Foto di bambini sui social network

facebook_980x571Una volta si diceva spesso “Prima di parlare assicurarsi che il cervello sia collegato”. Negli ultimi tempi invece sarebbe più opportuno dire “Prima di fare clic assicurarsi che il cervello sia collegato”.
Postare foto su Facebook è diventato un vizio incontrollabile ormai; qualsiasi tipo di azione deve essere documentata poiché l’ego dell’utente web medio lo porta a pensare che i suoi trecento e oltre contatti (o più amorevolmente “amici”) siano interessati a quello che stia facendo.
I social network hanno dato il via ad uno stile di vita ben preciso e aperto le strade a infinite possibilità, presentando tuttavia dei controsensi. Con Facebook hai la possibilità di metterti in contatto con i tuoi vecchi compagni di scuola (ma se non li sentivo ci sarà un motivo, o no?).
Poteva essere un mezzo molto potente, un mezzo grazie al quale abbiamo la possibilità di dimostrare, soprattutto a persone che vediamo poco, quanto valiamo o la voglia di condividere fatti e curiosità importanti. E invece no: puntualmente trovi frasi di coniglietti mascherati da pitbull che per dimostrare la loro forza una volta ogni due giorni pubblicano frasi tipo “meglio avermi come amico che come nemico”, “la vita mi ha insegnato ad essere stronzo”, oppure storielle tristi e zuccherose riguardanti cagnolini abbandonati, il tutto raccontato in prima persona dall’animale stesso.
E poi le bufale… sulle bufale ci scriverei due tomi grandi quanto la prima edizione di It di Stephen King ma per ora mi limito a riportare un articolo che ho scritto tempo fa che trovate esattamente qui.
Quello di cui oggi vorrei parlare è un fatto di una banalità che dovrebbe essere sconcertante e invece purtroppo ci tocca parlarne perché molte persone ancora non hanno capito che cosa può comportare mettere le proprie foto su internet. Sto parlando del fatto di mettere le foto dei propri bambini su Facebook.

Partiamo da un piccolo e banalissimo presupposto: che effetto vi farebbe se veniste a sapere che vent’anni fa (parlo perlopiù ai miei coetanei ma l’esempio può essere rivolto a tutti aumentando le decadi) i vostri genitori mettevano le vostre foto su internet? Chiaramente allora non c’era internet, allora mettiamola così: prendiamo la bacheca appesa al muro di fronte alla segreteria della vostra scuola materna.
Un giorno andate a scuola tenendo la manina al vostro compagno preferito, col passo saltellante ed entusiasta di chi ha pochi anni alle spalle e a un certo punto alzate lo sguardo e vedete una foto strana. Siete voi in braccio a vostra mamma. Accanto a quella foto ce n’è un’altra : voi nel vostro simpatico costumino di carnevale, e poi un’altra ancora. Voi a letto con la coperta fino al collo e le guanciotte rosse e sotto una scritta: il mio piccolo a casa con la febbre, guarisci presto amore mio 😦
E tutti possono vedere quelle foto, ma proprio tutti. Certo, finché restiamo in ambito scolastico le foto possono essere visibili solo a persone che conosciamo, ma basta poco che qualcuno da fuori mette piede nella struttura, anche solo involontariamente, ed ecco che un perfetto sconosciuto può vedere le foto di quei teneri bambini e, perché no, portarsele via per ricordo perché a lui i bambini piacciono tanto.
Sembra facile vero? E infatti lo è.

Le persone che mettono le foto dei loro bambini sui social conoscono perfettamente i rischi. Conoscono l’esistenza del triste fenomeno chiamato pedofilia, tant’è che li trovi puntualmente a parlare di castrazione chimica e tolleranza zero verso questi “mostri” quando a volte i veri mostri sono coloro che grazie alla loro sbadataggine mettono a rischio la sicurezza dei propri bambini.
Creano le catene di sant’Antonio cercando di divulgare messaggi importanti come questo: Se vi arriva un invito da questa pagina non accettatelo perché vi ricondurrà ad un sito di pedofili e i vostri bambini saranno in pericolo.
Il che equivale a mettersi un cartello in fronte con su scritto “cretino”. Quali immagini ruberebbero questi pedofili se sul tuo profilo non ci fossero immagini di bambini?
D’accordo che il ruolo genitoriale è motivo di grande soddisfazione e vorremmo far vedere a tutti quanto è bello il nostro pargoletto, ma se ci fosse anche solo lo 0,0001% di probabilità che la sicurezza di mio figlio venga messa in pericolo allora eviterò di mettere le sue foto su internet senza pensarci due volte.
Se pensiamo che ci sono genitori che addirittura postano le pagelle dei loro bambini la questione assume un certo velo di tragicità.

Nei giorni scorsi il web è stato protagonista di un fatto: una di quelle catene che gli utenti web più deboli tendono a condividere senza pensarci troppo. Il titolo di questa trovata che ha entusiasmato migliaia di mamme si intitolava più o meno “La gioia di essere mamma”, che consisteva nel postare tre foto significative riguardanti le mamme con i loro figli.
Pochi giorni dopo, sempre tramite facebook, queste donne allarmate hanno condiviso un link di un popolare telegiornale, che invitava le ingenue genitrici a interrompere questa catena perché si trattava di una pessima idea che metteva a rischio i bambini. Perché non ci sono arrivate da sole? la cosa curiosa è che per dissuaderle dal continuare con questa stupidata c’è stato bisogno di un avviso su facebook, a testimonianza di questa pericolosa dipendenza.

Se per “prostituzione” intendiamo un corpo messo in esibizione al fine di trarre scopi quali piacere, lucro o qualsiasi altra cosa che non sia dettata da una decisione autonoma della persona interessata, allora voi, cari amorevoli genitori che postate le foto dei vostri figli, sappiate che in quel momento li state prostituendo.
Avanti di questo passo dovrete aspettarvi conseguenze poco simpatiche, quando i vostri bambini ormai cresciuti si guarderanno indietro e capiranno che in svariati momenti della loro vita quando credevano di essere circondati dall’amore di mamma e papà in realtà erano sotto gli occhi di centinaia e centinaia di persone, potrebbero non più provare simpatia nei vostri confronti.
Oppure cresceranno con l’idea che essere sotto gli occhi di tutti fin dalla tenera età e che postare ogni momento della giornata è assolutamente normale. Una visione del futuro a mio avviso altamente inquietante, che mi rende fiero di essere nato “in tempo”, e aver avuto un’infanzia in cui nei momenti più belli passati con i miei genitori c’eravamo solo noi tre e non un intero grande fratello ad osservarmi.
Questo ha fatto sì che io ricevessi il regalo più bello e importante che un bambino possa ricevere dai suoi genitori: un’infanzia meravigliosa.

 

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