Revenant – una conferma o un passo indietro? (no spoiler)

revenantThe revenant è il film che rischia seriamente di portare a casa la statuetta come miglior film, per cui il regista Alejandro Inarritu otterrebbe così una bella doppietta dopo il trionfo di Birdman l’anno scorso.
Merita davvero la statuetta? Questa pellicola per Inarritu risulta essere una conferma o un passo indietro? Vediamolo insieme:

Il film è ambientato negli anni venti del secolo scorso. Il protagonista Hugh Glass è un trapper che fa da guida a una spedizione di cacciatori di pelli. Il compito di quest’ultimo è ricondurre gli uomini al forte dopo essere sfuggiti ad un attacco da parte degli indiani Arikara in cui sopravvivono solo una dozzina di uomini compreso il figlio di Glass avuto anni prima con un’indiana Pawnee, uccisa anni prima da un attacco di soldati americani. Lungo la strada per il ritorno Glass viene aggredito da un orso grizzly e lasciato in fin di vita. Lo spietato cacciatore Fitzgerald (Tom Hardy) e il giovane Bridger si offrono di assisterlo per poi dargli degna sepoltura. Fitzgerald, che fin da subito manifesta un profondo astio verso Glass, prima gli uccide il figlio sotto il suo sguardo inerme e poi lo seppellisce vivo.
Riuscito a sopravvivere, Glass si mette alla ricerca di Fitzgerald per avere vendetta sopravvivendo a una natura tanto maestosa quanto spietata nel non risparmiare nessuno.

La nuova fatica del regista messicano ha il merito di non passare inosservata. Si tratta sicuramente di un film pesante, che riesce a coinvolgere lo spettatore facendolo sentire partecipe al calvario che subisce il protagonista, ma per quanto fastidioso o crudo il film riesce a raggiungere un livello non indifferente.
Regia e recitazione sono i punti forti del film, la prima perché riesce con mano sapiente a mostrare una natura magnifica e incontrollabile, la seconda perché trova specialmente nei due protagonisti (Di Caprio e Hardy) la giusta rappresentazione del fatto che l’uomo non è nient’altro che un animale che in situazione disperate si trova costretto ad agire in quanto tale ricorrendo ad estremi istinti di sopravvivenza.
Il duello finale tra i due lo dimostra (a un certo punto ho pensato che sarebbero arrivati a divorarsi a vicenda).
Nonostante tutto il gran lavoro, il film potrebbe non emozionare quanto Birdman.
E ora veniamo alla pecche:

Tra le pecche del film sicuramente sono da segnalare le eccessive riprese paesaggistiche.
A un certo punto è lecito domandarsi se si stia guardando un film o se forse non sarebbe stato meglio guardare un documentario. In altri momenti sembra quasi che Inarritu voglia calcare la mano riproponendo quello che in Birdman più di tutto aveva stupito e affascinato, ovvero i piani sequenza.
Qui ci sono e sono realizzati molto bene come al solito, ma sembra di andare incontro ad una forzatura, un voler ricalcare uno stile non per esigenze di copione ma quasi per narcisismo.
Inoltre un paio di scene completamente inutili come la fuga di un branco di bisonti cacciati dai lupi che sembra voler omaggiare Balla coi lupi non riuscendo però a rievocarne il patos e la maestosità, e una valanga che si intravede sullo sfondo del paesaggio; completamente fine a se stessa.

Il film piacerà sicuramente a chi ama le atmosfere western e cerca storie fatte da uomini che di fronte a una natura sconfinata si sentono impotenti e ha apprezzato pellicole come Corvo rosso non avrai il mio scalpo e il già menzionato Balla coi lupi.
Se non siete stomaci forti statene alla larga perché alcune scene potrebbero turbarvi.

Per concludere: il film meriterebbe di vincere l’oscar? Vista la concorrenza mi verrebbe da dire no.
Ho apprezzato molto di più storie come Il ponte delle spie e Il caso Spotlight, anche se c’è da riconoscere che il film andrebbe premiato per le condizioni difficili in cui è stato girato e per le condizioni climatiche che la troupe ha dovuto sopportare. Inarritu miglior regista? Potrebbe essere confermato, poiché una doppietta raramente si verifica e farebbe molto parlare di sé, ma non c’è bisogno di confermare un talento che già con Birdman aveva messo tutti d’accordo. Di Caprio miglior attore? Sembrerebbe più un premio di consolazione per i mancati riconoscimenti passati che non un vero apprezzamento delle sue doti attoriali che in questo film non vengono espresse al massimo.

Ad ogni modo The revenant è sicuramente un film che non vi lascerà indifferenti e di cui ne parleremo ancora tra qualche anno. Potrebbe annoiarvi e risultare troppo lungo ma film del genere realizzati così bene non sono così frequenti e quindi la visione è più che consigliata.

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