Ave, Cesare! – un beffardo ritratto d’amore

poster-ave-cesarePer gli amanti del cinema una nuova uscita dei fratelli Coen non è mai da sottovalutare, poiché i due fratelli americani, in oltre trent’anni di carriera, hanno regalato al cinema alcuni dei film più divertenti e pungenti degli ultimi anni, prendendosi saltuariamente delle pause più serie raggiungendo livelli eccellenti come abbiamo visto in Non è un paese per vecchi (rivelazione agli oscar 2008) e Il Grinta.
Ave, Cesare! arriva nei cinema tre anni dopo il bellissimo e sottovalutato A proposito di Davis, e rappresenta senza dubbio l’uscita più interessante di questo weekend puntando probabilmente a diventare uno dei film migliori del 2016.

La pellicola è una sorta di summa del cinema dei fratelli Coen, poiché propone elementi che negli anni abbiamo imparato ad apprezzare rappresentati da attori che in più di un’occasione hanno militato nel cinema dei Coen. Torna George Clooney, che aveva già recitato in Fratello dove sei?, Prima ti sposo poi ti rovino e Burn after reading, nei panni di uno stupido attore protagonista di una pellicola sulla quale i Capitol studios hanno investito molte risorse, ovvero Ave, Cesare! in cui Clooney interpreta un centurione romano che rimane illuminato nel vedere Cristo sulla croce.
Josh Brolin, già presente in Non è un paese per vecchi, interpreta il “fixer” degli studios che deve essere pronto a risolvere ogni guaio e imprevisto.
Scarlett Johansson, che aveva lavorato coi Coen in L’uomo che non c’era, interpreta un’attrice che rimane incinta, mentre Frances McDormand, che si può definire l’attrice feticcio dei Coen, indimenticabile in Fargo, interpreta il breve ruolo di una montatrice che non si stacca mai della moviola.
Troviamo anche Tilda Swinton, nel doppio ruolo di una giornalista e sua sorella gemella anche lei giornalista, e per la prima volta in un film dei Coen lo strepitoso Ralph Fiennes nel ruolo di un regista, Alden Ehrenreich nelle vesti di un attore di film western che non sa pronunciare una parola a cui tocca partecipare a un film “serio” diretto da Fiennes mettendo in imbarazzo tutta la troupe.
E infine Channing Tatum nel ruolo di un attore che interpreta un marinaio ballerino di tip tap.

La cosa strana nei film dei Coen è che non è mai ben chiaro dove finisca l’ammirazione e inizi lo sberleffo.
Perché in questo film prendono in giro l’industria cinematografica degli anni ’50 mettendo in ridicolo un certo modo di fare cinema con attori che non sapevano recitare, voci fuori campo che tendevano ad enfatizzare tutto, e attori che cadevano vittime delle ideologie comuniste.
(A proposito di quest’ultimo fatto, ho trovato molto simbolica la scena in cui Josh Brolin prende a schiaffi George Clooney dopo essere stato rapito da un gruppo di sceneggiatori comunisti che gli hanno fatto un lavaggio del cervello).
Ma nonostante la presa in giro, quello che emerge è un vero e proprio omaggio affettuoso a un’epoca d’oro che non c’è più, che viene descritta in un periodo in cui stava per entrare in crisi grazie all’avvento della televisione e alle tensioni dovute al comunismo.
Si respira cinema dall’inizio alla fine, poiché il film è ambientato quasi tutto negli studios; solo verso la fine assistiamo ad un breve momento in cui il fixer interpretato da Brolin si ricongiunge alla famiglia.
Ed è proprio grazie al fatto che in ogni studio si stia girando un film diverso, che i Coen hanno la possibilità di mettere in scena più generi cinematografici, iniziando come un noir, con Brolin sulle tracce di un’attrice, saltando poi dal peplum tanto in voga in quegli anni, al western, alle commedie acquatiche fino ad un’inaspettata e divertentissima incursione nel musical, che vede Channing Tatum protagonista del momento più divertente del film: un gruppo di marinai in un bar all’orario di chiusura che intonano una canzone ballando il tip tap. Sono pronto a scommettere che questa scena diventerà un momento cult.

Per gli amanti dei fratelli Coen è senza dubbio un film da non perdere, nonostante manchi la cattiveria tipica di alcune pellicole e qui si vada più sul leggero. Nonostante questo si ride, e non poco, ma soprattutto si ha la possibilità di assistere a un grande film interpretato da ottimi attori e per poco meno di due ore abbiamo la possibilità di rivivere un’epoca in cui il cinema era davvero grandioso, ma anche un po’ sciocco. E questo non fa altro che aumentare la tenerezza e malinconia che avvolgono i nostri ricordi mentre guardiamo indietro a quegli anni.

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14 comments

    1. Il bello è che con la scusa di passare da uno studio all’altro, hanno trovato modo di attraversare più generi. Dal western al musical, dalla commedia al noir. Geniale davvero.
      Grazie per il commento.

      Mi piace

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