L’abbiamo fatta grossa

locandinaIl 28 gennaio è uscito il nuovo film di Carlo Verdone che da poco più di un decennio propone le sue pellicole a cadenza biennale. Ottimo interprete e dignitoso regista, l’attore romano è qui giunto alla sua 25esima prova cinematografica, avvalendosi di una spalla importante quale Antonio Albanese.
Come si è rivelato questo curioso e interessante binomio?
Scopriamolo insieme.

Il film narra le gesta di due simpatici perdenti: L’investigatore Arturo Merlino, interpretato da Verdone, sessantenne con velleità letterarie ma che si ritrova a dover dare la caccia a gatti smarriti e a vivere con una zia che a giorni alterni è convinta che il defunto marito sia ancora in vita, e Yuri Pelagatti, attore di teatro cacciato dalla compagnia con la quale lavorava poiché non riesce a ricordare le battute a causa dell’abbandono da parte della moglie. Il secondo si rivolgerà al primo per pedinare la moglie in cerca delle prove del tradimento, che serviranno a negarle l’assegno di mantenimento. Da qui parte una girandola di equivoci che porterà i due a “sottrarre” una valigetta contenente un milione di euro a persone poco raccomandabili. Alla fine le cose non andranno per il verso giusto ma i due avranno il loro piccolo riscatto.

Partiamo da una premessa: Verdone non ha mai fatto film brutti. Le sue pellicole sono tanto leggere, anche quando incentrate su temi più sociali, che sembrano aver trovato un giusto ingrediente. Certo, non ha mai girato il capolavoro definitivo, ma non ha neanche proposto film mediocri. È sempre riuscito a mantenersi ad un livello piuttosto alto, complice la sua bravura e i tempi comici perfetti. E questa 25esima pellicola non fa eccezione, anzi: propone qualcosa di diverso, poiché gli ultimi film erano più o meno tutti incentrati su questioni sociali, anche se queste non sempre costituivano il perno centrale delle storie ma fungevano solo da sfondo. Qui invece sembra che l’attore romano abbia voluto concedersi una pausa e concedersi al puro intrattenimento, divertendosi facendo divertire.
Certo non mancano le punzecchiature sociali, criticando la corruzione che imperversa nel paese, parlamento in testa. Ma diciamo che la storia ruota tutta intorno ai due personaggi, senza i quali, risulterebbe piuttosto debole.

Verdone negli ultimi tempi pare aver voluto puntare molto sui co-protagonisti. Vedi la recente prova Sotto una buona stella, che si avvaleva dell’ottima Paola Cortellesi, o ancora Posti in piedi in paradiso, che grazie a Marco Giallini e Pier Francesco Favino i momenti irresistibili erano garantiti.
E sotto questo punto di vista Antonio Albanese risulta una scelta più che azzeccata. I due attori sono riusciti a trovare una forte sintonia che riesce a regalare momenti molto divertenti anche se non sempre Verdone riesce a gestire il profilo psicologico dei due personaggi. Specialmente quello di Albanese; in alcune sequenze si ha l’impressione che l’attore voglia esplodere dando massimo sfogo alla propria verve attoriale, mentre è costretto a tenersi a bada. I momenti in cui cerca di recuperare il rapporto coi piccoli figli non sono molto riusciti e sembrano allungare il brodo in una storia che presenta qualche lungaggine di troppo.
Ecco, forse un difetto di Verdone è che tende sempre a fare film di due ore quando potrebbero benissimo durare una ventina di minuti in meno.

Un discorso a parte merita Massimo Popolizio, interprete del misterioso personaggio al quale viene sottratta la valigetta. La sua risulta essere la figura di contorno più riuscita di tutte, complice anche l’impostazione puramente teatrale dell’attore genovese che abbiamo visto l’ultima volta ne Il ricco, il povero e il maggiordomo di Aldo, Giovanni e Giacomo.

Tirando le somme, L’abbiamo fatta grossa è un film molto godibile che vi farà trascorrere due ore rilassanti e divertenti (per l’appunto: mi ha fatto più ridere di Quo vado?).
Speravo forse di ridere molto di più, perché avevo delle aspettative molto alte, ma devo dire che non ne sono rimasto deluso e il film mi ha molto divertito. Anche questa volta Verdone non mi ha deluso.

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