Vita privata

violazione-della-privacy

Da qualche parte in un futuro non troppo lontano

Il ragazzo entrò in un bar a bere una coca, per ingannare un po’ il caldo di quel pomeriggio di agosto in periferia. Era anche curioso di sapere se almeno nei bar ci fosse anima viva a differenza della città che era praticamente desolata. Appoggiato al banco, sentì una voce da dietro chiamare:

“Alessà… hey Alessà sei tu?” era un signore di mezza età seduto ad un tavolo insieme ad altri due signori con birre in mano. Il ragazzo timidamente si avvicinò: “Sì sono io”
“Dio, quanto sei cresciuto. Forse non ti ricordi di me, sono Pietro un vecchio amico di tuo padre. Caspita, sei proprio cresciuto. Guardate che bel ragazzo” disse ai suoi amici mentre questi ridevano con le birre in mano e le facce rosse, appoggiati al tavolo coperto da una tovaglia a scacchi ruvida con chiazze un po’ sbiadite del rosso della casa.
“Mi scusi signore, ma io non credo di conoscerla”.
“Hai ragione, forse l’ultima volta che ti ho visto di persona eri ancora nel passeggino. E pure tuo padre non lo vedo da anni. Però so tutto di te, sai? ho visto quando hai mosso i primi passi, la comunione, il primo costumino di carnevale. Ti ho seguito passo dopo passo. Pure le pagelle, eri un genio in italiano. Mio figlio purtroppo non è mai andato oltre il 6, ma tu eri davvero forte”
Il ragazzo si sentì girare la testa, divenne cosi bianco in volto che quasi si poteva vedere cosa c’era dietro di lui. Si mise una mano sulla pancia e stropicciò un po’ la maglietta. Non era nudo come pensava di essere. Un pulcino rimasto senza piume circondato da galli starnazzanti.
“S..signore, ma lei come fa a sapere tutte queste cose, perfino le pagelle…”
“Ragazzo mio…io e i tuoi genitori siamo amici su Facebook. Hai presente vero?”

Dopo un po’ il ragazzo uscì dal bar, confuso e spaesato. Pensava ai suoi genitori e uno strano sentimento stava crescendo dentro di lui. Una cosa strana, che non aveva mai sentito prima. Quella sera li avrebbe visti, ma una parte di lui avrebbe voluto scappare. Pensava che forse, anzi sicuramente avrebbe dovuto parlare loro in privato.
In privato…doveva solo capire come.

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