Lucky town – uno sfogo liberatorio

lucky townContinua il nostro viaggio alla scoperta della discografia di Bruce Springsteen. Oggi tocca a Lucky town, decimo album in studio uscito in contemporanea con Human touch, e per questo motivo sempre considerato come una sorta di fratello minore incapace di vivere di vita propria, mentre in realtà col passare del tempo ha acquistato più valore presso i fan che ora tendono a considerare Lucky town come un buon lavoro mentre Human touch è considerato il peggiore.
Certo, il fatto che Lucky town sia stato rivalutato non significa che sia uno degli album migliori di Bruce, anzi…
Quello che viene considerato come un pregio secondo me è il suo difetto maggiore: ovvero l’omogeneità.
Lucky town risulta fin troppo omogeneo, manca il “picco”, quel brano che mentre lo ascolti ti fa cambiare posizione sulla sedia da quanto sappia catturare l’attenzione; e invece tutto è fin troppo lineare rendendo così l’ascolto piacevole ma abbastanza prevedibile.

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Batman v Superman – un’enorme delusione… o forse no.

batman_v__superman__dawn_of_justice_poster_3_by_jonesyd1129-d8s0mwwPer me Batman v Superman doveva essere uno dei film più grandiosi della storia del cinema.
I due supereroi che più di tutti hanno avuto un ruolo fondamentale nella mia infanzia in un unico film: praticamente il sogno di una vita, che però ha contribuito ad un eccessivo carico di aspettative che in molti casi può rivelarsi letale. E infatti all’uscita dal cinema ero deluso e incazzato come raramente mi è capitato alla fine di un cinecomic.
Ma è stato davvero così deludente questo film? Andiamo con ordine. Continua a leggere

Human touch – la lunga attesa e il mezzo flop

human touchContinua il nostro viaggio alla scoperta della discografia di Bruce Springsteen.
Oggi tocca a Human touch, nono album in studio uscito in contemporanea con Lucky town (di cui parlerò settimana prossima). L’album è considerato il peggiore di Bruce, e in parte capisco questo punto di vista.
Io penso che questo sia un disco fin troppo sottovalutato; forse da Springsteen ci saremmo aspettati molto di più, ma se questo album fosse stato fatto da un qualsiasi cantante pop americano avremmo quasi certamente gridato al capolavoro. Perché in tutta franchezza Human touch contiene dodici canzoni (più la ninna nanna Pony boy) gradevoli e brillanti, che se non altro hanno il compito di divertire e intrattenere. Continua a leggere

Un tuffo e sono libero

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Sono nato a stile libero, e a stile libero morirò. È una frase che mi ripeto da sempre, un po’ per prendere in giro quelli che vogliono mostrarsi contro il sistema sostenendo di essere liberi e non dovere niente a nessuno, un po’ per ribadire il mio amore verso l’acqua.
Il mio rapporto con l’acqua è iniziato alla mia nascita, mia madre mi ha partorito in una piscina e chissà, forse è iniziato proprio lì il mio legame con questo semplice e magico liquido.
Da quando ho memoria non c’è stato un giorno in cui io non abbia desiderato di tuffarmi da qualche parte, che fosse inverno o estate; da piccolo ho passato certe estati indimenticabili nelle acque venete dell’Adriatico: un brodo primordiale composto da alghe, mucillagine, prodotti per l’igiene personale e talvolta anche copertoni che dalla sabbia spuntavano verso il cielo come una versione meno brillante e epica di Excalibur.

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1997: fuga da New York – un’icona del cinema

1997-fuga-da-new-york-locandinaSarò esplicito: questo film è una figata. Un capolavoro del cinema, divenuto nel tempo un cult.
Di solito non amo i film che mostrano un futuro post-apocalittico, come ad esempio Mad Max (l’ultimo però è notevole), non mi hanno mai tenuto incollato alla poltrona. Invece 1997: fuga da New York è un autentico gioiello, un capolavoro d’azione che vede John Carpenter al massimo della sua ispirazione registica. Carpenter è uno dei registi più ingiustamente sottovalutati nella storia;

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Regali da uno sconosciuto – una sorpresa (no spoiler)

regaliMi sono avvicinato a questo film con buone aspettative ma non eccessive, poiché pensavo che mi sarei trovato davanti un omaggio ai thriller classici, come ho letto in molte recensioni, e poi essendo l’esordio dietro la macchina da presa di Joel Edgerton, che qui interpreta l’invadente sconosciuto del titolo, pensavo che avesse fatto le cose con in maniera più tradizionale senza esagerare troppo, un po’ per sondare il terreno per vedere come sarebbe andata.
E invece mi sono trovato davanti ad un gran bel film ricco di sorprese e niente affatto prevedibile. Continua a leggere

Nel sogno 

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Apro gli occhi, qualche raggio di sole trafigge la tapparella semichiusa e va a conficcarsi nelle lenzuola. In camera prevale il buio e non riesco a vedere i dettagli. Guardo il soffitto dove il proiettore della sveglia manda un raggio a infrarossi ma l’orario risulta ancora appannato ai miei occhi. Dopo un attimo l’ora risulta chiara: sono le 7:65.

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