The Essential Bruce Springsteen – La raccolta definitiva (con sorprese)

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…continua il nostro viaggio alla scoperta della discografia di Bruce Springsteen. Quest’oggi parliamo di una bella raccolta di canzoni uscita nel 2003, un bel triplo cd dal titolo The Essential Bruce Springsteen.
Molti celebri cantanti arrivati a un certo punto della loro carriera hanno pubblicato i loro successi in album che fanno parte della serie Essential, ma chiaramente il boss ha voluto fare le cose in grande, e oltre a offrire due cd con i pezzi del suo repertorio ha voluto aggiungere un terzo cd con inediti e rarità.
Una vera manna per i fan non ancora sazi del cofanetto quadruplo Tracks, poiché è ben risaputo che Springsteen ha sempre scritto una valanga di canzoni che non sono finite negli album e che molti brani sono ancora nel cassetto: quindi ecco trovato un buon metodo per avvicinare nuovi fan dando loro un’idea del repertorio del rocker, e offrire ai fan un buon pretesto per acquistare l’album; e quel pretesto sono gli inediti del terzo cd.

A differenza del Greatest hits del 1995, che nonostante il grande successo di pubblico non aveva soddisfatto pienamente i fan (se non per i quattro inediti), questa nuova raccolta pare aver messo d’accordo tutti perché in primis ogni album viene rappresentato da almeno 2-3 canzoni (tranne Human touch  e The ghost of Tom Joad che vengono rappresentati solo dagli omonimi singoli) e quindi riesce ad offrire una più ampia visione sulla carriera del boss per chiunque voglia tentare un primo approccio.

Il primo cd copre un periodo che va dal 1973 al 1982, e cioè da Greetings from Asbury Park,NJ fino a Nebraska.
I primi due album che furono ignorati dal Greatest hits sono qui rappresentati da ben 3 brani per quanto riguarda il primo e da 2 per il secondo. Si inizia quindi con Blinded by the light, For you e Spirits in the night, che ci ricordano quanto i primi testi di Bruce erano torrenziali e carichi di parole e rime, arricchite da musiche ancora acerbe ma che avevano già qualcosa di inconfondibile:  sto parlando del cosiddetto Asbury sound. Poi si continua con due perle del secondo album: 4th ofjuly, Asbury Park (Sandy) e Rosalita (come out tonight). Due canzoni fantastiche che mostrano i segni del tempo ma se ascoltate dal vivo ci si rende conto che sono ancora vive e se le cavano alla grande.
Poi troviamo tre celebri brani tratti dal capolavoro Born to run. Le immancabili Thunder road e la title track e, sorpresa sorpresa, l’epica cavalcata di Jungleland. Sembrava impossibile che una raccolta potesse contenere questa canzone lunga ben 9:36 minuti, ma grazie a Dio è stata inserita.
È giusto che sia il fan più accanito che il giovane scopritore abbiano modo di sentire cosa Bruce sia stato capace di partorire. Perché Jungleland non solo è una delle più belle canzoni del boss, ma è una delle più belle canzoni della storia del rock e della musica in generale. L’assolo di sax di Big Man lungo quasi tre minuti credo sia in grado di cambiare la vita a molte persone.

Il successivo album Darkness on the edge of town del ’78 lo troviamo nella title track e in Badlands e The promised land. Scelte ben calibrate ed equilibrate. Certo è difficile scegliere solo tre canzoni su dieci di un album che contiene solo capolavori, ma questi tre brani rappresentano un po’ la summa di quel lavoro.
Unica nota dolente è la scelta delle canzoni di The river. Solo due pezzi, che su 20 canzoni sono un po’ pochine. E la scelta è ricaduta ancora una volta su Hungry heart e The river. Io ci avrei infilato almeno una terza canzone, non dico un capolavoro nascosto come Independence day ma perlomeno The ties that bind.
A chiudere troviamo due canzoni tratte da Nebraska, il capolavoro acustico. La canzone omonima e Atlantic city.

Il secondo disco propone lo Springsteen tra il 1984 e il 2002, ovvero da Born in the U.S.A. a The rising.
Niente novità per quanto riguarda il best seller del boss, rappresentato dalla title track e ancora una volta da Glory days e Dancing in the dark, mentre il successivo Tunnel of love del 1987 lo troviamo in Brilliant disguise e nella canzone omonima che non era presente nel Greatest hits.
Poi troviamo Human touch, l’album sul quale si era investito molto sia in termini di produzione che di attesa e che invece si rivelò un mezzo flop al pari di Lucky town che uscì lo stesso giorno ma che fu accolto meglio dalla critica e dai fan. Lucky town viene quindi valorizzato di più essendo qui presente con due brani. Living proof, scelta al posto del singolo Better days e la title track.

A seguire la sempre gradevole Streets of Philadelphia che serve a ricordare l’oscar,  e The ghost of Tom Joad, unico brano tratto dall’omonimo album. Peccato perché almeno Youngstown meritava di essere inserita. Infine troviamo ben tre brani tratti dall’ultimo lavoro in studio The rising, dell’anno precedente: Lonesome day, Mary’s place e The rising.
Le ultime due canzoni invece sono in versione live, e sono state pescate dall’album Live in NYC che documentava il reunion tour con la E Street Band e che conteneva queste due canzoni inedite eseguite dal vivo: si tratta di American skin (41 shots) e Land of hope and dreams.
La prima fece molto discutere perché narra di un triste episodio di cronaca che vede protagonista un afro americano che, nel tentativo di estrarre i documenti dalla tasca posteriore, fu ucciso dalla polizia da 41 colpi di pistola perché il gesto del ragazzo fu scambiato per il tentativo di tirare fuori un’arma.
La seconda invece è un epico brano rock in cui ogni componente della band viene ben valorizzato. L’intro con batteria e chitarre, l’assolo di sax, il piano e le tastiere e il duello finale tra chitarre e batteria. Stupenda.
Verrà riproposta nel 2012 in una versione studio nell’album Wrecking ball.

E ora veniamo al terzo disco: qui troviamo 12 canzoni che si dividono tra inediti, lati b e cover.
Inizia col rockabilly From small things (big things one day come) un veloce e frizzante brano che ci fa iniziare col piede giusto. A seguire The big payback, una canzone acustica eseguita solo con voce e basso dalla breve durata di 1:59 minuti.
Il terzo brano è ancora più breve ed è un velocissimo brano rock che dura solo 1:21 minuti e si intitola Held up without a gun.
Trapped invece è una cover di Jimmy Cliff che Springsteen aveva già pubblicato nell’album U.S.A.for Africa, il celebre album di Artisti vari che duettarono in We are the world.
Una gran bella cover potente, snaturata dall’originale vestito raggae.

Il vero gioiello di questo terzo disco è None but the brave. Il bellissimo intro al sax ci ricorda subito il Bruce dei giorni migliori,quello tra The river e Born in the U.S.A.  La canzone è infatti un’outtake del celebre album del 1984. Raramente proposta dal vivo ma miracolosamente eseguita a Milano nel 2008.
Missing è una canzone che fa parte della colonna sonora di Tre giorni per la verità, film del 1995 con Jack Nicholson diretto da Sean Penn. Non è la prima volta che le strade del regista e di Bruce si incontrano. Penn aveva già diretto un film dal titolo Lupo solitario la cui trama si ispirava alla canzone Highway patrolman.
Viva Las Vegas è una riuscita cover frizzante e veloce del famosissimo brano portato al successo da Elvis Presley. Penso che Springsteen dovrebbe approcciarsi più spesso a canzoni di Elvis; sono sicuro che ne verrebbe fuori qualcosa di stratosferico.
County fair è un dolce ritratto di un pomeriggio vissuto ad una festa di paese; outtake di Born in the U.S.A. sicuramente non avrebbe aggiunto niente all’album ma trovo giusto averla pubblicata su questo disco.
Code of silence è un potente brano rock eseguito solo in versione live durante il Reunion tour. Come sonorità siamo dalle parti di Murder incorporated.
Dead man walkin’ è un brano acustico che sembra uscito da The ghost of Tom Joad, che fa parte del film dal titolo omonimo interpretato da… Sean Penn.
A chiudere troviamo una versione acustica e casalinga di Countin’ on a miracle, completamente un’altra canzone rispetto a quella rock e gridata contenuta in The rising.

The Essential Bruce Springsteen è una gran bella raccolta di brani che metterà d’accordo tutti.
Forse il fan più intransigente avrà comunque qualcosa di cui lamentarsi (noi Springsteeniani siamo piuttosto bravi in questo) ma di sicuro è un’ottima raccolta da tenere in macchina per ripercorrere le tappe fondamentali della carriera del boss e un ottimo biglietto dal visita per chi ancora non conoscesse la sua musica.

Vi propongo di seguito la tracklist dell’album e vi do appuntamento a settimana prossima con Devils & dust.

 

Disco 1

  1. Blinded by the Light
  2. For You
  3. Spirit in the Night
  4. 4th of July, Asbury Park (Sandy)
  5. Rosalita (Come Out Tonight)
  6. Thunder Road
  7. Born to Run
  8. Jungleland
  9. Badlands
  10. Darkness on the Edge of Town
  11. The Promised Land
  12. The River
  13. Hungry Heart
  14. Nebraska
  15. Atlantic City

Disco 2

  1. Born in the U.S.A.
  2. Glory Days
  3. Dancing in the Dark
  4. Tunnel of Love
  5. Brilliant Disguise
  6. Human Touch
  7. Living Proof
  8. Lucky Town
  9. Streets of Philadelphia
  10. The Ghost of Tom Joad
  11. The Rising
  12. Mary’s Place
  13. Lonesome Day
  14. American skin (41 Shots)
  15. Land of Hope and Dreams

Disco 3

  1. From Small Things (Big things one day come)
  2. The Big Payback
  3. Held Up Without a Gun
  4. Trapped
  5. None But the Brave
  6. Missing
  7. Lift Me Up
  8. Viva Las Vegas
  9. County Fair
  10. Code of Silence
  11. Dead Man Walkin’
  12. Countin’ on a Miracle

 

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