Attacco al potere 2 – quando l’assurdità diventa un pregio

attaccoAlcuni film nascono senza la minima intenzione di sfociare in una trilogia o addirittura in un franchise, e lo dimostrano i titoli. Prendete Io vi troverò per esempio. Nessuno avrebbe mai immaginato che avrebbe avuto due seguiti, e infatti i distributori italiani si sono trovati in difficoltà: non potevano certo intitolare i sequel Io vi troverò 2 e Io vi troverò 3. Quindi con la riedizione del primo film hanno furbescamente lasciato il titolo originale Taken. Per questo è sempre meglio lasciare il titolo originale traducendolo il più fedelmente possibile.
Per quanto riguarda Olympus has fallen (l’Olimpo è caduto) uscito nel 2013, si era deciso di intitolarlo Attacco al potere e di certo nessuno avrebbe mai immaginato che ci sarebbe stato un seguito, nemmeno il produttore più ottimista. Altrimenti penso avrebbero lasciato il titolo originale, che tra l’altro non era malvagio.
E invece oggi ci troviamo in sala Attacco al potere 2, che ha come titolo originale l’assai migliore London has fallen. Se vogliamo essere pignoli c’èra già un film con lo stesso titolo di Edward Zwick uscito nel 1998 con Denzel Washington e Bruce Willis.
Tornando al film in questione, il primo non era per niente male. Era il classico film d’azione che vorresti vedere e che all’uscita dal cinema ti lascia completamente soddisfatto, con terroristi rigorosamente stranieri e l’eroe della storia che ammazza tutti e salva il presidente.
Il secondo è praticamente identico al prima solo che cambiano un paio di cose fondamentali: l’ambientazione, che in questo caso viene spostata in Europa, con la capitale britannica vittima di un attentato pauroso al limite dell’inverosimile e (cosa non da poco) cambia il regista.
Nel primo c’era Antoine Fuqua che col genere action ha dimostrato di cavarsela alla grande proponendo gioielli come Training day, Giustizia privata e The equalizer. Qui invece troviamo Babak Najafi, uno sconosciuto regista israeliano. E la differenza si vede.

Il regista si dimostra totalmente incapace di girare le scene più tranquille, quelle che dovrebbero portare ad avvenimenti catastrofici e che quindi servirebbero ad aumentare l’attenzione. In alcuni momenti guardando certe riprese ti chiedi seriamente cosa stia succedendo e chi è il cane che si trova dietro la macchina da presa. Sono arrivato a pensare che Pieraccioni avrebbe fatto di meglio.
Con le sequenze d’azione va un pochino meglio, ma anche lì ci sarebbe molto da lavorare.
Probabilmente hanno preso il primo regista più economico disponibile e gli hanno affidato questo blockbuster sparatutto.

Alla fine di tutto il film risulta essere divertente nella sua imperfezione, o a voler essere cattivi, nella sua bruttezza. Perché è uno di quei film che solitamente la critica massacra senza pietà e che il pubblico invece premia. Ed essendo obiettivi qui da premiare c’è ben poco.
Situazioni surreali, e non parlo per forza delle scene d’azione ma di qualsiasi cosa si muova nel film.
Che poi diciamocelo, quello che più diverte in questi film sono le situazione completamente surreali, ma quando vediamo il presidente parlare con la sua guardia del corpo come se fossero vecchi compagni di zozzerie, allora lì siamo davanti all’apice della fantascienza.
I terroristi sembrano zombie che sbucano ovunque e tutti hanno una mira traballante, mentre il protagonista non sbaglia un colpo. A un certo punto ho voluto contare le volte in cui la guardia del corpo, interpretata da Gerard Butler, dice al presidente “Stia giù” ma non ci sono riuscito, ho perso il conto.

Parlando degli attori, Butler sembra voler puntare a diventare il nuovo John McLane e pare aver trovato il suo ruolo ideale che lo proietti nell’olimpo dei duri a morire, nonostante la gamma di espressioni che non vanno oltre lo zero, mentre Aaron Eckhart è sempre impeccabile in giacca e cravatta nel ruolo del presidente. Morgan Freeman sembra essere lì solo per il nome che porta che non per il ruolo in sé.
Per il resto il film riesce a divertire e strappare qualche risata con un sufficiente numero di morti ammazzati e uccisioni violente da tener desta l’attenzione e il patos.
Quello che stupisce è che ci siano voluti quattro sceneggiatori per maneggiare una storia improbabile con dei dialoghi stereotipati e di una bassezza imbarazzante che però, c’è da dire, funzionano sempre. Ma non posso di certo elogiarli.

Consiglio il film se volete passare un’ora e mezza dimenticandovi di avere un cervello e uscire dal cinema sorridendo. Altrimenti guardatevi il primo che è sicuramente meglio.

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7 comments

    1. Ho visto anche quello . All’inizio non mi prendeva poi però si è ripreso alla grande. Purtroppo ha avuto la sfortuna di uscire dopo e al botteghino ne ha risentito. Comunque se il primo non ti è piaciuto ti sconsiglio vivamente di guardare anche solo la locandina del secondo.

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  1. Credo che la trama di Call of Duty 4 sia più sofisticata e persino più credibile (il ché è tutto dire!).
    L’attacco coi terroristi travestiti da guardie reali non si commenta… Raggiunge livelli involontari di comicità demenziale che nemmeno il peggior Austin Powers!
    Per il resto sembra un dejà-vu precotto e riscaldato delle paranoie islamofobe americane post 9/11, con abbondanti plagi dalle serie di genere (24 e Homeland), con appunto l’aggiunta dell’effetto zombie (che ormai vengono rifilati ovunque) da World War Z (altra immane boiata: il film, mentre il libro da cui è tratto è molto divertente).
    Ahh i bei tempi della Spectre..!!

    Mi piace

    1. A proposito di World War z: il film non mi era dispiaciuto ma ricordo all’inizio del film una cosa che mi ha fatto imbestialire: i veloci movimenti di macchina durante l’attacco degli zombie che impedivano di vedere i particolari. L’ho trovata una furbata vergognosa.

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