X-men Apocalisse – il primo grande tonfo dei mutanti

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Anno ricco per i mutanti di casa Marvel, dopo lo strepitoso successo dell’irriverente Deadpool ecco tornare a pochi mesi di distanza gli X-men nuovamente diretti da Bryan Singer, regista di quattro delle sei pellicole dedicate ai mutanti. Sono sedici anni ormai che ci siamo affezionati al professor Xavier & co. seguendo le loro avventure con devozione (stando agli incassi) e se la nuova trilogia iniziata meravigliosamente con l’ottimo X-men L’inizio prometteva di regalare nuova linfa ai personaggi creati da Stan Lee, non si può di certo dire che la saga sia proseguita nel migliore dei modi, anzi.

Due anni fa X-men Giorni di un futuro passato aveva mostrato i primi segni di stanchezza, nonostante il ritorno alla regia di Singer; ad ogni modo ci veniva proposta un’avventura tutto sommato godibile ideale per passare un paio d’ore senza pensieri. Con questo nuovo episodio X-men Apocalisse assistiamo ad un vero e proprio crollo dell’immagine dell’intera saga.

Per cominciare: l’inizio non è coinvolgente come Giorni di un futuro passato, nel quale lo scontro con le Sentinelle si rivelava essere il punto migliore del film. Qui ci viene presentato Apocalisse, il primo dei mutanti nato nell’antico Egitto. Dopo i primi cinque minuti di azione piomba la noia totale.

Per quaranta minuti buoni il film si trascina senza proporre momenti interessanti: non un dialogo brillante, non una sequenza che sappia catturare l’attenzione, niente. Le mie palpebre sono state messe seriamente a dura prova, e se non fossi stato seduto nell’ultima fila lo spettatore dietro di me avrebbe potuto vedere la mia testa inclinarsi delicatamente per poi scattare repentinamente sull’attenti facendo finta di niente.

Poi comincia l’azione, che a livello di intrattenimento risulta pur sempre godibile ma non basta; anzi qui viene la nota dolente: quanti spettatori sentono ancora l’esigenza di vedere città che si sollevano e ponti colmi di automobili spezzati in due? Non credete che tutto questo sia già stato visto dopo Avengers e Il cavaliere oscuro? Dato che le Major hanno optato per la soluzione del continuity, in cui tutte le storie Marvel sono in qualche modo collegate tra di loro, a lungo andare far vedere città che vengono rase al suolo può mostrarsi una decisione che, per quanto spettacolare, rischi di mostrare la corda e snaturare la natura stessa delle storie. Fossero film a sé sarebbero giustificabili, ma così sorge qualche dubbio.

Altra nota dolente è l’approfondimento psicologico dei personaggi: qui nessun’azione dei personaggi rimane impressa, e il percorso dei vari mutanti compie un passo indietro rispetto alle avventure precedenti.
Singer ha dovuto lavorare su un nutrito gruppo di mutanti, ed è sempre difficile conciliare le storie personali di personaggi tanto importanti, ma aveva dalla sua il fatto che si trattava di figure che il pubblico conosce bene e che ha imparato ad amare nel tempo, vantaggio di cui non godeva Zack Snyder al timone di Batman V Superman. Quindi le azioni dei mutanti in questo episodio non rimangono per niente impresse. Michael Fassbender è sempre ottimo nel ruolo di Magneto, ma non fa niente di memorabile a differenza del primo episodio della nuova trilogia (basta ricordare la scena in cui uccide due vecchi nazisti in un bar), e Xavier e Mystica, due tra i personaggi importanti risultano totalmente anonimi.

Ancora una volta, dopo Giorni di un futuro passato, i due minuti più divertenti del film spettano a Quicksilver. Singer deve volere un gran bene a quel personaggio per regalargli momenti così spettacolari e divertenti. Anche il cameo di Wolverine è spettacolare ma tutto sommato trascurabile; molto meglio la comparsata in X-men L’inizio, brevissima ma azzeccata.

Concludendo posso dire che arrivati a questo punto sembra che gli X-men non abbiano più niente da dire, quando invece di materiale ce ne sarebbe a sufficienza per girare ancora decine di storie.
Penso che la soluzione migliore sia tornare a una dimensione più intima, o tuttalpiù meno catastrofica.
Perché di catastrofi, tra città sollevate e alieni che vogliono radere al suolo l’umanità ne abbiamo già viste troppe. Quando da bambini leggevamo i fumetti cosa ci colpiva di più? Cosa ci faceva stupire? Il carisma di un personaggio, il potere del bene sul male, la voglia di essere come quel tale supereroe e di avere i suoi poteri per risolvere i nostri problemi: la voglia, insomma, che quell’universo potesse diventare reale, come era vivo nella nostra immaginazione. Se questi elementi vengono a mancare in un cinecomic allora si può considerare un’operazione completamente fallita.

P.s. Non ho capito come mai abbiano scelto di far compiere a Apocalisse (il cattivo della storia) uno dei gesti più sensati di tutta la storia dei cinecomic: ovvero, far sparire le testate nucleari dalla faccia della terra.
Davvero un mutante d’altri tempi.

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9 comments

  1. Condivido al 300% la tua rece, sono d’accordo con quanto detto e penso che tu abbia ragionissima su ogni singolo elemento andato storto in questo film. Solo che a me è piaciuto 😀
    I problemi sono evidenti, è veramente difficile promuovere il film considerando non solo l’opera in se ma anche i capitoli precedenti [costruiti decisamente meglio]. Però non so, nonostante tutto, il film me lo sono goduto, è uno di quei casi in cui ci mettono dentro tanto di quel fanservice da oscurare completamente le cose negative del film. E io mi sa che ci sono cascato con tutti i piedi 😀

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  2. D’accordo a metà. Il lavoro fatto sui personaggi secondo me è riuscito. Non solo ho apprezzato questa finestra sul passato per mostrare le origini di Tempesta o il primo incontro tra Jean e Scott, ma mi sembra che alcuni di loro vengano fuori piuttosto bene.
    Quanto ad Apocalisse, non è il nemico degno di un capitolo conclusivo. Erano meglio le Sentinelle, ed era meglio evitare tutto quello che Apocalisse si è portato dietro, compresa la catastrofe. Quello è il punto più debole del film. Quindi sì, sarebbe meglio tornare a una dimensione più intima, come hai detto tu. Solo che mi sembra poca cosa rispetto a tutto il resto, in fondo anche lì ho apprezzato l’evoluzione dei personaggi. Che ci possa fà, a me è piaciuto 🙂

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  3. E’ un film fracassone e senza alcuna drammaticità, a questo giro gli sceneggiatori hanno esaurito idee e battute. A raccontare sempre la stessa storia – cambiando solo il nome dei personaggi – alla fine stanca. Inoltre dov’è il fascino del “cattivo” di turno? Ogni personaggio deve avere almeno una caratteristica che lo renda “empatico” con lo spettatore, se manca, il personaggio resta piatto… a due dimensioni… non viene fuori dallo schermo, Apocalisse è piatto in tutto. E porta giù tutto il film.

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    1. Concordo pienamente. Oscar Isaacs è un ottimo attore ed è riuscito solo in parte a colmare le lacune di una sceneggiatura troppo superficiale. Per il resto non mi è rimasto niente. In X-men l’inizio c’erano dei momenti spettacolari a livello registico e Kevin Bacon era un signor cattivo. A questo punti spero torni Matthew Vaughn in futuro.
      Grazie per il commento; )

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