The wild, the innocent and the E Street shuffle

the wildContinua il nostro viaggio alla scoperta della discografia di Bruce Springsteen.
Oggi tocca al secondo lavoro in studio The wild, the innocent & the E Street shuffle.
Pronti? Cominciamo.

A soli otto mesi dal primo album (Greetings from Asbury Park, N.J.) Bruce Springsteen pubblica il suo secondo lavoro in studio, accompagnato sempre dalla E Street band, questa volta più che nel lavoro precedente. Rispetto a Greetings il suono è molto più variegato e i testi propongono una vasta galleria di personaggi che sono entrati nel cuore dei tanti fan del boss. Come non provare un brivido quando vengono citati Sandy, Wild Billy, Puertorican Jane, Spanish Johnny, Kitty o l’iconica Rosalita?
La prima canzone The E Street shuffle è una dichiarazione d’intenti; sembra quasi che Bruce voglia dire che qui siamo lontani dalle atmosfere prevalentemente acustiche del primo album e che invece qui la band c’è. Questo piccolo gioiello di canzone sembra andare per conto proprio, con Bruce che canta una quantità torrenziale di parole mentre la band lo asseconda con il suo caratteristico Asbury sound.

La seconda canzone 4th of july, Asbury Park (Sandy) è una delle più celebri della prima parte della carriere di Springsteen. È una ballata malinconica; una dichiarazione d’amore da parte di un ragazzo che ha avuto tante delusioni e che ora vuole ricominciare proprio con Sandy, il tutto avendo come sfondo Asbury Park nel giorno dell’indipendenza. L’atmosfera diventa più spumeggiante grazie a Kitty’s back, con un intro di chitarra abbastanza insolito, la canzone prosegue con scatenati duetti tra sax e chitarra. Segue una canzone che personalmente amo molto: Wild Billy’s circus story, canzone che propone Springsteen narratore di storie dal sapore quasi western, vena che ha sfruttato poco su album ufficiali ma che grazie ad outtakes varie e al cofanetto Tracks, abbiamo avuto modo di conoscere grazie a canzoni come Santa Ana, Zero and Blind Terry, Bishop Danced e la mai pubblicata Evacuation of the west, che io vi consiglio di recuperare su youtube perché fa venire i brividi.

Altro capolavoro del disco è Incident on 57th street. Quasi otto minuti di pura magia, che iniziano con un delicato pianoforte per proseguire con un deciso suono di chitarra. La canzone cresce sempre di più per poi concludersi dolcemente e nuovamente con i soli tasti del pianoforte a coccolare l’ascoltatore. E ora il vero monumento rock dell’album: Rosalita (come out tonight). C’è tutta la poetica del primo Bruce. Le ragazze, le macchine, le autostrade, le rock band, il protagonista che non ha certezze da offrire, il padre della ragazza che non lo vede di buon occhio, e una galleria infinita di personaggi. Certo oggi la canzone potrebbe mostrare qualche ruga, ma qualsiasi esibizione live vi farà cambiare di sicuro idea. Una delle più recente, pubblicata nel dvd Live Hyde park del 2009 toglie ogni dubbio. A chiudere magistralmente il disco troviamo New york city serenade. Una delle canzoni più belle di Bruce. Una serenata, come si evince dal titolo. Morbida, quasi jazzata, ma che possiede tutta la potenza che solo il rock sa trasmettere. Bellissima l’esecuzione live a Roma nel luglio 2013, facilmente recuperabile su youtube.

Per concludere posso dire che questo album rappresenta un capitolo fondamentale nella discografia del cantautore americano, poiché ancora lontano dagli stadi che sarebbero arrivati una decina d’anni dopo e perché propone il cantante in veste di story teller che col tempo si è lievemente affievolita.
L’album propone solo sette canzoni, ma non ci sono punti bassi. Le canzoni se non sono eccezionali, sono bellissime. La produzione rende il suono ancora un po’ acerbo ma le canzoni ci sono, e fanno di questo disco un album indimenticabile.
Ricevette elogi da parte dalla critica ma il pubblico lo accolse freddamente. Ancora una volta. Per questo Springsteen fu messo alle strette e gli fu detto che il terzo album avrebbe deciso le sue sorti.
Sappiamo tutti come è andata.

Vi propongo di seguito la tracklist e vi do appuntamento a settimana prossima con la recensione di Born to run.

  1. The E Street shuffle
  2. 4th of july, Asbury Park (Sandy)
  3. Kitty’s back
  4. Wild Billy’s circus story
  5. Incident on 57th street
  6. Rosalita (Come out tonight)
  7. New york city serenade
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19 comments

  1. L’ha ribloggato su Pensieri in libertàe ha commentato:
    “…Baby we were born to run…”. era la colonna sonora delle mie mattine sulla via di scuola… chissà perché!? Di quando erano appena usciti i walkman, di quando la serata si passava in piazza, con qualcuno che suonava la chitarra e gli altri a cantare a squarciagola fino a tardi, Adoro il Boss fin da allora, basti dire che ho imparato l’ inglese anche grazie a lui! Così passano gli anni ma l’ energia che ti trasmette è sempre la stessa, è quella che ti fa sorridere da sola mentre come ora l’ ascolto e scrivo perchè ….. concedimi il termine ” TI GASA!”

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