattivo, Leone con C’era una volta il west inaugura la trilogia del tempo composta dagli altrettanto memorabili Giù la testa e C’era una volta in America. Con questi titoli ho citato tutta la filmografia da regista di Sergio Leone, tranne l’opera d’esordio Il colosso di Rodi, e come potete giudicare da voi si tratta di una filmografia stupenda e impeccabile.

La mia insicurezza di fondo mi impedisce ancora di decidere quale sia il miglior regista in assoluto, ma di una cosa son sicuro: Sergio Leone è, secondo me, il miglior regista italiano di tutti i tempi.

Buona visione.

  • Ho visto tre spolverini proprio come questi tempo fa. Dentro c’erano tre uomini. E dentro agli uomini tre pallottole. (Armonica)
  • Armonica [consegnando Cheyenne allo sceriffo]: La taglia su Cheyenne è 5000 dollari, giusto?
    Cheyenne: Giuda s’è accontentato di 4970 dollari in meno.
    Armonica: Non c’erano i dollari allora!
    Cheyenne: Già, ma i figli di puttana sì.
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7 comments

    1. Che tra l’altro non so come si pronunci 🙂
      Ad ogni modo Il colosso di Rodi è il suo film più sottovalutato (e in una filmografia così ci sta) ma è uno dei peplum meno banali e il suo stile prometteva già grandi cose.

      Mi piace

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