Il caso Spotlight – un film necessario

locandina (1)Il caso Spotlight è un film che sta facendo molto parlare di sé, specialmente per il fatto che ha molte probabilità di portare a casa la statuetta come miglior film.
Forse la pellicola non raggiunge le vette di Tutti gli uomini del presidente, stando sempre in ambito giornalistico, ma gli va molto vicino.

I fatti raccontati nel film riguardano l’inchiesta da parte di un team di giornalisti di Boston su alcuni casi di abuso su minori ad opera di sacerdoti. L’inchiesta che si svolse tra il 2001 e il 2002, fece molto scalpore all’epoca, poiché si trattava di un argomento scomodo e la sola idea di andare contro un portento come la chiesa appariva ai più come un’opera suicida.
Grazie a questa inchiesta, quella che inizialmente sembrava un fenomeno locale si rivelò un dramma che colpiva praticamente tutto il mondo cattolico.
Con migliaia di casi di abusi denunciati.

Il film ha uno stile scarno ed essenziale. Non vuole somigliare a un thriller per tenere desta l’attenzione, ma ci riesce grazie all’argomento forte, attuale e all’interpretazione degli attori; da Mark Ruffalo, celebre per la sua militanza negli Avengers nel ruolo di Hulk ma che non ha mai disdegnato ruoli più impegnati, a Michael Keaton che pare aver ritrovato una seconda giovinezza recitativa.
Passando per Liev Schreiber, attore da rivalutare, nel ruolo del direttore che sembra essere una figura marginale poiché appare poco e parla ancora meno ma è il motore di tutto, a Rachel McAdams sempre convincente nel ruolo di donna dal carattere forte.

Il rischio di inciampare c’era, dato il tema spinoso, che però viene affrontato in maniera oggettiva e partecipe rifiutando l’anticlericalismo a tutti i costi.
Qui si denunciano gli uomini e non la chiesa in quanto istituzione, ed è per questo notevole la razionalità che riesce a mantenere il film nonostante la rabbia scaturita dai fatti raccontati. Gli stessi uomini che portano addosso il fardello del peccato sono presenti nel team dei giornalisti.
Alcuni di loro colpevoli di aver ricevuto anni prima materiale sufficiente per iniziare un’inchiesta ma che poi è stata insabbiata.

L’evoluzione del web ha fatto sì che il supporto cartaceo si trovasse in difficoltà e che quindi avesse bisogno di storie forti da raccontare, ed è soprattutto da questo momento che si è sentito il bisogno di rendere pubblica una storia del genere. I tempi erano abbastanza maturi per procedere.
Ed è proprio in questa analisi lucida che probabilmente troviamo la battuta più significativa in un colloquio tra un giornalista e una vittima di abusi sessuali ormai adulta che pronuncia questa frase: “Sa.. la chiesa è fatta di uomini e gli uomini sbagliano. Io credo perlopiù nell’eterno”.

L’attualità del tema trattato e la gravità dei fatti, che assume ancora più rilevanza dal momento in cui molte volte non vengono presi i giusti provvedimenti nei confronti di questi crimini, rende Il caso Spotlight un film necessario. Ed è proprio per questo che risulta favorito alla notte degli oscar e a me personalmente non dispiacerebbe vederlo trionfare come miglior film.

 

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