The river – il fiume del rock ‘n’ roll

Springsteen-Bruce-The-River1Continua il nostro viaggio alla scoperta della discografia di Bruce Springsteen.
Oggi tocca al quinto album in studio, considerato ormai una pietra miliare: uscito il 17 ottobre 1980, il disco in questione è il doppio The river.
Composto da ben venti canzoni, l’album è forse quello che più di tutti racchiude l’essenza rock di Springsteen e la E Street Band. Andiamo a scoprirlo:

Laddove finisce l’oscurità di Darkness on the edge of town inizia The river, un lavoro diverso che evidenzia l’approccio di Springsteen nei confronti della vita; ne viene fuori un gran bel disco di puro rock ‘n’ roll in controtendenza rispetto alle mode dell’epoca in cui stavano prendendo piede generi musicali come la new wave e il punk.
A differenza degli album precedenti viene ristretto il capo d’azione dei personaggi e i testi sono più sintetici, a dimostrazione del fatto che l’uomo angosciato e braccato di Darkness ha imparato a convivere con il prezzo da pagare.
Le storie sono raccontate tutte in prima persona. Brani spensierati convivono con ballate malinconiche, un po’ per sottolineare le contraddizioni e le varie fasi della vita quotidiana.

La prima parte dell’album è decisamente più leggera e rockeggiante, grazie alle quattro velocissime canzoni d’apertura: The ties that bind, Sherry Darling, Jackson cage e Two hearts. Poi all’improvviso arriva il colpo che non ti aspetti: Independence day. Una splendida ballata dal sapore acustico in cui il piano di Roy Bittan e il sax di Clarence Clemons rendono questo pezzo uno dei migliori dell’intera carriera discografica del boss, che in questa canzone prende come pretesto il quattro luglio per raccontare quel momento in cui un uomo deve diventare indipendente dalla figura paterna. Una canzone che ti fa venire gli occhi lucidi da quanto è bella e toccante.
Il ritmo riprende con altre quattro canzoni veloci: Hungry heartsOut in the street, Crush on you e You can look (but you better not touch). La prima, diventata ormai presenza fissa nei live, fu scelta come primo singolo e fu la prima canzone di Springsteen a finire nella top five. La seconda invece è una canzone pensata apposta per una dimensione live e infatti non manca mai nei concerti. La terza invece è a detta dello stesso Springsteen una delle canzoni più brutte mai pubblicata. A me non dispiace per niente. Certo, il testo lascia a desiderare, ma la musica è puro rock ‘n’ roll, con un’interpretazione vocale aggressiva e un imponente assolo di sax.
I wanna marry you è una dolce ballata impreziosita dall’organo di Danny Federici.
A concludere troviamo The river, canzone fondamentale nel percorso artistico del boss.
Qui troviamo Mary, la ragazza con cui si scappava in Thunder road. Ora Mary è incinta e va sposata. A fare da sfondo la recessione economica che fa perdere lavoro e speranza.

La seconda parte dell’album è quella più intima e complessa ed è quella che preferisco. Nella prima parte si è voluto dare più spazio alla spensieratezza, nella seconda invece troviamo meno canzoni (9) ma più corpose e articolate.
Si inizia con Point blank, ballata per piano complessa e struggente. Una delle canzoni più notturne del boss, implacabile e ossessiva.
Seguono due canzoni divertenti e frizzanti: Cadillac ranch e I’m a rocker. Nella prima si celebra il mito della macchina, della strada e delle ragazze in blue jeans, mentre nella seconda Bruce innalza il rocker a status di super eroe: “Now don’t you call James Bond or secret agent man, ‘cause they can’t do it like I can”.
Stranamente quasi mai suonata dal vivo, ed è un peccato.
Altro brano formidabile è Fade away, ballata malinconica in cui l’organo di Federici ricopre un ruolo fondamentale. Anche questa suonata raramente dal vivo.
Stolen car è un gran pezzo. Forse la canzone che offre l’immagine più forte di tutto il disco: un uomo che gira su di un’auto rubata sperando di non essere braccato dalla polizia. L’atmosfera offre un assaggio di quello che sarà il disco successivo Nebraska.
Ramrod è il pezzo rock dell’album per eccellenza. Ogni volta che viene eseguita live è una festa. Guardare su youtube per credere. Parte il riff di chitarra poi entra in scena tutta la E Street Band con tanto di batti mani. Di un’allegria contagiosa.
L’album si chiude con tre ballate: The price you pay, che inizialmente passa in secondo piano ma che dopo qualche ascolto cresce sempre di più. Drive all night invece è un miracolo. Una di quelle canzoni che ti regala momenti indimenticabili, lacrime e gioia. Ricordo che da ragazzino prima di acquistare il disco andavo sul sito dove c’era la possibilità di ascoltare trenta secondi per ogni canzone. Io mi innamorai di Drive all night già con quei trenta secondi. La canzone dura quasi nove minuti e tu hai tutto il tempo per emozionarti, piangere e sorridere. Uno dei momenti più belli della mia vita fu quando a Torino nel 2009 Bruce, che era solito raccogliere richieste dal pubblico, si trovò in mano una busta contenente tre fogli in ognuno dei quali c’era scritto “Drive all night”. Io iniziai ad urlare come un forsennato “FALLA, TI PREGO FALLA” come se potesse sentirmi. E lui la suonò. Fu uno dei momenti più magici di tutta la mia vita. Stavo ascoltando una delle mie canzoni preferite che non viene quasi mai suonata live. Se non è magia questa.
Infine troviamo l’atmosfera malinconica di Wreck on the highway, brano lancinante e bellissimo. Un incidente in strada, il ritorno a casa spaventato e la voglia di restare abbracciato a chi si ama. Forse per sempre.

The river rappresenta perfettamente la prolificità e la vena creativa di Springsteen in quel periodo, che scrisse una quantità impressionante di canzoni che non hanno trovato spazio su quest’album. Canzoni in parte proposte in Tracks nel 1998 e altre nel box set The ties that bind, uscito a dicembre dello scorso anno.
Il disco è tornato in voga di recente grazie appunto al cofanetto uscito sotto natale, che comprende l’album rimasterizzato, una versione di quello che doveva essere inizialmente l’album, due cd di outtake e un dvd di un concerto. The river verrà portato in concerto anche in Italia, il 3 e 5 luglio a Milano e il 16 a Roma. I fortunati avranno la possibilità di ascoltare tutte le canzoni dell’album suonate dal vivo.

Per concludere consiglio assolutamente l’ascolto dell’album a tutti i fan di musica rock. Per nessun fan The river è il miglior disco di Springsteen, ma è probabilmente quello che meglio valorizza la E Street Band e le conferisce il titolo di miglior rock band di supporto di tutti i tempi.
L’album fu il primo di Bruce che arrivò al primo posto della classifica americana e lo fece uscire dai confini nazionali, esibendosi per la prima volta in Europa, precisamente a Zurigo nel 1981.

Vi propongo di seguito la tracklist e vi do appuntamento a settimana prossima con Nebraska.

 

  1. The ties that bind
  2. Sherry darling
  3. Jackson cage
  4. Two hearts
  5. Independence day
  6. Hungry hearts
  7. Out in the street
  8. Crush on you
  9. You can look (but you better not touch)
  10. I wanna marry you
  11. The river
  12. Point blank
  13. Cadillac ranch
  14. I’m a rocker
  15. Fade away
  16. Stolen car
  17. Ramrod
  18. The price you pay
  19. Drive all night
  20. Wreck on the highway
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29 comments

  1. Non le conosco tutte (dovrò prima o poi riempire tutte le mie lacune riguardo a Springsteen), ma The River in particolare è una canzone che amo profondamente. Qualche giorno fa ho parlato su FB della versione cantata con Sting. Una delle cose in gradi di rendere preziosa una giornata, per me 🙂

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    1. Visto che hai manifestate il tuo interesse per Drive All Night mi permetto di consigliarti l’ascolto (e visione) della versione live che Bruce ha eseguito nel WB Tour. La versione è ottima, in quanto è un video ufficiale rintracciabile in uno dei 2 canali video ufficiali del boss.

      In quanto a Point Blank, altra canzone per cui hai manifestato apprezzamento, anche in questo caso di consiglio di recuperare una versione live (ne trovi a iosa si YouTube, ma ne esiste anche una versione ufficiale scaricabile dal live-downloads ufficiale del boss gratis).

      Ovviamente il giochino potrebbe proseguire all’infinito… ogni canzone di Springsteen rende meglio dal vivo, specie quelle scritte fino a BITUSA.

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  2. The river è il disco più complesso di Springsteen, sia musicalmente che liricamente.
    Dal primo punto di vista è il disco più poliedrico: rock, pop, ballate, country, soul. Forse manca un po’ del Rithm’n’blues di Born to run, ma non se ne è mai lamentato nessuno eheheheh.
    Liricamente è invece un disco più lineare, ma ciò nondimeno articolato. Come ho spiegato in un post di analisi sui testi di questo album (https://lapinsu.wordpress.com/2012/10/12/212/) The river affronta il tema della famiglia e lo fa con un viaggio completo, a tratti divertenti ma più spesso cupo e triste.

    Posso solo aggiungere che non vedo l’ora di ascoltarlo per intero ai prossimi concerti di Roma e Milano 😀

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