Sanremo 2016: vincitori e vinti

vince-la-cover-degli-stadio-sanremoE’ passata più di una settimana dalla fine dell’ultimo festival di Sanremo. Questa edizione condotta da Carlo Conti pare aver messo d’accordo quasi tutti, o perlomeno gli ascolti hanno raggiunto ottimi risultati, il migliore da undici anni a questa parte.
Ora vediamo chi sono i vincitori e i vinti.

Di sicuro tra i vincitori ci sono loro: Elio e le storie tese, che ancora una volta stupiscono per originalità e irriverenza. Alla loro terza partecipazione sanremese, dopo il secondo posto del 1996 con La terra dei cachi e un altro secondo posto nel 2013 con La canzone mononota, questa volta gli Elii propongono una canzone composta esclusivamente da ritornelli. Ma il genio non finisce qui: durante la serata delle cover, divenuta praticamente un Karaoke dove chiunque poteva portare una qualsiasi canzone italiana, loro sono stati gli unici ad osare qualcosa di diverso: una cover della quinta di Beethoven, divenuta per l’occasione Il quinto ripensamento. Che dire… geniali!
Alla finale si sono presentati vestiti da Kiss, la famosa rock band americana capitanata da Gene Simmons.
Davvero assurdo.
Questa volta non sono riusciti a raggiungere il podio, arrivando undicesimi, ma non sono di certo passati inosservati.

Gli Stadio, vincitori di questa edizione con Un giorno mi dirai, al loro quinto Sanremo hanno portato quel tocco di classe che non gli è mai mancato. La sempre bellissima voce di Gaetano Curreri accompagna una canzone dolcissima che parla del rapporto padre figlia. La canzone, melodica ma non banale, è tra le cose migliori di questo festival.

Enrico Ruggeri mantiene sempre alto il livello presentando una canzone dal titolo Il primo amore non si scorda mai. Musicalmente assomiglia a un punk rock, con tanto di assolo di tastiera, mentre il testo è sempre di alto livello, come Ruggeri ci ha ormai abituati.

Francesca Michielin, secondo posto, porta quella che definirei una canzone giusta. Giovanile, orecchiabile, non banale né prevedibile, trappola in cui è facile cascare quando sei uscito da un talent.
La canzone, cantata bene, mi ha dato sin dal primo ascolto il sospetto che sarebbe arrivata tra i primi tre posti.

Altra sorpresa è Clementino. Rapper che finora avevo snobbato e che invece questa volta mi ha stupito con la sua canzone Quando sono lontano, orecchiabile, significativa e attuale nel testo. Il ritornello si rifà alla tradizione melodica napoletana mentre le strofe propongono delle rime che suonano bene. La canzone si è guadagnata un settimo posto.

Arisa ancora una volta si è rivelata una conferma. La ragazza ha talento e ce lo aveva dimostrato da subito nel 2009 con Sincerità, a cui sono seguite Malamore, La notte e Controvento.
Voce sempre impeccabile (ascoltando un’esibizione live ero convinto di ascoltare una versione in studio) e canzone piacevolissima per le orecchie, che forse non arriva subito come Controvento ma che piano piano cattura. La cosa che dispiace è che sembra che Arisa non riesca ad emergere al di fuori di Sanremo. Forse perché finora ad ogni uscita discografica corrispondeva un’esibizione a Sanremo. Dovremo provare a vedere cosa succederebbe se facesse uscire una canzone nuova senza presentarla a Sanremo.

I Bluvertigo ci riprovano quindici anni dopo l’ultimo posto ottenuto con L’assenzio. Quella canzone fu tra le cose più belle e innovative mai proposte a Sanremo. Questa volta la canzone intitolata Semplicemente non raggiunge il vertice di L’assenzio, ma si distingue comunque tra la mischia. Peccato che Morgan avesse poca voce. Il gruppo monzese è tra i quattro eliminati.

Dolcenera ha portato questa volta una canzone molto elegante dal sapore Jazz, cantata con un’ottima voce, ma che non ha saputo emergere quanto avrebbe meritato. Arrivata quindicesima.

Irene Fornaciari ci riprova anche quest’anno per la quarta volta. Sarà il cognome ingombrante, sarà il fatto che non propone mai canzoni di livello, oppure semplicemente perché liricamente non sa trovare una propria strada senza subire l’influenza del padre. Altrimenti perché intitolare una canzone Blu quando una delle maggiori hit del padre ha il medesimo titolo?
Inizialmente eliminata, è stata ripescata e relegata all’ultimo posto.

Lorenzo Fragola e Valerio Scanu, due giovani che avrebbero dovuto portare una ventata di freschezza ed entusiasmo, portano invece due canzoni vecchie. Nulla da dire sulle melodie che saranno pure orecchiabili e radiofoniche, ma perché portare canzoni che sarebbero suonate bene in un’edizione degli anni ’60?
Ad ogni modo le loro canzoni stanno funzionando in radio.

Rocco Hunt porta energia ed entusiasmo con Wake up, anche se lui mi sembra un bambinone scemo che saltella di qua e di là e non riesce mai a stare fermo, nemmeno durante le interviste. Trovo la sua canzone un po’ ruffiana, ma non l’ho ascoltata così attentamente da esprimere un giudizio completo.

La canzone dei terzi classificati Deborah Iurato e Giovanni Caccamo invece non l’ho ascoltata ancora. Quindi non posso esprimermi. So solo che la voce di lui non mi piace.

Alessio Bernabei, distaccatosi dai Dear Jack, in gara anche loro, porta una canzone orecchiabile ma dal testo orribile. Ad ogni modo è migliore della canzone proposta dal suo ex gruppo che è stata eliminata.

Neffa e i Zero assoluto portano due canzoni orecchiabili e allegre ma sono stati eliminati.

Patty Pravo ha fatto la figura della grande vecchia, mostrandosi signora di classe, con una canzone dall’arrangiamento sontuoso, ma che non raggiunge il vertice di altre sue esibizione come la memorabile E dimmi che non vuoi morire del 1997.

Tra i giovani mi hanno colpito il vincitore Francesco Gabbani. La sua Amen a mia sorpresa è stata la vincitrice e credo sia meritata. Chiara Dello Iacovo, che io davo per favorita, porta una canzone allegra e intelligente ben cantata dal titolo Introverso. La ragazza, già fattasi notare a The voice farà strada. Anche Irama è da segnalare. La sua ballata per piano dall’andamento rap è risultata piacevole ed orecchiabile.

Per quanto riguarda la conduzione niente da dire su Carlo Conti, che ancora una volta ha dimostrato di avere un ottimo senso del ritmo. Virginia Raffaele ha stupito tutti con la sua simpatia e le sue imitazioni riuscitissime. Mentre su Gabriel Garko stendiamo un velo pietoso.
Probabilmente la sua presenza serviva ad attirare il popolino mediaset abituato a prodotti trash quali L’onore e il rispetto.

La classifica dei dischi vede al primo posto gli Stadio (terzo posto nella classifica Fimi) seguiti da Elio e le storie tese (quinti), Patty Pravo (sesta), Noemi (tredicesima), Arisa (sedicesima), Dear Jack (diciassettesimi), Valerio Scanu (diciottesimo), Enrico Ruggeri (ventiduesimo), Giovanni Caccamo (trentesimo), Francesco Gabbani (trentaduesimo), Deborah Iurato (trentaseiesima), Dolcenera (trentasettesima), Chiara Dello Iacovo (trentanovesima), Ermal Meta (quarantacinquesimo).

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