Jersey girl – un film che non annoia mai

la-locandina-di-jersey-girl-8587Qualche giorno fa ho recensito il film In cerca di Amy in cui citavo questo film, e ora mi è venuta voglia di parlarne.
Sarò sincero: ho un debole per questo film. Obiettivamente non è niente di che, solita commedia piena di buoni sentimenti, forse un po’ zuccherosa e priva di guizzi narrativi. Però a me piace.
E lo guarderei mille volte senza mai stancarmi.

Jersey girl è il sesto film da regista di Kevin Smith, che torna nella città a lui più congeniale, il New Jersey.
Protagonista ancora una volta Ben Affleck, che qui era nel suo periodo fallimentare a causa di alcuni flop come Daredevil, Amore estremo e Paycheck, tutti film che gli hanno procurato puntualmente una nomination ai Razzie awards.
Anche questo film non fa eccezione; maltrattato dalla critica e poco considerato dal pubblico: in America ha avuto un discreto successo quando è uscito nel 2004, ma ben al di sotto di quanto un film di questo genere dovrebbe incassare.

La storia è molto semplice: Ollie e Gertie (interpretata da Jennifer Lopez) sono una coppia in carriera che vive felicemente a New York. La loro è una storia perfetta e quando Gertie rimane incinta sembra solo il preludio di una vita fatta di soddisfazioni. Ma durante il parto subentrano delle complicazioni e così Gertie muore subito dopo aver dato alla luce la bambina, che Ollie deciderà di chiamare con lo stesso nome della madre. Disperato, l’uomo torna dal padre nella sua città d’origine il New Jersey. Qui riesce a instaurare un rapporto migliore col padre e riesce anche a trovare lavoro insieme a lui.
Una sera, mentre si trova a noleggiare un film, Ollie conosce Maya (Liv Tyler) e grazie a questo incontro la vita di Ollie, Gertie e anche del nonno cambierà.
Ollie però non ha mai smesso di cercare di recuperare il suo vecchio posto di lavoro, e quanto torna a New York trovandosi ad un passo dal riabbracciare la sua vecchia carriera rivaluta le sue priorità e decide di continuare la sua vita serena in New Jersey.

Il film funziona grazie all’ambientazione che riesce a trasmettere il calore familiare che si può trovare nella città in cui si è nati, e poi grazie agli interpreti. Ben Affleck funziona nel ruolo di padre incapace, Liv Tyler è sempre bellissima mentre è un piacere trovare nel ruolo del nonno di Gertie il comico George Carlin, venuto a mancare nel 2008.
Tra i momenti più gustosi del film c’è il colloquio di Ben Affleck in cui vediamo comparire Matt Damon e Jason Lee, e sempre nella sala d’attesa prima del colloquio compare Will Smith che scambia qualche parola con Ben Affleck.

Ovviamente, come il titolo suggerisce, non poteva mancare lui: Bruce Springsteen.
Chi mi segue sa della mia devozione verso il boss, e in questo film la sua voce compare due volte:
la prima mentre Ben Affleck si trova a New York in cui in sottofondo sentiamo la bellissima My city of ruins.
La seconda durante i titoli di coda con la canzone che dà il titolo al film, composta da Tom Waits, qui proposta nella versione di Springsteen tratta dall’album Live 1975-1985.

Consiglio caldamente la visione di questo film se volete passare una piacevole serata in famiglia, e per riscoprire uno dei film meno conosciuti di Ben Affleck, prima dell’oscar di Argo e prima di Batman.

Buona visione.

 

 

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